Terzo Polo, ecco le liste dopo gli scossoni interni. E Stefàno non si candida

Terzo Polo, ecco le liste dopo gli scossoni interni. E Stefàno non si candida
5 Minuti di Lettura
Lunedì 22 Agosto 2022, 07:32 - Ultimo aggiornamento: 11:01

La riserva è sciolta, Dario Stefàno non si candiderà alle Politiche e a quanto pare non aderirà nemmeno al Terzo Polo. Dopo molte ipotesi seguite all’abbandono del Partito Democratico in polemica con le scelte sulle liste, il senatore uscente decide quindi di non salire sul treno di Renzi e Calenda, che in Puglia ha preso a bordo anche Massimo Cassano e Puglia Popolare.
In un lungo post su Facebook, Stefàno non cita mai il Terzo Polo, a cui pure sembrava guardare con molto interesse. Ma non è escluso che l’accordo con Cassano, tra i simboli della politica regionale con regìa Michele Emiliano che avevano portato Stefàno prima ad autosospendersi e poi a riconsegnare la tessera del partito, possa avere avuto un certo peso. 
«Il Pd è l’unico partito al quale sono stato iscritto - scrive Stefàno -. Con cui, ahimè, ho misurato anche quanto può essere cocente il sentimento della delusione». «Non ho mai smesso di restare me stesso - prosegue -. Non ho mai scelto per convenienze di turarmi il naso, non lo farò certo ora anche solo per far dispetto a qualcuno. È vero, a volte fare troppi distinguo, specie davanti alla probabile vittoria della destra, può essere rischioso. Ma lo è altrettanto quando si vota qualcuno che pubblicamente dice di stare dalla tua parte e di voler contrastare il ritorno delle destre ma poi, invece, neanche troppo sottobanco, con quelle destre concerta e spartisce spazi e postazioni di potere, tradendo il primo principio di lealtà con gli elettori. E in Puglia sappiamo che è già successo. Per ben due volte». D’altronde, anche volendo, l’accordo con Puglia Popolare ha preso in Puglia le postazioni migliori del Terzo Polo.
Stefàno rivendica coerenza. E nel suo lungo post conclude: «Vorrei essere chiaro: la mia non è una scelta di disimpegno, tutt’altro. È che non ho voluto scendere a compromessi. Né fare altre scelte perché intendo continuare a stare a posto con la mia coscienza, come ho sempre fatto. Proseguirò ad agire con rinnovato vigore coltivando le mie passioni e i miei affetti, senza nessuna ricerca ossessiva di nuovi approdi». 

Terzo Polo, tutte le candidature in Puglia


Fin qui il senatore uscente. Quanto al Terzo polo, tramontata l’ipotesi di una candidatura di Matteo Renzi in Puglia le liste hanno risentito in corsa del clima teso nella base sull’accordo con Cassano, con un ridimensionamento di Puglia Popolare che ha fatto riprendere quota i nomi dei renziani e calendiani doc. 
La punta di diamante in Puglia è ovviamente Teresa Bellanova, che guiderà da capolista il collegio del Senato (seguita da Nunzio Angiola, Nunzia “Titti” Cinone, coordinatrice regionale di Azione e dal coordinatore regionale di Azione Lorenzo Frattarolo). E poi c’è la ministra Mara Carfagna, che invece correrà in tutti i collegi plurinominali della Camera. 
Nei secondi posti dopo Carfagna si gioca il braccio di ferro tra base e nuovi acquisti: Massimo Cassano, leader del movimento regionale che appoggiò Michele Emiliano alle ultime Regionali (e che è anche direttore generale di Arpal Puglia) sarà secondo dopo la ministra nel listino del plurinominale alla Camera per il collegio barese. Seguito da Patrizia dell’Acqua e da Pasquale Del Vecchio.
Cassano porterà ovviamente con sé i suoi, che occuperanno varie postazioni. A Taranto, secondo dopo Carfagna, sarà Massimiliano Stellato, il capogruppo in consiglio regionale del partito di Cassano e che nel suo comune siede tra i banchi dell’opposizione avendo appoggiato il centrodestra alle ultime elezioni. A seguire Anna Maria Gentile e il gravinese Nicola La greca.
Nel Foggiano il secondo posto ai plurinominali dopo Carfagna è per Giovanni Casella, seguito da Rosa Pia Cicolella e da Ruggiero Crudele, coordinatore barlettano di Italia Viva. Nel Leccese, dopo Mara Carfagna, un altro esponente di Puglia Popolare, l’ex consigliere regionale Antonio Buccoliero, seguito dalla co-coordinatrice regionale di Iv Ada Fiore e da Massimiliano Santoro. L’uninominale per il Senato vedrà a Foggia lo stesso Frattarolo seguito da Stefania D’Addato ad Andria, Cinone a Bari, Nicola Bruni a Taranto e Alfredo Pagliaro, amministratore delegato della Lupiae Servizi, nel collegio leccese.
Mentre agli uninominali della Camera Nino Denaro, Chiara D’Errico, Benedetta Grillo e Stefano Franco, Rosaria Lisi, Angelo Di Lena, Antonietta Curlo, l’ex pentastellata Soave Alemanno e nuovamente Ada Fiore.
Tramonta invece la candidatura del leader pugliese di Senso civico Alfonso Pisicchio su cui Calenda aveva inizialmente deciso di puntare per espugnare il collegio barese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA