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Lecce, pari in rimonta con il Benevento e primo posto solitario. Strefezza: "Non avevo mai segnato 10 gol in una sola stagione"

Il brasiliano Gabriel Strefezza
Il brasiliano Gabriel Strefezza
di Lino DE LORENZIS
5 Minuti di Lettura
Lunedì 14 Febbraio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:03

Come il più classico dei big-match, Lecce-Benevento si conclude in parità, 1-1. Un risultato tutto sommato giusto che, alla fine, accontenta entrambe le squadre. Sicuramente di più la formazione salentina: grazie al punto conquistato contro i sanniti, i ragazzi di Baroni si riprendono il primo posto solitario in classifica, davanti a Cremonese e Pisa, appaiate al secondo posto con una lunghezza di ritardo.

L'incontro al via Del Mare


Quella andata in scena ieri pomeriggio allo stadio Via del Mare, davanti a circa diecimila spettatori, non è stata in verità una bella partita. Probabilmente l’importanza della posta in palio ha giocato un brutto scherzo a Lecce e Benevento, protagoniste di una prestazione ben al di sotto delle proprie possibilità e soprattutto condita da tanti errori, soprattutto in fase difensiva. Va detto che entrambe le squadre hanno avuto la possibilità di conquistare l’intera posta in palio solo che l’imprecisione degli attaccanti ha prevalso anche rispetto al valore dei portieri che, di fatto, non hanno dovuto compiere parate decisive. Il leccese Gabriel è stato costretto ad arrendersi sulla sfortunata deviazione di Calabresi sul tiro innocuo di Acampora mentre il beneventano Paleari nulla ha potuto sulla staffilata in corsa del nuovo capocannoniera della serie B, Gabriel strefezza, giunto a quota 10 reti. Forse un record per un esterno offensivo.

Dicevamo degli errori: gli attaccanti ne hanno compiuti davvero tanti. Insigne in primis: sul punteggio di 1-0 per il Benevento, l’esterno offensivo del Benevento ha avuto due occasioni per raddoppiare, per fortuna del Lecce le ha fallite entrambe. Stessa sorte è toccata al bomber dei salentini Coda, incapace di spingere alle spalle di Paleari un assist al bacio di Strefezza, il migliore dei suoi insieme con capitan Lucioni. Anche Helgason e Gargiulo sono finiti sul taccuino per le occasioni da rete sciupate, una a testa.
Il Lecce non ha convinto del tutto. Intanto per alcune delle scelte iniziali operate da mister Baroni. Da Tuia a Barreca, da Majer a Blin e Gargiulo: tanti elementi schierati dall’inizio hanno tradito le attese. Mettiamoci poi gli errori, gravi quando sono ripetuti. ieri pomeriggio, ad un certo punto, si è avuta la sensazione di essere tornati indietro nel tempo, a quando il Lecce di Liverani subiva le ripartenze degli avversari in occasione di calci d’angolo a favore. Ieri, sul punteggio di 0-1, è accaduto due volte e per fortuna del Lecce Insigne si è divorato due clamorose palle gol.

Il capitano non tradisce

Non sono mancate comunque le note positive. A cominciare dalle ottime prestazioni dei soliti Lucioni e Strefezza. Quest’ultimo, già in diffida, ha rimediato un cartellino giallo che ora farà scattare la squalifica. In più, il brasiliano è uscito dolorante per un problema al polpaccio: non resta che incrociare le dita e sperare si sia trattato solo di un banale affaticamento. I sanitari del Lecce nelle prossime ore dovranno verificare anche le condizioni di Faragò, entrato in campo all’inizio del secondo tempo e costretto ad uscire dopo appena quattro minuti per un problema muscolare.
Ora a mister Baroni restano due giorni a disposizione per preparare al meglio la delicata sfida di mercoledì sul campo dell’Alessandria contro una squadra in salute e reduce dall’ottimo pareggio conquistato a Brescia.

Strefezza: "Felice per i 10 gol"

Ha scelto la partita più importante per concedersi il suo “dieci e lode”. Un’altra magia per garantire il pari ed il primato al Lecce. «Dieci gol? È un numero importante. È la prima volta che li segno. Voglio continuare così per dare una mano alla squadra». È felice Gabriel Strefezza, sulla cima della classifica dei cannnonieri, primo, come il suo Lecce, anche se confessa di aver cercato pure il gol della vittoria, che avrebbe acceso la fuga, ma ci ha rimediato la maledetta ammonizione che lo costringe a rinunciare alla trasferta di Alessandria, mercoledì prossimo. «Mi è “tampata” un po’ la vena«, ammette con un po’ di colore nel linguaggio. E spiega: «Avevo “saltato” l’uomo, stavo per andare in porta, dopo è arrivato il pallone lì, e ho preso un’ammonizione un po’ stupida». Ci teneva, perché magari avrebbe fatto il bis con l’unica doppietta della stagione, i due gol segnati alla Spal, la sua ex squadra. Non segnava da allora. Sarebbe arrivato alla fine della gara, magari, con la rabbia in corpo per cercare la vittoria, come è nel suo habitat mentale. «Ma avevo un po’ di crampi ai due polpacci, era giusto che entrasse un altro al posto mio, più fresco».
E ribadisce l’importanza di provarci sempre, con l’animo. Quando gli dicono che forse si poteva concretizzare qualcosa di più nella ripresa, ammette: «Nel secondo tempo abbiamo creato occasioni importanti, ma non abbiamo concretizzato, dobbiamo essere più cattivi sotto porta. Ma adesso pensiamo a mercoledì». Partita difficile, quella col Benevento, come previsto. «Sapevamo che era difficile, contro una squadra che punta alla serie A. Il gol è arrivato al momento giusto per pareggiare». Il gol numero dieci è arrivato nel momento cruciale quando ci si avvicinava alla fine del primo tempo, col rischio di portarsi sul groppone per la ripresa quel maledetto, sbilenco, assurdo vantaggio con il quale il Benevento stava conducendo la prima parte della gara. «Abbiamo provato a vincere - dice il brasiliano - ma va bene così, prendiamo questo punto».

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