"Nilde mia", il nuovo spettacolo della compagnia Io ci provo. La regista: «Ho raccontato un po' di me cresciuta con il padre onorevole»

"Nilde mia", il nuovo spettacolo della compagnia Io ci provo. La regista: «Ho raccontato un po' di me cresciuta con il padre onorevole»
di Alessandra LUPO
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Mercoledì 3 Novembre 2021, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 00:54

Si chiama “Nilde mia” il nuovo spettacolo teatrale della compagnia Io ci provo che ha come sottotitolo Autobiografia non autorizzata di una statua ed esordirà il 5 novembre a Melpignano. Luogo scelto: l'aula consiliare, non un caso è ovvio: in gioco c'è l'appropriazione dei luoghi della politica.
Fin dal titolo si capisce che l'approccio al personaggio politico di Nilde Iotti, oggi più che mai riscoperto e rivalutato, è mediato dall'affetto e da una prospettiva personale. Quel mia è infatti la visione in soggettiva stretta di Paola Leone, ideatrice e regista del lavoro.
Tarantina ma da molti anni residente a Lecce, la regista teatrale ha infatti attinto alla sua storia personale, un'infanzia impregnata del contesto politico della Prima Repubblica nella Taranto del boom industriale dove la Dc regnava incontrastata. E dove il padre della regista è stato deputato fino al 1994. Giuseppe Leone fu infatti eletto per quattro legislature mentre il nonno Raffaele, padre di Giuseppe e anche lui politico, fu parlamentare e sindaco di Taranto.

 


Com'è nata l'idea di questo spettacolo?
«È un ricordo di me bambina, un omaggio allo sguardo con cui percepivo le cose da piccola, un pensiero a mio padre e alla modernità di mia madre».
Sei cresciuta in una famiglia democristiana, perché Nilde Iotti?
«Quando ero molto piccola alla domanda cosa vuoi fare da grande? Rispondevo: Nilde Iotti. Questo in una famiglia come la mia faceva un po' sorridere ma di fatto, pur votando mio padre, ero considerata la comunista della famiglia e la figura di Nilde Iotti era così forte e nitida da far crollare ogni obiezione: la guardavo tenere a bada gli uomini in aula con il suo martelletto. Era un faro ».
Un faro di cui si torna ad avere bisogno?
«La nostra è una storia nata dalla voglia di indagare la difficoltà di essere donna e ricoprire un ruolo pubblico e istituzionale in una società ancora sessista com'era quella italiana degli anni 70, che vide Nilde Iotti come prima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprire la terza carica dello Stato, la presidenza della Camera dei deputati, incarico che detenne per quasi 13 anni, fino al 1992. Partiamo dalla sua esperienza per guardare a noi donne nel presente».
Tu hai lavorato tanto in carcere con la compagnia Io ci provo che ha dato una seconda chance di consapevolezza a un gruppo di detenuti. Insieme avete anche scritto e portato in giro lo spettacolo Le spose di Bb, in cui il punto di vista sulla violenza contro le donne viene ribaltato e affidato alla narrazione maschile. Questa volta lo sguardo si allarga...
«Sì, lo spettacolo nasce da quello che sento come un dovere sociale e culturale e coinvolge questa volta la visione del femminile in un percorso di consapevolezza e promozione sui diritti della donna e su quanto ancora c'è da fare per raggiungere la parità di genere nel nostro Paese».
Lo spettacolo coinvolge numerosissimi partner, tra cui la Fondazione Nilde Iotti.
«Sì, loro sono tra i partner del progetto che nasce da un percorso di sensibilizzazione per la parità di genere e i diritti delle donne iniziato nell'aprile 2021. Il teatro è una parte. Questo progetto ha visto nelle sue tappe il coinvolgimento della sezione femminile del carcere di Lecce, le studentesse dell'Istituto superiore Olivetti. Un discorso a parte lo meritano delle donne dell'Armata Rosa di Melpignano che ha riaperto una sezione nel paese. Loro hanno una bellissima storia e hanno avuto un peso nelle decisioni politiche cittadine e lo spettacolo prende spunto anche dalla loro esperienza».
Melpignano ha creduto molto nel progetto.
«Sì, grazie all'attenzione della sindaca Valentina Avantaggiato saremo in un luogo simbolo della politica, come l'aula consiliare del Comune di Melpignano, dove andremo in scena il 5, 6 e 7 (dalle 19 alle 21) per poi approdare il 13 Novembre nel Teatro Comunale di Novoli. Entrambe le date con la partecipazione dell'attrice Marzia Quartini e con la straordinaria partecipazione dell'Armata Rosa di cui fanno parte Annamaria, Anna Rita, Cristina, Gina, Marcella, Rita, Samanta e Teresa, che saranno in scena.

Nilde Iotti sarà impersonata da Silvia Lodi, un'attrice di grande sensibilità.
«Sì, a Silvia è affidata la voce di Nilde. Il testo invece è di Valentina Diana, i costumi di Lapi Lou e le scenografie Egle Calò. Si tratta di una squadra quasi tutta femminile per un progetto dedicato a tutte le donne che credono ancora che il mondo si deve e si può cambiare e che abiteranno su questa terra».
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