Dalla piazza il grido di dolore degli ambulanti: «Non lavoriamo più, lo Stato ci ha abbandonati»

Martedì 6 Aprile 2021

«Lo Stato ci ha abbandonato»: è questo uno dei tanti messaggi lanciati dagli ambulanti di Foggia, circa 200 provenienti da tutta la provincia, che si sono riuniti questa mattina per protestare sul piazzale antistante il cimitero cittadino. «Siamo allo stremo delle forze - spiega Raffaele Cristinziano, segretario di zona del sindacato Ana Ugl, Associazione nazionale ambulanti -. È un anno che sopportiamo queste pene - aggiunge - Siamo tra le categorie più disastrate. Non siamo considerati dal Governo. Abbiamo avuto una sospensione delle tasse, ma non una revoca». Identiche proteste si vanno moltiplicando nelle altre città di Puglia. Pochi giorni fa quella a Lecce, con la sfilata in centro dei camion degli ambualanti, conclusasi con un incontro con il prefetto Maria Rosaria Trio

 

La richiesta della politica

 

«La coperta era già troppo corta – 4 milioni per la platea degli ambulanti fieristi fermi da 1 anno –, ma accogliendo l’invito del centrosinistra abbiamo votato anche noi l’emendamento (primo firmatario il collega di CON, Antonio Tutolo, che si allega) che ha ampliato di moltissimo la platea dei beneficiari, tant’è che a conti fatti a ciascun ambulante dovrebbero essere corrisposte poche centinaia di euro. Briciole insomma» dice il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli.

«Alla vigilia di Pasqua ho incontrato gli ambulanti dei mercati settimanali, quelli che vendono merce non considerata essenziale, abbigliamento in modo particolare (si allegano foto), e francamente è davvero difficile rimanere indifferenti al loro grido di dolore. Le loro domande hanno diritto a una risposta: perché chi vende la frutta pu? continuare a vendere e chi vende maglioni no? Stesse condizioni, stesse misure di sicurezza, ma diverso trattamento. Ora è chiaro che nessuno vuole fare una guerra fra poveri, ma è indubbio che vi sono ambulanti che hanno perso più degli altri e ai quali bisognerebbe riservare un trattamento di indennizzo diverso. Per questo  - conclude Caroli - invito i consiglieri di centrosinistra a fare pressioni sul loro governo regionale perché intanto si semplifichino le procedure per ottenere i primi 4 milioni di euro, stanziati a dicembre scorso, e perché il fondo venga rimpinguato con altri fondi. E’una battaglia comune che tutti insieme dobbiamo fare».

 

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