Otranto, interrogatori in carcere. Il sindaco Cariddi si dimette

Gli avvocati Gianluca D'Oria e Viola Messa
Gli avvocati Gianluca D'Oria e Viola Messa
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Giovedì 15 Settembre 2022, 10:53 - Ultimo aggiornamento: 20:44

Si dimette il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi, a seguito dell'inchiesta che lo vede in carcere insieme con il fratello Luciano, ex primo cittadino, e ad altre persone.

Oggi l'interrogatorio in carcere

L'annuncio è stato fatto da poco dall'avvocato difensore Gianluca D'Oria all'uscita dal carcere di Borgo San Nicola, dove Pierpaolo Cariddi, interrogato dal giudice, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa scelta del fratello Luciano, difeso dall'avvocato Viola Messa e da Michele La Forgia. Entrambi si sono detti sereni e convinti di poter dimostrare l'estraneità alle accuse.

I Cariddi, che si trovano in carcere, sono accusati di aver organizzato e capeggiato la presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e diversi altri reati che avrebbe favorito imprenditori attivi nel settore turistico. Tra gli otto arrestati posti ai domiciliari c'è anche il presidente di Federalberghi di Lecce, Raffaele De Santis. All'interrogatorio di garanzia, oltre agli arrestati e ai loro difensori, erano presenti il gip Cinzia Vergine, che ha firmato i provvedimenti cautelari, e i pm inquirenti Elsa Valeria Mignone e Giorgia Villa.


Gli altri indagati

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli ingegneri Emanuele Maggiulli (avvocati Luigi Covella e Antonio Quinto) e Roberto Aloisi (avvocato Carlo Viva) dell'Ufficio Tecnico comunale di Otranto. Stessa scelta per l'imprenditore Salvatore Giannetta e per l'ingegnere Marco Maggio (difesi dall'avvocati Luigi Corvaglia e Sergio Schito), quest'ultimo componente dello studio professionale di Pierpaolo Cariddi. In silenzio anche Raffaele De Santis, imprenditore e presidente Federalberghi; e il geometra Giuseppe Tondo.

Hanno risposto alle domande della giudice Cinzia Vergine, del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e della sostituta Giorgia Villa, gli imprenditori Roberto De Santis e Luigi Bleve.

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Le ipotesi di reato


Rispondono tutti di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, al falso ideologico, frode in processo penale e depistaggio, concussione, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio, nonché truffa ai danni dello Stato e della Comunità Europea. Secondo la prospettazione dell'accusa che per la prima volta gli indagati hanno la possibilità di analizzare e di fornire una diversa ricostruzione, Otranto sarebbe stata gestita da un gruppo di potere politico-economico sull'asse Cariddi-De Santis. Le scelte dei due amministratori sarebbero state dettate dalla capacità degli imprenditori di orientare l'elettorato a loro favore e anche di affidare incarichi professionali a Pierpaolo. 

L'inchiesta partita dieci anni fa


Il terremoto giudiziario che ha colpito Otranto trae origine da un'indagine avviata dieci anni fa dai carabinieri del Noe sugli incarichi ricevuti dall'ingegnere Pierpalo Cariddi dall'amministrazione comunale retta dal fratello Luciano. Inchiesta poi archiviata ma tutti gli atti sono finiti nella nuova indagine.
 

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