Meloni guarda alle elezioni: «So come si governa l’Italia»

FdI vince la partita senza neanche doverla giocare: «Finalmente si vota»

Meloni: «Legislatura conclusa, si può votare tra due mesi. Fdi è pronta»
Meloni: «Legislatura conclusa, si può votare tra due mesi. Fdi è pronta»
di Mario Ajello
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Mercoledì 20 Luglio 2022, 20:22 - Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 09:09

È la vincitrice della partita, senza neppur averla dovuta troppo combattere, e Giorgia Meloni va a godersi il successone nella festa del suo partito a Piazza Vittorio. Raggiante, super-combat, apre subito in tempi mozzafiato la campagna elettorale la leader di FdI. «Crediamo che la legislatura debba dichiararsi conclusa, se tutto va bene si potrebbe votare tra due mesi. Noi siamo pronti, il centrodestra abbastanza pronto», grida dal palco. I militanti si spellano le mani. E lei: «Votate e scegliete, la nazione ha disperato bisogno di recuperare orgoglio e libertà». Anche questa volta Giorgia era convinta che Salvini e Berlusconi l’avrebbero tradita, trovando il modo per non raggiungerla all’opposizione, e invece le sue peggiori aspettative sono state tradite. Ed è stata lei a farsi inseguire dagli alleati nella linea della rottura. Voleva il voto subito e lo avrà la leader della destra che già pregusta Palazzo Chigi e molti dei suoi già hanno cominciato a disegnare gli organigrammi di governo. Chi al Viminale? Di nuovo Salvini? Nessuno stravede all’ipotesi. E comunque, ancora si deve votare e ancora si deve vincere. E prima di questo c’è da scannarsi sulla distribuzione dei collegi uninominali dove, in quelli del Nord, per la prima volta la Meloni vuole avere un trattamento privilegiato avendo sbaragliato la Lega in quelle contrade alle ultime amministrative. Ma appunto: si vedrà. Ora, c’è che il centrodestra ha fatto il suo esordio in modalità comanda Meloni e lei facendo coppia una volta tanto con Salvini è riuscita a trascinare il vecchio Cav sulla linea dura. E ieri sera, dopo il voto di fiducia, Giorgia e Silvio si sono sentiti al telefono con lui tutto flautato («Vedi, cara, ora non dobbiamo sbagliare neppure una mossa») e lei finalmente soddisfatta perché «la nostra coalizione trova sempre unità quando fa la battaglia giusta e questa contro il governo Draghi lo è».

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IN PIAZZA

Ma rieccola in piazza: «Il racconto secondo cui se noi votiamo si blocca il Pnrr non regge. La Francia ce l’ha un Pnrr? Perfetto, negli ultimi 4 mesi hanno votato due volte. La Germania ce l’ha un Pnrr? Hanno votato anche loro. In tutto il resto del mondo si vota quando c’è una situazione instabile, perché chi conosce la legge sa che nelle democrazie il governo rimane in carica fin quando non si forma un nuovo esecutivo». Guarda indietro agli ultimi anni la Meloni e trova che così non si poteva andare avanti: «Abbiamo avuto tre governi diversi, tre maggioranze diverse. Ce ne è uno che ha funzionato? No, la storia ci ha dato ragione. Perché gli unici governi che funzionano sono quelli con una maggioranza coesa». Che quella del centrodestra lo sarà è tutto da vedere. «Un anno fa - osserva Giorgia - tutti ci guardavano dall’alto in basso, dicevano che non capivamo niente, che stavamo tornando nella fogna ed eravamo dei velleitari». Ma ora, la rivincita della presidentessa. In effetti è vittoria piena per Giorgia la caduta di Draghi perché il rischio che continuando la legislatura si darebbe fatta la legge proporzionale non era fantapolitico. E una legge così avrebbe fatto saltare il centrodestra e marginalizzato FdI.

NUOVA FASE

Scampato pericolo e si parte con una nuova stagione tutta comizi estivi, campagna elettorale da bagnasciuga e prima volta delle urne politiche nazionali a inizio autunno. E avrà gioco facile la leader FdI a ribadire nei comizi la sua coerenza - «Mai fatti inciuci, mai partecipato a governi che non fossero frutto della scelta degli elettori» - ed è partita lancia in resta: «Mi ha stupito Draghi che va in aula al Senato e dice: decido di restare perché me lo hanno chiesto gli italiani. Nelle democrazie occidentali la volontà dei cittadini si manifesta con un voto libero e segreto. Le parate si fanno nei regimi». Per adesso è a Piazza Vittorio la leader FdI. Ma immagina di avere già un piede o due a Palazzo Chigi, seduta nella stessa stanza in cui Draghi (con cui ha avuto un leale rapporto di stima tra avversari) sta per preparare gli scatoloni: «Se ho già una squadra di ministri pronta? Io ho le mie idee su come vada governata questa nazione, su cosa vada fatto, su quale debba essere la sua strategia industriale, su quale debba essere il suo posizionamento geopolitico. Il tema di chi fa cosa arriva dopo che hai stabilito tutto questo». 

 

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