Ex Ilva, il sindaco scrive al ministro Costa: «Si valuti il danno alla salute»

Rinaldo Melucci
Un incontro con il ministro dell'ambiente Sergio Costa. È quello che il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha chiesto per rilanciare la questione ambientale. E proporre al Governo una grande intesa sul futuro di Taranto. Un accordo che includa una definitiva valutazione del danno sanitario e ogni conseguente iniziativa di palazzo di città. L'amministrazione comunale incassa le relazioni che il primo cittadino aveva chiesto in modo perentorio entro l'8 aprile. Lunedì, puntuali entro l'orario indicato dallo stesso Melucci, e cioè mezzogiorno, le note di Arpa e Ispra da una parte e dell'Asl Taranto dall'altra, sono arrivate al destinatario. Relazioni ampie che sono state sintetizzate, da parte di Agenzia regionale per la protezione ambientale e dall'istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, in un ampio documento diffuso agli organi d'informazione.

In sintesi, come già riportato nell'edizione di ieri di Quotidiano, gli enti di controllo ambientale hanno confermato al sindaco che non ci sono stati significativi sforamenti dei valori limite negli ultimi anni. Una situazione meno chiara - sebbene non normata - è quella relativa ai deposimetri di diossina con un tendenziale aumento (più marcato nella zona di Masseria Carmine) di questi valori.
L'esigenza di approfondimenti era stata trasmessa dal sindaco lo scorso 2 aprile con una lettera che indicava l'ultimatum per lunedì scorso. E allora sono giunti, per via formale, al civico Ente nella giornata dell'altro ieri, appunto, i report di Asl Taranto, Arpa Puglia ed Ispra nonché dell'Istituto Superiore di Sanità.

Cosa farà adesso il sindaco? Riaprirà le scuole dei Tamburi da lui chiuse all'inizio di marzo in via precauzionale? I plessi Deledda e De Carolis sono stati lasciati vuoti da Melucci per la loro eccessiva vicinanza alle ex collinette ecologiche, costruite negli anni Settanta e di recente sequestrate dai Carabinieri perché contenenti materiali pericolosi. Per ora l'ordinanza del sindaco sospende le lezioni in quelle due scuole fino alla fine dell'anno scolastico ma non è detto che, in presenza di rassicurazioni da Arpa e Asl, dal Municipio possa arrivare un via libera alla ripresa delle lezioni attualmente trasferite in altri plessi.

Di ufficiale, per ora, c'è però solo la nota diramata da Palazzo di città: «I dati sono ora allo studio degli uffici tecnici e dei consulenti del Comune di Taranto, nei prossimi giorni continuerà il confronto con tutte le Autorità interessate, nella consueta e massima trasparenza. La complessità della materia, la quantità dei dati e l'esigenza di tutelare al meglio la salute dei cittadini richiedono maggiori e poi ponderate verifiche», si legge nella comunicazione.

Il sindaco Melucci, nella sua giornata di impegni istituzionali che si sono svolti proprio lunedì a Roma, intanto aveva incontrato i vertici di Ispra. «L'Amministrazione comunale sta valutando di esplorare tutte le possibilità della legge 132/2016 e di ricorrere ad un supporto più costante di qui in avanti del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente», ha specificato poi la nota di Melucci annunciando anche la richiesta dell'incontro al ministro Costa. La legge citata dal sindaco è quella con la quale è stato istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, del quale fa parte l'Ispra.

Le finalità della legge sono chiare e riportate nel primo articolo: Il Sistema nazionale concorre al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell'ambiente e della tutela delle risorse naturali e della piena realizzazione del principio chi inquina paga', anche in relazione agli obiettivi nazionali e regionali di promozione della salute umana, mediante lo svolgimento delle attività tecnico-scientifiche.

È chiaro quindi che il Comune vuole aumentare controlli, verifiche e aggiornamenti sullo stato della qualità dell'aria e dell'ambiente del capoluogo. Una volontà che viene rimarcata, in chiusura, nelle parole del sindaco.
«Sono stati giorni tesi - commenta il primo cittadino - ma ora finalmente possiamo ragionare su basi chiare e nel rispetto dei ruoli e delle rispettive responsabilità istituzionali. Il tempo delle speculazioni sulla pelle dei tarantini sta finendo: l'amministrazione comunale non intende mollare la presa», conclude battagliero Melucci.
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Mercoledì 10 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 07:59