Otranto, da set del film di Verdone a rifugio per le star: l'extralusso in masseria

Le foto della prima struttura top level nel Salento

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Alessandra LUPO

Potrebbe essere un nuovo inizio e soprattutto sfatare il luogo comune che vuole il turismo di primissima fascia diretto in Puglia fermarsi sulla barriera invisibile della Valle d'Itria, snobbando l'ospitalità del Salento. Le puntatine dei super-vip nel barocco o in riva al mare non mancano, ma in materia di soggiorno, i clienti più esigenti preferiscono Monopoli, Fasano, Savelletri. Comunque mai a Sud di Ostuni, dove sorgono i resort più esclusivi e dove da anni l'extralusso non è più solo un sogno. Non è un caso che la pop star Madonna abbia eletto Borgo Egnazia a sua struttura preferita e che il circuito The Leading Hotels of the World in Puglia annoveri solo Borgo Egnazia e Masseria San Domenico, entrambe creazioni della famiglia Melpignano. Almeno fino ad oggi.
Già dalla prossima estate infatti la geografia del luxury dovrà aggiornare le mappe, aggiungendo Otranto alle sue mete: la catena Baglioni Hotels, un punto fermo del settore in Italia ma anche all'estero ha infatti deciso di puntare sul Salento, scegliendo Masseria Muzza, il 5 stelle degli imprenditori Bleve per allargare il loro brand.

 

Il brand Baglioni Hotels nel Salento


Il contratto è già chiuso. La struttura agli Alimini, tra le location dell'ultimo film di Carlo Verdone Si vive una volta sola sarà presto un cantiere aperto. I lavori per adeguarsi agli esclusivi standard dei nuovi soci sono già in corso e presto Masseria Muzza, con le sue 40 camere, entrerà a far parte del circuito Leading, portando la provincia di Lecce per la primissima volta al livello delle Big.

 

Dalla fuga di Briatore al circuito top

 

A Otranto la notizia è stata accolta con grande entusiasmo, non solo perché premia l'attività della famiglia Bleve, nota non solo per le molteplici attività e per la parentela stretta con Carmelo Bene (era lo zio degli imprenditori Luigi, Marisa e la giovane Federica, tutti nel settore dell'accoglienza turistica: sono proprietari anche del Baia dei Turchi resort e, a Lecce, della Masseria Lucia Giovanni) ma anche perché di fatto apre la strada a tutti gli altri, cancellando idealmente l'anatema scagliato da Flavio Briatore, quando lasciò il territorio sdegnato dagli ostacoli amministrativi che fecero fallire nel 2017 l'apertura del suo Twiga Beach, proprio a Otranto.
Quella vicenda portò uno strascico di polemiche (oltre che giudiziario) che ha spinto il territorio a interrogarsi sulla propria capacità di attirare i super-Paperoni. L'accordo tra il gruppo Bleve e Baglioni Hotels potrebbe essere una prima risposta e magari aprire la strada ad altre esperienze e dare vita ad un piccolo distretto di élite. La Leading Hotels of the World, di cui Baglioni Hotels fa parte, infatti, pone tra le condizioni per l'adesione di un nuovo socio, il consenso della struttura più vicina sul territorio. Una curiosità interessante che ci offre un'idea degli esigentissimi standard in questo segmento di mercato. Senza dubbio il panorama del settore si arricchirà di una intrigante presenza, nella complessità talvolta paradossale del turismo salentino dove non mancano anche gli eccessi al ribasso come il noto e doloroso caso Gallipoli, presa d'assalto da orde di giovanissimi fuori controllo. Senza ovviamente voler polarizzare i fenomeni, visto che le presenze maggiori restano comunque legate alle famiglie in vacanza e agli stranieri a caccia di autenticità nei borghi antichi, Gallipoli compresa.

Il futuro del Country legato allo sport


Sempre a Otranto, poi, che resta tra le mete più care del Salento, gli stessi Bleve lo scorso marzo hanno vinto il bando per l'acquisto del vecchio Country Club, abbandonato da oltre 20 anni. In questo caso l'obiettivo del manager di famiglia, Luigi, è trasformarlo in una struttura di fascia alta destinata a coniugare accoglienza e sport. Solo il tempo dirà a quante stelle.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 09:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA