Brindisi, staffetta e testimonianze nel ricordo di Melissa. Ma le amiche accusano: «Basta teatrini»

Brindisi, staffetta e testimonianze nel ricordo di Melissa. Ma le amiche accusano: «Basta teatrini»
di Francesco TRINCHERA e Maurizio DISTANTE
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:57

Il ricordo di uno dei momenti più tragici della storia recente di Brindisi, quello dell’attentato alla Morvillo Falcone, filtrata con le lenti del ricordo per Melissa Bassi e per tutto ciò che quei momenti hanno significato. Ieri mattina, nel salone “Gino Strada” di palazzo Nervegna, sono state presentate le iniziative in occasione del decennale da quel 19 maggio 2012, in cui la ragazza mesagnese perse la vita a causa dell’esplosione, avvenuta alle 7.45, di un ordigno a pochi passi dal suo istituto scolastico, che fu preparato ed azionato dal commerciante agricolo di Copertino Giovanni Vantaggiato a causa, secondo i giudici, della rabbia contro la giustizia italiana per un precedente processo. In quella giornata di metà maggio di dieci anni fa rimasero ferite altre 10 persone, di cui cinque in modo grave. Un evento con un impatto devastante non solo su chi è stato direttamente coinvolto, ma anche per le comunità attorno.

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Il ricordo e le iniziative

Anche per questo, nel corso di questi anni ci sono state diverse iniziative, portate avanti soprattutto dai genitori della studentessa, in memoria di quei momenti ma il decennale assume una valenza particolare. In questo senso, i centri nevralgici saranno Brindisi, come luogo dove è avvenuto l’attentato, e Mesagne, luogo di nascita della sfortunata ragazza sedicenne: tra i due centri (anche se nella parte dell’abitato), sarà organizzata una staffetta con partenza alle 7.30, con ideale punto di partenza da casa di Melissa ed ideale arrivo alla scuola, dove poi ci sarà l’intitolazione della palestra alla studentessa mesagnese. Sempre in quella giornata ci sarà anche la premiazione di un contest lanciato tra diversi istituti scolastici ed incentrato alla “gioia di vivere” della ragazza. 
Anche quest’anno, inoltre, sarà confermato il trofeo Interforze intitolato a Melissa, che si svolgerà a partire dal 16 maggio allo stadio Fanuzzi. Una serie di appuntamenti, racchiusi nel claim “Melissa – Dieci anni senza di te” che ruotano principalmente attorno alla data del 19 maggio a cui saranno presenti diversi rappresentanti istituzionali (dovrebbero arrivare anche quelli regionali e nazionali) con la presenza confermata della testimonianza dei Comuni di Brindisi e Mesagne ma anche di Copertino, come accaduto già negli scorsi anni.

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La testimonianza dal valore più significativo è quella dei genitori di Melissa, Massimo e Rita, in un dolore che appare ancora lacerante ma rimane comunque composto. «Sono passati dieci anni – ha detto il padre della ragazza - ma Melissa non si dimentica mai, grazie anche alle iniziative che abbiamo organizzato e stiamo organizzando». Quindi, le parole di Irene Esposito, dirigente scolastico della Morvillo Falcone, che ha spiegato come nel corso di queste ultime settimane ci siano state diverse iniziative in memoria di quella giornata e di Melissa Bassi, «ricordandola con quel sorriso splendido di una giovane ragazza adolescente che, come una rosa sbocciava al mese di maggio». Un sorriso che «attraverso lei, risplende sui volti dei nostri ragazzi». 
Per il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, si trattò di «un episodio di violenza inaudita» e la commemorazione di quel giorno a dieci anni di distanza «assume un valore particolare, perché chi oggi frequenta la scuola non ha vissuto quegli anni ed è importante ricordare il valore che quei giorni hanno rappresentato», mettendo insieme «la tragedia privata» e «la tragedia per la nostra comunità», ma allo stesso tempo sottolineando la risposta che arrivò dal mondo studentesco. Il presidente del consiglio comunale di Mesagne Omar Ture ha ricordato come quel giorno, nonostante fosse in viaggio di lavoro, avesse seguito passo dopo passo tutte le notizie che arrivavano da Brindisi e quindi ha messo in evidenza come quell’atto «ha distrutto la vita della povera Melissa, della sua famiglia e di un’intera comunità». A margine, la presentazione dei due eventi legati al mondo dello sport in diverse maniere. Massimiliano De Giorgi, per quel che riguarda il memorial, ha illustrato i dettagli della competizione, sottolineando che il valore portate è quello «della legalità rappresentata dalle Forze dell’Ordine» e dagli altri partner: parteciperanno sedici team. Gianluca Volpe dell’Atletica Mesagne ha invece parlato della staffetta, evidenziando come lo sport sia un momento di aggregazione anche nel segno della legalità.

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La polemica

Mancano pochi giorni al decennale dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi e per la prima volta in 10 anni mancheranno almeno due tra le protagoniste della tragedia che hanno annunciato sui loro canali social l’intenzione di disertare tutte le celebrazioni in memoria di Melissa Bassi, fatta eccezione per l’ormai tradizionale messa. Le ragioni che hanno spinto Selena Greco e Azzurra Camarda, due delle ragazze vittime dell’attentato al Morvillo-Falcone del 19 maggio 2012, a disertare le manifestazioni del decimo anniversario della strage non hanno ovviamente a che fare col sentimento che provano per l’amica scomparsa e per i suoi affetti correlati: il loro, piuttosto, è uno j’accuse nei confronti dei presunti “sepolcri imbiancati” che in questi anni hanno svuotato di significati la ricorrenza, anno dopo anno.

Le accuse su Facebook di Selena

Agli occhi e alle orecchie più attenti, le parole apparse sul profilo Facebook di Selena non sono suonate come un fulmine a ciel sereno. Selena e Azzurra, compagne di sventura quel terribile giorno di 10 anni fa, già in passato avevano lamentato la scarsa attenzione che, a loro dire, l’intera comunità o quasi, a partire dalle istituzioni locali e scolastiche, ha riservato nel tempo alle iniziative in ricordo di Melissa Bassi, che quel 19 maggio perse tragicamente la vita nell’esplosione dell’ordigno artigianale realizzato e piazzato a due passi dal cancello della scuola dall’imprenditore salentino Giovanni Vantaggiato. 
Non hanno aspettato di proposito il decimo anniversario per mettere in piedi una polemica ma hanno voluto pronunciare il loro perentorio “basta” dopo anni in cui hanno visto coi loro occhi le celebrazioni svuotarsi, a loro dire, del significato originario che credevano si sarebbe conservato nel tempo. «Per 10 anni ho fatto rumore», si sfoga sui social Selena. «Ho accolto gli inviti di gente vista solo il 19 maggio di ogni anno, solo in quel giorno. Ho assistito a scene che sono state strumentalizzate e alla presenza di persone che erano lì solo col corpo ma mai con il cuore. Ho partecipato attivamente alle manifestazioni, con la consapevolezza che, ormai, anche di me c’era solo l’involucro, svuotato del suo contenuto. Dentro di me, volevo credere che la mia presenza sarebbe stata sufficiente a indurre negli altri presenti il rispetto per la sua morte e gli onori che meritava quand’era tra noi».

L'attacco di Azzurra

La delusione è condivisa con l’amica di una vita Azzurra che ha abbracciato la linea proposta da Selena, usando lo stesso registro. «A 10 anni dall’attentato – chiosa Azzurra - chi meglio di noi, che abbiamo provato sulla nostra pelle quello che è successo quel giorno, sentito il suono della sua voce e il rumore della sua risata pochi istanti prima del botto, poteva mantenere vivo e puro il suo ricordo? Noi vittime dell’attentato del 19 maggio diciamo basta: basta ai teatrini, basta alle iniziative organizzate solo perché è il 19 maggio. Basta a tutto! In tutti questi anni, solo una cosa c’era da fare: mantenerla e custodirla (Melissa, ndr) nel cuore, come abbiamo fatto noi, senza tanti teatrini e pagliacciate e soprattutto facendone un esempio per chi oggi porta il suo nome». Il riferimento di Azzurra è a Melissa e Regina Melissa, la prima sua figlia, la seconda figlia di Selena: la scelta del nome da dare alle bambine, ovviamente, non è stata casuale, così come da sempre è nota la volontà delle due giovani mamme di trasmettere ai frutti dei loro grembi il ricordo, la memoria e appunto l’esempio di Melissa Bassi. 
«In 10 anni – prosegue Selena - mi sono resa conto che il rispetto viene portato con un ricordo limpido, sano, puro. Il silenzio, quest’anno, ha fatto parte della nostra quotidianità: mi sono accorta che gli altri non hanno compreso quello che ci portiamo dentro, che è quello che ci ha fatto diventare quelle che siamo. Nonostante noi e solo noi siamo in grado di portare una testimonianza vivida di quel giorno, dopo 10 anni siamo state calpestate senza un minimo ritegno: non siamo state coinvolte attivamente, come da sempre aspettiamo, nel ricordo di qualcosa di tremendo che la nostra pelle ha provato, per cercare di trarne qualcosa di buono, per essere da esempio a chi si trova in difficoltà, per dire a qualcuno che soffre che ce la farà a superare le difficoltà perché le abbiamo superate perfino noi. Noi che siamo state le ultime testimoni di quell’illuminante sorriso. Detto questo, ho detto basta al “ci sono le amiche di”. Io, Selena Greco, vittima dell’attentato alla Morvillo-Falcone il 19 maggio 2012, ho detto no alle celebrazioni vuote e prive di significato». Il j’accuse di Selena si chiude con un pensiero rivolto direttamente all’amica scomparsa. «Melissa, ti porterò eternamente nel mio cuore e nell’anima di chi ora porta il tuo nome: tu vivrai tutti i giorni, sempre».

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