Studenti delle Superiori in classe a gennaio: «Ma saranno necessari altri 500 bus». Fra i banchi o a casa: Emiliano pronto a una nuova ordinanza

Domenica 29 Novembre 2020 di Paola COLACI

Alla decisione definitiva manca ancora il sigillo dell'ufficialità. Tuttavia l'ipotesi di riportare tutti gli studenti delle superiori in classe già a dicembre, come avrebbe voluto il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, sembra ormai tramontata. Al contrario, il governo pare intenzionato a cedere al pressing delle Regione che nei giorni scorsi avevano chiesto di far slittare la riapertura delle superiori a dopo le vacanze di Natale. A gennaio, dunque. E per un motivo principale: provare a sciogliere il nodo dei trasporti pubblici. In Puglia, in ogni caso, il governatore Michele Emiliano annuncia il varo di una nuova ordinanza che confermerà, nei fatti, i contenuti dell'ultima, la numero 413: possibilità di scelta, per i genitori, fra didattica a distanza o in presenza. Le scuole, dunque, dovrebbero continuare a garantire la didattica digitale integrata almeno fino a Natale. Il tema sarà dibattuto domani, nel corso del tavolo sulla scuola convocato insieme all'Ufficio scolastico regionale. 

Tornando ai trasporti, si tratta di una matassa ancora ingarbugliata, a partire dal problema del sovraffollamento dei mezzi destinati proprio al trasporto scolastico. «Ma come immaginare di pianificare una strategia adeguata in vista della riapertura delle scuole senza avere alcuna contezza delle misure che il governo intende adottare? Già da settimane stiamo lavorando a potenziare corse e linee. Ma senza indicazioni più certe, al momento l'unica proiezione che possiamo fare in Puglia è che per garantire un servizio adeguato alle prescrizioni saranno necessari almeno 500 mezzi in più». In un contesto che lui stesso definisce a più riprese «nebuloso e di profonda incertezza» il presidente di Asstra Puglia (Sindacato nazionale trasporti) Matteo Colamussi prova, comunque, a definire un piano preliminare anti-caos in vista della ripresa delle lezioni per migliaia di studenti pugliesi. A partire dalla conta del numero di bus e pullman che ancora mancano all'appello per garantire il necessario distanziamento a bordo e scongiurare affollamenti e disagi a bordo. Ma il numero dei mezzi - tra cui padroncini, Ncc e pullman turistici di aziende private a cui la Regione potrebbe rivolgersi per superare l'ostacolo della carenza di bus in strada - potrebbe essere destinato a salire e superare le 600 unità se il governo con il prossimo Dpcm in vigore da giovedì deciderà di mantenere il limite di capienza al 50%.


Ipotesi già vagliata dalle aziende di trasporto pugliesi lo scorso giovedì in sede di tavolo regionale convocato dall'assessore ai Trasporti Anita Maurodinoia. Un confronto nel corso del quale si è discusso soprattutto dei problemi legati al trasporto degli studenti: richieste di implementazione delle linee e aggiustamenti ai programmi di esercizio per tarare il trasporto scolastico alle esigenze di ingressi e uscite scaglionati degli alunni da scuola. Riflettori puntati anche sull'ipotesi di utilizzare parte dei 4 milioni attualmente nella disponibilità della Regione per garantire l'implementazione dei mezzi in circolazione, facendo ricorso ai privati in regime di subaffido. «Pur apprezzando l'interlocuzione avviata dalla Regione, al momento il quadro resta confuso e nebuloso - rimarca Colamussi - Fra aperture non definite delle scuole, mancata pianificazione di scaglionamento di ingressi e uscite da parte dei dirigenti scolastici e un panorama di assoluta incertezza economica, risulta arduo immaginare di poter pianificare i servizi. E l'unica certezza resta lo stato di gravissima difficoltà finanziaria in cui versano le nostre aziende con perdite accumulate dell'80%».


Ma sul tema del trasporto extraurbano, con particolare riferimento a quello scolastico, come anche sulla necessità di prevedere lo scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita per evitare gli affollamenti sui bus oltre a un protocollo sanitario unico in caso di contagi a scuola, nelle scorso ore è intervenuto il presidente dell' Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. «Il protocollo sanitario deve tenere conto della tracciabilità, dell'utilizzo dei test rapidi e anche della quarantena, perché ci sono alcune Asl che adottano protocolli diversi a seconda delle zone. Quindi, noi chiediamo di essere più spediti e di avere un unico protocollo».

Tutti temi che saranno al centro del Tavolo permanente regionale che la dirigente dell'Ufficio scolastico regionale Maria Cammalleri ha convocato per domani alle 10. Invito recapitato al governatore Michele Emiliano e agli assessori alla Sanità Pier Luigi Lopalco, alla Scuola Sebastiano Leo, ai Trasporti Anna Maurodinoia. Ma anche ai dirigenti scolastici e ai sindacati. Un confronto non più rinviabile e indispensabile al fine di coordinare le azioni per la ripresa in presenza delle attività scolastiche in vista dell'imminente scadenza, il 3 dicembre,degli effetti del Dpcm in vigore e dell'ordinanza regionale del governatore Michele Emiliano che prevede lezioni in presenza ma Dad su richiesta per le scuole elementari e medie.

Ultimo aggiornamento: 15:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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