Statale 275, nessun maxi bando per il primo lotto. «Bene le 3 aggiudicazioni. Non vogliamo essere semplici subappaltatori»

Statale 275, nessun maxi bando per il primo lotto. «Bene le 3 aggiudicazioni. Non vogliamo essere semplici subappaltatori»
di Pierpaolo SPADA
5 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Novembre 2022, 11:21 - Ultimo aggiornamento: 16:39

«Accogliamo con fiducia e speranza la scelta del commissario per la statale 275 di appaltare l'opera con tre differenti aggiudicazioni: vogliamo essere protagonisti, non semplici subappaltatori».
Sono le parole del presidente di Ance Lecce, Valentino Nicolì. Arrivano il giorno dopo l'anticipazione di Quotidiano circa l'intenzione del commissario di procedere con l'aggiudicazione in più lotti del primo lotto Maglie-Zona industriale di Tricase (350 milioni di euro stimati, 244 disponibili), in coerenza con la scelta di suddividere l'opera in tre stralci funzionali, adottata già in sede di approvazione del progetto nel 2017.


È da circa 15 anni che l'Associazione dei costruttori chiede a istituzioni e Anas che l'opera non sia appaltata in lotto unico. E ciò in base al presupposto che sia doveroso coinvolgere le imprese locali nell'infrastrutturazione del territorio in cui operano e che da anni chiedono a gran voce.
Nel 2010, in occasione del primo bando, ci si accorse tuttavia molto presto che quella richiesta era caduta nel vuoto: l'opera fu appaltata in lotto unico per 288 milioni di euro. «E sappiamo com'è andata», chiosa Nicolì. Il commissario per la 275 Vincenzo Marzi - che intanto spera di approvare presto il progetto definitivo e successivamente quello esecutivo per mandare in gara il primo lotto entro aprile e aggiudicare i lavori entro giugno 2023 - sta valutando se procedere attraverso tre gare diverse o gara unica: «L'importante, anche in caso di tornata unica - spiega dalla sua il numero uno di Ance Lecce - è che si dia la possibilità a più concorrenti di potersi aggiudicare uno dei lotti. In quest'ottica, chi si aggiudicasse una gara non dovrebbe partecipare alle altre. Questo è il concetto di base, perché noi vogliamo che sia favorita la massima partecipazione delle imprese del territorio. Uno stesso soggetto potrebbe pure partecipare a tutte e tre le gare, però, nel caso se ne aggiudicasse una, sarebbe giusto che fosse escluso dalle altre due. Noi auspichiamo che sia applicato questo meccanismo, perché scongiurerebbe la possibilità di un solo aggiudicatario».


Ance Lecce spera dunque che innanzitutto si faccia presto e che il futuro bando sia reso accessibile alle imprese del territorio. Anche perché l'ammodernamento della Statale 275 Maglie-Leuca consta di un importo comparabile a quello di nessun'altra opera pubblica in programma sul territorio. E qualcuno sta già cominciando a organizzarsi per provare ad accaparrarsi una quota dei lavori che sarà posta in gara, secondo il cronoprogramma ministeriale, entro aprile.
Nicolì non lo nasconde: «Della 275 si parla da tanto tempo. Oggi sembrerebbe che si sia veramente vicini ai nuovi affidamenti. Gli operatori interessati sicuramente stanno già cominciando a fare delle valutazioni su questo e pensare di costituire possibili compagini. È nella logica del mercato».


Già. Ma - al netto delle defezioni e dei ridimensionamenti registrati nel corso degli ultimi anni - quante aziende del territorio sarebbero effettivamente in grado di partecipare a gare per l'aggiudicazione di lotti che comunque godranno di importi non inferiori ai 100 milioni di euro, essendo stato stimato in 350 milioni di euro il costo complessivo del primo lotto? Nicolì ci pensa un po'. Poi, sospirando, risponde: «Non è semplice. Per opere pubbliche di determinati importi è richiesta la certificazione Soa di categoria illimitata. E sul territorio ci sono pure le aziende che la possiedono. Però, trattandosi di appalti sovra-soglia, ci sono altri criteri che possono rappresentare una griglia molto stretta: fatturato, costo del personale, attrezzature. Requisiti aggiuntivi che devono essere garantiti. Quindi, non è semplice ma non è impossibile», dichiara il presidente di Ance. Che poi spiega: «In ogni caso, le imprese del territorio, per quella che è la mia conoscenza, dovranno andare a riunirsi, a legarsi con altre imprese per partecipare alle gare».
Da qui l'appello: «L'importante è che all'impresa del territorio sia affidato un ruolo attivo da protagonista, che non si traduca nel semplice fenomeno dei subappalti a cascata. Questo sarebbe pericoloso per il territorio. I requisiti economici sono ostici da garantire soprattutto dopo un periodo di crisi come quello che abbiamo vissuto, ma, nel Salento, le imprese con know how, capacità, competenza e organizzazioni assicura Nicolì - non mancano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA