Asfalto cattura polveri sottili per abbattere l’inquinamento

Mercoledì 18 Maggio 2022

Un nuovo asfalto in grado di “assorbire” le polveri sottili riducendo l’inquinamento atmosferico. Via libera alla sperimentazione del Comune di Bari sul sottovia Quintino Sella, finanziata dalla Regione Puglia con 100mila euro. Tecnicamente sarà utilizzata una pavimentazione fotocatalitica con rivestimento in biossido di titanio (TiO2) in grado appunto di assorbire le polveri sottili. «Questa sperimentazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso – la porteremo avanti rifacendo l’asfalto del sottovia Quintino Sella che per la presenza della galleria e di pedoni che l’attraversano si presta a questo tipo di progetto. Si tratta di una pavimentazione possiamo dire “ecologica” in grado di catturare le polveri sottili». 

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«In poche parole questo asfalto particolare con rivestimento in biossido di titanio – prosegue Galasso – è in grado di fissare e catturare le polveri sottili, favorendone la minore diffusione nell’aria». Il progetto è stato candidato dal Comune alla Regione per un finanziamento nel 2021 e ora è arrivato l’ok della giunta regionale al finanziamento. Via Quintino Sella è stata scelta dall’amministrazione proprio considerando l’enorme flusso del traffico che subisce ogni giorno. «Lì si presentano le migliori condizioni per testare questo genere di pavimentazione – conclude l’assessore – ovviamente procederemo con un monitoraggio delle polveri sottili prima e dopo la sperimentazione per capirne l’efficacia ed effettuare poi le eventuali valutazioni del caso». E’ la prima volta che una simile sperimentazione viene portata avanti a Bari. 

I livelli di Pm10


Nel capoluogo regionale il livello di pm10 è comunque sotto controllo. Secondo i dati dell’Arpa Puglia, aggiornati al 17 maggio 2022, si sono registrati dall’inizio dell’anno due superamenti del livello di polveri sottili consentito dalla legge, sulle centraline di via Caldarola, corso Cavour e viale Kennedy, uno solo per quella del Cus. Nel 2021 sono state le centraline di corso Cavour e di via Caldarola a registrare il maggior numero di superamenti: 14 per la stazione del centro e 12 per Japigia. A seguire i 10 di viale Kennedy, i 9 della zona del Cus ed infine 8 superamenti per Carbonara. Le polveri sottili hanno una natura chimica particolarmente complessa e variabile, sono in grado di penetrare nei polmoni dell’uomo e quindi avere effetti negativi sulla salute. Derivano da emissioni di autoveicoli, processi industriali, fenomeni naturali. Il valore soglia è pari a 50 microgrammi al metrocubo. E vengono avviate dalle amministrazioni comunali delle azioni di intervento se il limite viene superato più di 35 volte all’anno, circostanza che ormai da anni non si verifica a Bari.


Andando indietro nel tempo, considerando anche che i dati del 2021 e del 2020 hanno subito gli effetti del lockdown e delle restrizioni, a Bari nel 2019 si sono registrati 13 superamenti in via Caldarola, seguita dalla stazione di Carbonara con i 12 superamenti e 9 per corso Cavour. Nel 2020 i numeri dei superamenti sono stati molto bassi: 7 al Cus e in viale Kennedy, 6 in corso Cavour, 5 a Carbonara e 3 in via Caldarola. Nel 2021 si è comunque tornati quasi alla normalità. Anche se i dati delle centraline sono comunque meno preoccupanti rispetto agli anni Novanta e ai primi anni del 2000, l’amministrazione ha avviato una serie di misure per abbattere le percentuali di pm10 nell’aria come ad esempio con interventi di “greening”, ossia la realizzazione di aree verdi e la piantumazione di alberi in zone molto trafficate. 

 

Ultimo aggiornamento: 15:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA