Dimissioni Draghi, Decaro: «I sindaci hanno bisogno di un interlocutore stabile»

Dimissioni Draghi, Decaro: «I sindaci hanno bisogno di un interlocutore stabile»
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Giovedì 21 Luglio 2022, 12:37 - Ultimo aggiornamento: 12:52

Questa mattina il premier Mario Draghi ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente Sergio Mattarella che nel pomeriggio illustrerà l'iter che porterà alle nuove elezioni, che dovrebbero essere il prossimo ottobre. le reazioni in Puglia: i primi a parlare sono stati il presidente della Regione Michele Emiliano e il sindaco di Bari (e presidente Anci) Antonio Decaro.

«Ci sono temi come l'attuazione del Pnrr, le risorse energetiche, l'aumento dei costi dell'energia che c'è bisogno di affrontare con un governo stabile. Rispettiamo le scelte che hanno fatto le forze politiche e i gruppi parlamentari, ci rimettiamo alle decisioni del presidente Mattarella». Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. «Se si dovesse andare a votare a breve, come sembra - ha aggiunto - , speriamo che ci sia un governo stabile, indipendentemente dal colore politico, che possa interloquire con i sindaci che devono dare attuazione a quelle risorse, anche attraverso ulteriori semplificazioni delle fasi autorizzative, altrimenti non riusciremo a rispettare l'impegno di spendere le risorse entro il 2026».

«Tanti sindaci, compreso me, ieri hanno ringraziato perché il presidente Draghi aveva accolto l'appello di coloro che lui considera le istituzioni di prossimità - ha detto ancora Decaro -. Avevamo fatto quell'appello perché avevamo bisogno di risolvere alcuni problemi con il Governo nell'immediato, dall'aumento dei costi delle opere pubbliche finanziate con il Pnrr che hanno bisogno di ulteriori risorse che ci erano state promesse, alle semplificazioni che non potremo affrontare con questo Governo e quindi per qualche mese si sospenderà una parte della attività di attuazione dei fondi del Pnrr». Rispondendo alla domanda se a questo punto auspichi elezioni il prima possibile, Decaro ha detto: «Ci rimettiamo alla scelta che farà il presidente Mattarella, da quello che ho capito ci saranno elezioni subito, con tanti problemi». E sul suo futuro politico: «Io sono il sindaco di Bari e, come ho detto più volte, ho visto passare tanti primi ministri. Per due anni devo fare ancora il sindaco della mia città».

Emiliano: «L'hanno fatta grossa»

«Immagino che il presidente della Repubblica sia molto arrabbiato come tutti gli italiani». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Michele Emiliano. «Gli italiani sono in uno stato di amarezza che sfiora l'arrabbiatura profonda - ha aggiunto Emiliano -. Il presidente credo sia in questo sentimento. La mia vicinanza al presidente Mattarella, perché lui ha sempre rappresentato i sentimenti e gli interessi dell'Italia, a differenza di altri».

«Ieri purtroppo l'hanno fatta gigantesca tutti quanti - ha proseguito Emiliano - hanno fatto un pasticcio enorme e hanno messo nelle condizioni il Governo e il presidente Draghi di doversi dimettere, in un momento in cui c'erano troppe partite aperte per poter interrompere l'attività di Governo». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano. «Da destra a sinistra - ha detto - tutti hanno fatto un atto da campagna elettorale, non legato alle necessità del Paese, ma alla necessità di avere qualche deputato in più nel prossimo Parlamento, quindi li giudicherete sulla base delle loro finalità». «Se l'Italia nella formula dell'unità nazionale, fosse stata servita con maggiore generosità dalle forze politiche - ha continuato Emiliano - , anche facendo tra loro accordi forse difficili, complicati, innaturali, ma fatti nell'interesse dell'Italia, avrebbero fatto meglio. Hanno ancora tempo, speriamo che nella prossima legislatura non si giochi semplicemente come alle Olimpiadi a chi prende più medaglie ma a chi è in grado alla fine di portare l'Italia fuori dal guaio molto grosso nel quale si trova, essendo il Paese in maggiore difficoltà di tutta l'Unione europea». «Oggi il nostro compito - ha detto il governatore pugliese - è continuare la vita quotidiana, perché ogni italiano la mattina si sveglia, organizza la famiglia, il lavoro, cerca di capire in che maniera ridurre le situazioni di maggiore difficoltà, se qualcuno è malato, se ci sono costi superiori a quelli previsti per far studiare un figlio, moltissimi si svegliano per andare a cercare un lavoro e io di queste persone mi occupo da vent'anni, con tante difficoltà, perché la politica è una grande palude nella quale servono dei Rambo che si acquattano per non farsi vedere dai coccodrilli».

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