Salento a rischio incendi, vigili del fuoco in allerta

Salento a rischio incendi, vigili del fuoco in allerta
di Andrea TAFURO
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Giovedì 19 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 20:05

Allerta alta in Salento per la ripresa degli incendi boschivi e le gravi ripercussioni che ne derivano per la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. A preoccupare è l’impennata dei casi prevista nella stagione estiva oramai alle porte, considerata il periodo a maggiore rischio. E le avvisaglie di quella che rischia di trasformarsi in un’altra estate “di fuoco” per la provincia di Lecce non si sono fatte attendere.

Tra i primi roghi già divampati nei giorni scorsi c’è quello nel Bosco di San Biagio, al confine tra il territorio di Melendugno e quello di Calimera. Ma a causa della scarsa manutenzione dei terreni agricoli e con l’impennata improvvisa delle temperature che favorisce i roghi, la situazione che per il momento sembra ancora sotto controllo potrebbe precipatare in fretta. Proprio come è accaduto lo scorso anno.

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Il report dei vigili del fuoco


Secondo il report dei Vigili del Fuoco, infatti, sono stati oltre 4300 i roghi della vegetazione divampati nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 31 agosto 2021, che hanno posizionato il territorio leccese al primo posto tra le province d’Italia, davanti a Roma (4.144 casi) e Bari (3.896 incendi). In totale lo scorso anno sono stati quasi 25mila gli incendi in Puglia, con 6.221 interventi solo in provincia di Lecce. Incendi che nella maggior parte dei casi sono causati dalla mano dell’uomo, e poi favoriti dal caldo e dal vento. 

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Ad aggravare la situazione già critica, anche gli ostacoli e le inadempienze nell’espianto degli ulivi secchi per la Xylella, con centinaia di ettari divorati ogni anno dalle fiamme e i ritardi degli interventi di pulizia delle sterpaglie lungo le arterie stradali o nelle campagne che finiscono così per divenire ricettacolo di rifiuti. Circostanze che collegate tra loro comportano l’aumento dei danni per l’agricoltura, a cui si sommano quelli d’immagine con gravi ripercussioni anche sul turismo.

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La richiesta al prefetto: più risorse umane


Analisi e numeri sugli incendi in terra salentina raccolti dai Vigili del Fuoco e indirizzati dal sindacato Uilpa all’attenzione del Prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, per chiedere maggiori risorse umane e di mezzi e una nuova organizzazione improntata alla prevenzione. «Una situazione che non lascia spazio a speranze per una stagione estiva migliore della scorsa – scrive nella nota il segretario territoriale Alessandro De Giorgi - anzi, temiamo ci siano i presupposti perché la prossima, sia una stagione peggiore, visto lo stato dei terreni e dei campi con erba infestante in ogni spazio non coltivato. Oltre a constatare il totale abbandono dei campi, l’aggravante è la precarietà dei mezzi a disposizione dei vigili del fuoco di Lecce, di gran lunga peggiore rispetto allo scorso anno. Attendiamo ancora la consegna di due Campagnole con modulo antincendio boschivo. Inoltre, la sede centrale di viale Grassi – evidenzia De Giorgi - si ritrova ad operare senza un pick-up, con l’impossibilità di entrare in terreni sconnessi per la salvaguardia di colture ed abitazioni». 


Situazione emergenziale ritenuta atavica e di complessa risoluzione anche dal responsabile sindacale Cgil Vigili del Fuoco, Pasquale Cirillo. «Il problema sussiste da almeno un decennio e non trova ancora rimedio. In estate la maggior parte dei nostri interventi è indirizzata solo allo spegnimento delle sterpaglie e di conseguenza, nonostante l’impegno assoluto del personale, a volte non riusciamo a garantire nei tempi adeguati interventi anche di maggiore gravità. È necessario quindi che l’attività sia riorganizzata e sostenuta da nuove risorse e dalla corretta applicazione delle norme sulla manutenzione dei terreni a livello comunale e provinciale». 


Difficoltà a reagire all’emergenza incendi ricondotta dal segretario regionale del sindacato Conapo, Gianni Cacciatore, anche al sottodimensionamento del personale in servizio e ad un sistema scarsamente elastico. «L’organico attuale a disposizione dei vigili del fuoco è in deficit rispetto ai parametri europei e non è adeguato alle richieste d’intervento del territorio. Inoltre – spiega Cacciatore - il sistema regionale in cui ci muoviamo è bloccato su un arco temporale che parte dal 15 giugno e non considera erroneamente la pericolosità degli eventi che si verificano a maggio». 
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