Puglia, ritornano i turisti. Da Pasqua all'estate sarà pienone come il pre covid

Domenica 27 Marzo 2022 di Rita DE BERNART

Telefoni e email sono caldi: le premesse, e il fermento, ci sono. La stagione 2022 potrebbe segnare la vera ripartenza per il turismo in Puglia. A dare un termometro della tendenza positiva sono le tante richieste che giungono agli uffici booking delle strutture ricettive. In particolare quelle di alto livello. Tanti gli italiani, ma si riaffacciano anche gli stranieri, la cui assenza nei due anni precedenti, ha determinato, per il segmento del lusso, una perdita significativa di fatturato. Buone le aspettative dunque, sia per il turismo degli individuali che per i gruppi. Ci sono però ancora alcuni nodi da sciogliere. Il nuovo scatto in avanti del virus che torna a galoppare per effetto delle sotto-varianti più contagiose e lo spettro della guerra in Ucraina. Gli effetti di queste notizie si traducono in un raffreddamento dei processi di prenotazione. I clienti, in sostanza, prendono tempo. Attendono di capire quali siano le decisioni dei Governi e quale l'evoluzione del conflitto.

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Le strutture ricettive


«Per gli americani ad esempio - commenta Marisa Melpignano di Borgo Egnazia e Masseria San Domenico a Fasano - in questo momento c'è una frenata: dal loro punto di vista, da Oltreoceano, in Europa c'è la guerra. Ma a parte questo la tendenza è positiva, non siamo ancora ai numeri pre-Covid, ma gli stranieri finalmente stanno tornando; europei soprattutto che si aggiungono ai tanti italiani. Per quanto riguarda il mercato russo invece noi non risentiamo della situazione perché non è una clientela con cui lavoriamo abitualmente. Loro sono più per un lusso in stile Dubai, più ostentato, noi invece abbiamo una clientela con altissima capacità di spesa, ma che vuole stare bene, mangiare bene, essere accolta bene e usufruire di servizi di grande qualità, ma in equilibrio, nella natura, senza eccessi. Dopo due anni di restrizioni comunque c'è forte volontà e desiderio di viaggiare. Crediamo che finalmente sarà una buona stagione, sia in primavera che in estate con buona presenza di flussi dall'estero. Riprendono anche le richieste per i matrimoni, oltre alla riprogrammazione di tutti quelli che erano stati rimandati».

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Le previsioni

Insomma il 2022 ha già intrapreso una curva con segno più rispetto al 2020 e 2021, anni segnati dalle pesanti restrizioni messe in campo per limitare la diffusione del virus.
Stando alle previsioni il turismo pugliese potrebbe avvicinarsi al trend pre-Covid con le cifre registrate nel 2019 e, soprattutto, nel 2018 anno che ha registrato il picco di crescita dei movimenti turistici nella regione. «Qualcosa finalmente si muove spiega Alessandro Zezza di Masseria Panareo ad Otranto -. Di certo meglio degli ultimi due anni segnati dalla pandemia, ma soprattutto siamo vicini ai numeri pre-Covid. Ed è in questo senso che va fatto il confronto. È naturale che di anno in anno, andando verso la fine della pandemia, le cose migliorino, ma il rapporto dobbiamo farlo con il 2018 e 2019. Stanno tornando a prenotare gli stranieri; i mercati di riferimento sono Olanda, Belgio, Francia, Germania e Svizzera e qualche americano. Solo nelle ultime settimane questo movimento positivo si è un po' raffreddato a causa della guerra e del nuovo picco di contagi, ma siamo molto fiduciosi. Se prima gli stranieri erano tornati a prenotare con una media di 120 giorni di anticipo ora magari prenotano al massimo un mese prima, ma l'andamento è buono».

Si chiedono cancellazioni e rimborsi


C'è un atteggiamento attendista e prudenziale. Si chiedono ancora garanzie di cancellazione e rimborso e si attendono gli sviluppi. «La situazione è più complicata nel breve periodo dice Francesco De Carlo di Asshotel Puglia e titolare dell'Hotel Colle del Sole di Alberobello -. Gli italiani aspettano fino all'ultimo giorno utile per prenotare, vogliono comprendere l'evolversi della situazione generale mentre per l'estate si prenota con più tranquillità. Ma in generale si sta attivando un bel movimento. In questo momento, a causa di questo atteggiamento più cauto, siamo circa al 25% di copertura che è sotto la media di periodo, ma i segnali positivi ci sono. Mi preme dire però che i problemi per il nostro comparto si stanno moltiplicando; la pandemia, le perdite di fatturato, la guerra. E la mancanza di personale. Prima del Covid c'era un flusso più regolare ora c'è un altalenarsi di periodi negativi e positivi e tante strutture ancora non hanno mai davvero riaperto. La Regione dovrebbe dare una spinta affinché tutti possano mettere in salvo le aziende e ripartire».
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Ultimo aggiornamento: 19:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA