Asili comunali nel caos, mancano le maestre: assalto ai nidi privati

Asili comunali nel caos, mancano le maestre: assalto ai nidi privati
di Fabio Rossi
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Mercoledì 2 Settembre 2015, 06:29 - Ultimo aggiornamento: 17:10
A rischio ci sono duemila posti di lavoro - anche se i sindacati di base parlano di «cinquemila supplenti storiche destinate a restare a casa» - ma anche un anno scolastico che parte a singhiozzo per i bimbi più piccoli. Ieri, come assicura l'assessore capitolino alla scuola Marco Rossi Doria, gli asili nido comunale hanno regolarmente aperto i battenti. Ma per ora possono assicurare soltanto il turno unico di mattina: normale routine fino al 15 settembre, periodo di inserimento dei bimbi, ma dopo diventerebbe un serio problema per migliaia di famiglie romane. Senza considerate che, in caso di mancata soluzione entro due settimane, il caos rischierebbe di inghiottire anche l'inizio dell'anno educativo della scuola dell'infanzia.



I RISCHI

Fulcro del problema è la questione delle maestre precarie con oltre 36 mesi di servizio, i cui posti di lavoro sono quest'anno a rischio - a Roma come nelle altre città d'Italia - a causa della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea secondo cui, dopo 36 mesi o continuativi o a spezzoni di lavoro, una persona deve essere assunta. Questo impedisce al Comune, impossibilitato ad assumere in via definitiva migliaia di educatrici in un colpo solo, di continuare ad assegnare supplenze indispensabili a far funzionare il sistema degli asili romani.



«Questa è la settimana decisiva per risolvere il problema dei contratti - sostiene Rossi Doria - Non voglio nemmeno pensare che si vada oltre i dieci giorni: il Governo è molto sensibile e sta lavorando».



L'IPOTESI

Per tamponare l'emergenza si sta lavorando per un documento congiunto tra i ministeri dell'Economia, del Lavoro e dell'Istruzione, per consentire le assunzioni a tempo determinato delle insegnanti precarie. La riforma della Buona scuola prevede l'assunzione dei precari. Ma poiché non sarà possibile farlo subito, con una deroga alla sentenza della Corte europea, la stabilizzazione avverrà in due anni anziché in uno. Secondo l'assessore «è necessario risolvere la divaricazione normativa fra dipendenti dello Stato e dipendenti dei comuni che svolgono lo stesso compito: lo Stato deve fare per i comuni ciò che ha fatto con la Buona scuola».



LE REAZIONI

Dall'opposizione Fabrizio Ghera e Lavinia Mennuni (Fdi-An) chiedono all'amministrazione «di impegnarsi in modo concreto, e non a parole, affinché faccia pressioni sul Governo per trovare una soluzione anche alle lavoratrici precarie comunali così come lo si è fatto per quelle statali». Secondo Gianluca Peciola, capogruppo Sel, «Tutte le forze politiche devono essere unite in questa battaglia politica». Ieri pomeriggio le precarie dei nidi si sono riunite in assemblea, in Campidoglio. «Roma non potrà celebrare alcun Giubileo se non risolverà i problemi di lavoratrici senza reddito», attacca il coordinatore delle Rsu di Roma Capitale, Giancarlo Cosentino. E le famiglie, intanto si attrezzano: già ieri tanti genitori si sono rivolti alle strutture private, spaventati dall'incertezza del momento.