Cis Taranto, i cantieri attivi sono pari a 570 milioni di euro

Cis Taranto, i cantieri attivi sono pari a 570 milioni di euro
di Domenico PALMIOTTI
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Sabato 10 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:06

In nove mesi, partendo da dicembre scorso, il Contratto istituzionale di sviluppo ha aperto cantieri per altri 200 milioni di euro. Oggi il valore economico dei cantieri attivi, e quindi dei lavori in corso, è pari a 570 milioni. È uno dei dati emersi ieri nella riunione del Tavolo istituzionale del Cis presieduto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna.

Il totale del Cis, nato con una legge del 2015 per aiutare l’area di Taranto a superare la stretta dipendenza dalla siderurgia, è di poco superiore ad un miliardo e 200 milioni. Risorse che provengono sia dalla riprogrammazione di fondi già in precedenza assegnati, sia da nuovi apporti economici. Soldi che sono stati finalizzati da vari Governi (Renzi, Gentiloni, Conte I e II e Draghi) ad un insieme di interventi: bonifiche ambientali, portualità, infrastrutture, riqualificazione urbana, città vecchia, cultura e turismo.

La soddisfazione di Mara Carfagna

«Sono davvero orgogliosa dei risultati che abbiamo ottenuto con il Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto». Per Carfagna, aver aperto in poco meno di un anno cantieri per altri 200 milioni, «è un risultato ottenuto grazie a un costante impegno di aggiornamento e monitoraggio, con la nomina del nuovo responsabile di Contratto, la due diligence condotta sulle proposte “incagliate”, la rimodulazione delle risorse per sbloccare fondi inutilizzati e destinarli a interventi di più immediato impatto sociale e ambientale».

Passaggio, quest’ultimo, che tra l’altro si riferisce a quanto fatto lo scorso dicembre quando, a fronte di un rischio disimpegno da parte del gruppo Ferretti perché mancava ancora una quota di fondi pubblici per l’investimento a Taranto (200 milioni complessivi), Carfagna prese l’iniziativa di definanziare l’acquario digitale, che aveva avuto circa 50 milioni con un Dpcm dell’allora premier Giuseppe Conte, spostando i soldi recuperati sia su Ferretti sia su altre misure del Cis. In particolare, con quella rimodulazione andarono all’iniziativa Ferretti 14,2 milioni. E Carfagna spiegò definanziamento e ricollocazione col fatto che l’acquario digitale (al quale tuttavia rimasero i soldi del progetto) era un’iniziativa ancora in embrione per tenere immobilizzata una somma importante e che, davanti ad incerte prospettive ed ancor più incerte ricadute economiche, era meglio puntare su qualcosa di più solido, Ferretti appunto. La riunione di ieri, tutta in video call, ha visto presenti il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione, Alessandro Delli Noci, il consigliere del presidente della Regione per il Piano Taranto Mino Borraccino, il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete, il commissario per la bonifica della discarica Cemerad, Vera Corbelli, i rappresentanti di Asset, l’Agenzia della Regione, dei ministeri dello Sviluppo economico e della Cultura e dei Comuni che formano l’area di crisi ambientale: oltre a Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. 

I fondi

Fra i dati significativi, la messa in sicurezza dei primi fondi, 150 milioni in tre anni, per gli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto a giugno 2026. A metà marzo, con un emendamento al decreto Sostegni Ter, sono state reperite le risorse a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, e ora Carfagna ha inserito i Giochi nel Cis Taranto. «Si è trattato della prima e indispensabile provvista finanziaria per la realizzazione delle strutture necessarie all’evento e averla agganciata al Cis - dichiara Carfagna - garantirà un iter accelerato. Ho intenzione di concludere entro settembre il previsto confronto coi territori sui progetti presentati dalla Regione in coordinamento con il dipartimento per lo Sport - annuncia -. Avvieremo il dialogo immediatamente per arrivare nei tempi più celeri al Dpcm che renderà operative le intese». Per i Giochi si partirà con i 32 interventi riferiti ai progetti più urgenti. Dalla Regione manifestata disponibilità a finanziarne altri con i fondi FSC. Ripreso dal dimenticatoio, inoltre, il Tecnopolo, peraltro istituito da una legge. A rilanciare il problema è stato il sindaco Melucci e adesso si vedrà di fare un punto in un vertice ad hoc. 

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