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Occupazione, in Puglia preoccupazione per 25mila lavoratori. Sbarra: «A ministero Sviluppo serve task-force che aiuti territori»

Occupazione, in Puglia preoccupazione per 25mila lavoratori. Sbarra: «A ministero Sviluppo serve task-force che aiuti territori»
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Martedì 15 Febbraio 2022, 14:50 - Ultimo aggiornamento: 21:07

Preoccupa lo stato di 25mila lavoratori in tutta la Puglia. Per questa ragione il segretario della Cisl Luigi Sbarra sottolinea la necessità da parte del Ministero dello Sviluppo di metter su una task force che posa aiutare i territori ad uscire dall'emergenza lavoro.

Il segretario della Cisl in Puglia 

«Dobbiamo fermare questa emergenza sociale, economica e produttiva, sul territorio di Bari, Barletta abbiamo crisi aziendali importanti da risolvere. Penso al tema di Bosch, o a Baritech, c'è tutta la vertenza storica del gruppo Natuzzi. Noi abbiamo quasi 3.000 posti di lavoro a rischio, e più complessivamente in Puglia abbiamo preoccupazioni per circa per circa 25.000 lavoratori». Lo ha detto a Bari, Luigi Sbarra, segretario Cisl, a margine del congresso provinciale del sindacato, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle crisi aziendali pugliesi.

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«Ecco perché - ha spiegato - il governo deve assumere maggiore protagonismo nelle tante crisi aziendali, al ministero dello Sviluppo serve una vera task-force che aiuti i territori, il sistema delle imprese, le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali a gestire e risolvere crisi che ci trasciniamo da tempo. Serve una nuova politica industriale in questo Paese - ha aggiunto il segretario - , tanto nei grandi asset strategici penso all'automotive, alla siderurgia, all'informatica, alla chimica, alla farmaceutica, serve una nuova visione di politica industriale, ma serve anche un sostegno vero alla rete delle piccole e medie imprese, ai distretti industriali, alle filiere industriali».

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«La Puglia e Bari - ha Sbarra - sono una realtà importante, noi dobbiamo salvaguardare e difendere il patrimonio industriale, dobbiamo mettere in sicurezza anche altri settori, penso al commercio, al turismo, ai servizi, all'agroalimentare. Serve maggiore protagonismo del governo nazionale, dei poteri locali, sfruttando al massimo questa straordinaria opportunità che abbiamo davanti a noi di tante risorse che stanno arrivando dall'Ue che dobbiamo trasformare in progettualità, programmazione, in qualità della spesa per lanciare definitivamente la sfida per la crescita, lo sviluppo e il lavoro».

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