Sondaggi politici, crescono FdI e Pd. In calo Lega, M5S e Forza Italia. Le prime analisi dopo la caduta del governo

Stabile al 4,3% Azione/+Europa, Italia Viva (2,5%) raggiunge i Verdi/Sinistra Italiana e supera Italexit (2,4%)

Sondaggi politici, salgono FdI e Pd. In calo Lega, M5S e Forza Italia. Le prime analisi dopo la caduta del governo
Sondaggi politici, salgono FdI e Pd. In calo Lega, M5S e Forza Italia. Le prime analisi dopo la caduta del governo
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Sabato 23 Luglio 2022, 17:36 - Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:45

I primi sondaggi politici dopo la caduta del governo Draghi certificano la salita di Fratelli d'Italia e Partito Democratico che ingrossano i propri consensi fino al 23,7% e al 22,7%. In calo le forze politiche che hanno causato la fine del governo: la Lega scende al 15,4%, il M5S all'11,9% e Forza Italia al 7,6%. Stabile al 4,3% Azione/+Europa, Italia Viva (2,5%) raggiunge i Verdi/Sinistra Italiana e supera Italexit (2,4%). Fanalini di coda sono l'alleanza guidata dal Partito Comunista (1,8%), Unione Popolare (1,3%) e Alternativa per l'Italia (1%). Così un sondaggio realizzato da Termometro Politico tra il 19 e il 21 luglio sulle intenzioni di voto degli italiani.

(Nota Metodologica. Metodo CAWI 3900 interviste Periodo: tra il 19 e il 21 luglio 2022).

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L'analisi del Financial Times: destra favorita ma poco incline a riforme

«Non sono stati gli italiani, ma i politici professionisti di tre partiti - il Movimento Cinque Stelle, un tempo antisistema e i due di destra Lega e Forza Italia - che con i loro intrighi hanno velocizzato l'uscita di scena di Draghi». Così scrive Tony Barber nel suo commento sul Financial Times di oggi dall'eloquente titolo «L'indesiderabile uscita di scena di Draghi rispecchia un vecchio costume della politica italiana». Un approccio meno altero di Draghi «avrebbe potuto prolungare il suo mandato, almeno di qualche altro mese», scrive l'editorialista. «Ma lui ha ritenuto che formare un nuovo governo avrebbe spezzato il vincolo di fiducia fondato su un ampio consenso trasversale, che era la condizione essenziale del suo premierato». Tuttavia, per il Financial Times, «è indubbiamente il momento sbagliato per la sua uscita di scena».

Il presidente del Consiglio, a detta di Barber, nel pieno del conflitto russo-ucraino, «ha fornito una indispensabile leadership a un Paese in cui il pacifismo e le simpatie filorusse caratterizzano alcuni partiti, cerchie economiche e in verità anche fasce di popolazione». Il quotidiano britannico riconosce a Draghi anche il merito di aver «disegnato e cominciato ad attuare una serie di misure economiche e amministrative», necessarie per ottenere i fondi Ue. «Soprattutto - commenta causticamente Barber - ha saputo prendere per le corna il toro delle riforme come non sono riusciti a fare i suoi incompetenti e scaltri predecessori, alcuni dei quali, come gli ex premier Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte, sono tra coloro che lo hanno mandato a casa».

«Non è per nulla certo», secondo il FT, «che dalle elezioni anticipate convocate per il 25 settembre emerga un governo capace di altrettanta disciplina. I partiti di destra, che sono favoriti nei sondaggi, saranno sicuramente incentivati a portare avanti le riforme di Draghi se vogliono assicurarsi i generosi fondi europei. Tuttavia, né la Lega, né Forza Italia, né Fratelli d'Italia hanno alle spalle un grande passato in fatto di riforme».

 

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