Dieci anni senza Melissa Bassi, parla la preside: «Lei è la nostra scuola, un legame indissolubile»

Melissa Bassi
Melissa Bassi
di Maria Chiara CRISCUOLO
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:04

Superare una tragedia come quella del 19 maggio 2012, non è facile neanche per chi quel giorno si trovava altrove. Quando quella bomba esplose sotto i cancelli dell’istituto superiore per i servizi sociali “Morvillo-Falcone” di Brindisi, uccidendo la quindicenne Melissa Bassi e ferendo in modo molto grave altre cinque ragazze più o meno coetanee, Irene Esposito, oggi alla guida dell’istituto di via Galanti, non era ancora preside. Sette anni più tardi, dopo aver vinto con merito il concorso, il caso ha voluto che fosse proprio la sede del “Morvillo-Falcone” la sua prima destinazione. Eppure i segni che un evento del genere lascia addosso ai corpi, nelle menti e in fondo all’anima sono pesanti e duri, durissimi a cancellare. Sono passati dieci anni eppure le bacheche, le porte delle aule, persino l’atelier allestito nell’atrio dell’istituto professionale per la moda parlano di Melissa. All’esterno dell’edificio, nel cortile, una targa commemorativa ricorda, ancora una volta, la giovane vittima, mentre tra qualche mese sarà finalmente inaugurata a suo nome anche la palestra del professionale per i servizi sociali, ottico, chimico, odontotecnico e industria e artigianato per il Made in Italy. 

La preside


«Il suo spirito aleggia nel nostro istituto ogni giorno e ci guida» fa notare la dirigente scolastica. L’attentato al “Morvillo-Falcone” è una ferita aperta per chiunque abbia ancora scolpite nella mente le immagini di quella immane tragedia. Ed ecco allora che il Comune di Brindisi ha voluto rendere omaggio alla studentessa mesagnese accogliendo la proposta di intitolazione della palestra del “Morvillo Falcone” avanzata qualche mese fa dallo stesso istituto di via Galanti. 
Chi si preparava per entrare a scuola, chi ad andare a fare la spesa. Lucidi i ricordi, indelebili nella nostra mente di quella mattina mentre Melissa restava coinvolta nell’attentato perdendo la vita pochi minuti dopo durante il trasporto in ambulanza verso il vicino ospedale “Perrino”. Preside, lei cosa ricorda di quel giorno?
«Ero rientrata a scuola solo da pochi mesi. A dicembre dell’anno prima era nato mio figlio e avevo accettato una supplenza sul sostegno in un istituto superiore in provincia di Brindisi. Un periodo decisamente impegnativo per me. Ricordo però la sensazione di stordimento. Siamo stati pervasi, anche nei giorni seguenti l’attentato, da una sensazione di vulnerabilità. La scuola è un’istituzione destinata all’educazione e all’istruzione dei ragazzi, un luogo sacro dove non ci può essere violenza nè tantomeno morte. Alla manifestazione “Io non ho paura”, dove parteciparono migliaia di studenti provenienti da varie regioni del centro sud, abbiamo rielaborato l’accaduto. Un meccanismo di difesa dell’Io, una strategia usata dall’inconscio per ridurre o evitare un dolore occultandone la fonte sia a se stessi che agli altri». 

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L’ordigno posizionato su un muretto poco fuori l’istituto. La deflagrazione e il rumore assordante delle sirene. A terra libri bruciati, scarpe e vetri rotti. Cosa ha lasciato quella disgrazia nell’intera comunità scolastica del “Morvillo-Falcone”?.
«Ho conosciuto nel corso di questi tre anni molti docenti che hanno vissuto la tragedia e che, ancora oggi a distanza di tempo, riescono a raccontare istante per istante, l’angoscia e la paura di quella mattina. La corsa in ospedale per carpire informazioni sullo stato di salute delle ragazze. Il dolore e il senso di impotenza davanti alla notizia della morte di Melissa. Qualche giorno fa, in occasione della giornata di studio dedicata a Melissa, ho trovato molto interessante la ricostruzione fatta dall’avvocato Annicchiarico sulla strategia adottata dall’imprenditore salentino per ottenere l’infermità mentale. Riannodando il nastro dei ricordi comprendo come questa scuola sia stata una grande comunità da quel giorno. Questo spirito si è ancora più consolidato nel nome di Melissa che, come dice una sua docente, «aleggia tra i corridoi, rivive nel ricordo di chi l’ha conosciuta. Melissa, così come il professore Lorenzo Caliolo, sono il “Morvillo Falcone”, due figure imprescindibili della comunità scolastica».


Il suo legame speciale con questa scuola è iniziato però molti anni fa. 
«Sì, in tempi non sospetti quando non pensavo neanche al concorso da dirigente scolastica. Ho collaborato con l’associazione “Legalità et Sicurezza”, che da dieci anni organizza il memorial “Melissa Bassi”. L’organizzatore, Massimiliano De Giorgi, è un mio caro amico d’infanzia. Ogni anno grazie alla solidarietà di tanta gente il Memorial riesce a regalare borse di studio agli studenti, defibrillatori e lavagne multimediali alle scuole e persino un pulmino per il trasporto dei diversamente abili. Ho avuto modo di conoscere, invece, Selena e Azzurra in occasione della presentazione del loro libro quando insegnavo presso l’istituto professionale “De Marco”». 

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In occasione del decimo anniversario sono tantissime le iniziative che avete in serbo. Può svelarci qualcosa? 
«Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli. Il 19 maggio si terrà una maratona a stafetta che partirà alle 7.30 del mattino da casa di Melissa a Mesagne, per poi arrivare fino ai cancelli della nostra scuola. I nostri studenti, con il supporto dell’artista Maria Concetta Malorzo, stanno realizzando un mosaico in vetro che verrà posto sotto il luogo dell’attentato. Quel giorno inaugureremo la palestra e successivamente, con il supporto dell’Amministrazione comunale di Brindisi e di Mesagne oltre che dell’Asd Altetica Mesagne e l’associazione Legalità et Sicurezza, ci sarà la premiazione del contest creativo dedicato a Melissa rivolto agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado in occasione del decennale. Il tema del contest, su cui dovrà essere svolto l’elaborato, è “La gioia di vivere”, che gli studenti potranno interpretare liberamente, riflettendo sulle opportunità della vita stessa e su ciò che è stato ingiustamente negato a Melissa Bassi a seguito dell’attentato. Al contest sono ammesse opere creative di varia natura rispettando le seguenti caratteristiche di formato: un video inedito della durata di due minuti; un podcast, un elaborato scritto, un’opera scultorea o un’immagine»

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