Brindisi, Act Blade: l’impianto si farà, iter sbloccato dal ministero

Brindisi, Act Blade: l’impianto si farà, iter sbloccato dal ministero
di Francesco RIBEZZO PICCININ
4 Minuti di Lettura
Martedì 29 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:14

Non occorrerà far arrivare la questione al Consiglio dei ministri. La riunione preliminare convocata dal ministro del Sud e degli Affari Europei Raffaele Fitto sul caso Act Blade, sulla base di quanto previsto dalla legge istitutiva sulla Zes Adriatica, si è conclusa infatti con il superamento di tutte le questioni che avevano bloccato l’iter della conferenza dei servizi. Tutto questo nonostante l’assenza del Comune di Brindisi, che avrebbe dovuto partecipare ma a quanto riferito dal sindaco Riccardo Rossi ha avuto problemi tecnici. Un’assenza, quella di Comune e Provincia, ma anche del presidente della Regione (in rappresentanza c’era la Direzione generale del dipartimento Ambiente), che ha fatto innervosire il ministro del Sud.


Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti dei ministeri dell’Interno, dell’Economia, dell’Ambiente, delle Infrastrutture, della Cultura e della Salute ma anche, in maniera piuttosto inattesa considerato che erano destinatari della convocazione solo “per conoscenza” e non avevano ricevuto il primo dei link per partecipare alla riunione, di Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, commissario di governo per la Zes Adriatica, Soprintendenza e di tutti gli altri enti che hanno preso parte all’iter autorizzativo relativo all’investimento.
Proprio a causa della chiusura negativa della conferenza dei servizi si è resa necessaria la convocazione da parte del ministro Fitto, su richiesta del presidente dell’Autorità di sistema portuale Ugo Patroni Griffi, del tavolo preliminare all’eventuale deferimento della questione al Consiglio dei ministri. L’iter non aveva avuto l’esito sperato da Act Blade a causa dei pareri negativi di Comune e Soprintendenza rispetto alla richiesta di insediamento sulle banchine di Sant’Apollinare. Per il Comune, in particolare, l’area scelta non è compatibile con il Piano regolatore portuale vigente. Difficoltà comunque superabile grazie al fatto che l’autorizzazione unica in ambito Zes costituisce variante urbanistica. Meno “elastica”, invece, la posizione della Soprintendenza, che aveva sottolineato come il sito prescelto, oltre che con la componente “Territori costieri” del Pptr, interferisse anche con altre componenti culturali ed insediative tutelate nell’ambito del Piano paesaggistico territoriale regionale. Per non parlare della vicinanza con due siti vincolati come l’area archeologica di punta delle Terrare ed il capannone ex Montecatini. Componenti per i quali è preclusa dallo stesso Pptr la possibilità di “realizzazione di nuove costruzioni, impianti e, in genere, opere di qualsiasi specie, anche se di carattere provvisorio”.

Una posizione sulla quale la Soprintendenza avrebbe fatto, nella riunione di ieri, marcia indietro, chiarendo invece che, in sostanza, l’area non è sottoposta ad alcun vincolo. Il parere negativo del Comune, invece, è stato superato proprio grazie al fatto che l’Autorizzazione unica Zes ha valenza di variante urbanistica.

Le reazioni

Molto soddisfatto dell’esito, il deputato e commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis, che in questi mesi ha sempre seguito da vicino la vicenda. «Non posso che esprimere la mia soddisfazione - commenta infatti - per la riunione di oggi (ieri per chi legge, ndr), convocata dal ministro Fitto, per l’insediamento Act Blade a Brindisi: abbiamo superato tutti gli ostacoli burocratici che frenavano un intervento che avrà riverberi rilevantissimi per lo sviluppo economico ed occupazionale del nostro territorio. È una pagina che si chiude felicemente, ma sullo sfondo resta l’amarezza per l’atteggiamento del Comune di Brindisi, che oggi non ha ritenuto di partecipare alla riunione. Ciò dimostra che, evidentemente, i pareri (del Comune) che avevano determinato la chiusura negativa della conferenza di servizi non erano fondati. Accanto a questo comportamento discutibile dell’amministrazione comunale, però, c’è l’impegno e la tenacia di altre istituzioni, a partire dal governo, che stanno dando il massimo per il superamento della burocrazia, dando a Brindisi un’opportunità strategica per oggi e per il futuro». Anche per il presidente del consorzio Asi Vittorio Rina si tratta di «un buon risultato per un investimento importante».
Esito positivo anche per il presidente di Confindustria Brindisi Gabriele Menotti Lippolis, che sottolinea come il risultato «sia liberatorio per tutti gli investimenti in porto e non solo. Tutti quei vincoli, infatti, da oggi non potranno esistere, considerato che quelle barriere sono state tutte abbattute».

© RIPRODUZIONE RISERVATA