Richiesta di concessione di Act Blade per produrre pale eoliche in porto

Una delle pale eoliche di Act Blade
Una delle pale eoliche di Act Blade
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Martedì 19 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:27

Si concretizza il primo degli investimenti previsti nell’ambito della riconversione della centrale Enel “Federico II” di Cerano. Nei giorni scorsi, infatti, Act Blade ha formalizzato la richiesta di concessione demaniale settennale nell’ambito del territorio brindisino, ed in particolare del porto, inserito all’interno della Zona economica speciale adriatica interregionale della Puglia e del Molise. In particolare, l’azienda con sede a Pomigliano d’Arco chiede di poter occupare e utilizzare “una superficie di area scoperta di 12.768 metri quadri, sita in area portuale, località Sant’Apollinare, nel porto di Brindisi, allo scopo di allocare dei capannoni prefabbricati all’interno dei quali avviare l’attività di ricerca e sviluppo e di manifattura di pale eoliche”.

L'appeal della Zes

Non si tratta della prima richiesta di concessione demaniale in area Zes ma, comunque, del primo caso di manifatturiero sottobanchina, in particolare nell’ambito della Zona franca doganale della quale proprio Enel ha ottenuto il riconoscimento. Il sito produttivo è legato alla filiera dell’eolico e prevede una produzione di 150 pale eoliche all’anno ed un’occupazione, a regime, di un centinaio di persone tra diretti e indotto.

Le pale innovative

L’azienda, tuttavia, non produce “semplici” pale eoliche. Quelle di Act Blade, infatti, sono realizzate sui principi adottati per le vele delle imbarcazioni che competono per la Coppa America. Il corpo della pala è costituito da una struttura portante più snella di quella convenzionale, con nervature distribuite su tutta la lunghezza ed un rivestimento in tessuto tecnico in tensione che copre l’intera superficie della pala. Una tecnologia che potrebbe comportare vantaggi interessanti dal punto di vista economico ed ambientale. A parità di peso, infatti, le pale raggiungono maggiori dimensioni e garantiscono quindi maggiore produzione di energia. Il tutto con costi produttivi inferiori rispetto alle pale “tradizionali”. Non solo. Le pale di Act Blade, infatti, sono composte da un tessuto riutilizzabile e da elementi più facilmente separabili rispetto alle pale convenzionali, quindi consentono un recupero più semplice una volta che le pale vengono smantellate al termine della loro vita utile. L’azienda, nell’autunno dello scorso anno, ha siglato una partnership con Enel Green Power.

Gli altri accordi

Ma quello con Act Blade non è l’unico accordo tra Enel ed un’azienda legata alla filiera produttiva delle rinnovabili nell’ambito dei progetti di riconversione del sito della “Federico II”. L’obiettivo è quello di compensare la perdite di posti legati allo spegnimento della centrale entro il 2025. L’altro accordo è stato siglato con Standex International. Si tratta di una multinazionale che si occupa di materiali plastici per moltissimi utilizzi diversificati, dal cibo all’elettronica. In questo caso, da qualche tempo sta sviluppando proprio insieme ad Enel un progetto relativo alla produzione di moduli fotovoltaici tramite il riciclo di materiali plastici. Un progetto che il Ceo di Standex David Dunbar ha definito «tra le priorità strategiche di Enel».

Le tecnologie

In questo caso, il processo produttivo consiste nel riciclo dei materiali a base di poliestere estraendo i monomeri di base per la produzione di polietilene. Un processo a ciclo chiuso, senza emissione di composti organici volatili in atmosfera. Il polietilene risultante ha lo scopo di fare da “cornice” ai moduli fotovoltaici. L’impianto dovrebbe essere in grado di produrre 30mila tonnellate all’anno di materiali plastici, con un impatto occupazionale di 40 lavoratori, sempre tra diretti e indotto. In teoria, tra l’altro, secondo quanto previsto inizialmente l’avvio della produzione dell’impianto di Standex dovrebbe arrivare prima di quello di Act Blade. Il primo, infatti, era previsto ufficialmente per il terzo quadrimestre del 2024 mentre il secondo per il terzo quadrimestre del 2023.

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