Incidente in autostrada, muoiono padre e figlia: il dolore di Francavilla e Cassano delle Murge

Vito Nicola Petrelli e la figlia Erica, morti oggi in autostrada
Vito Nicola Petrelli e la figlia Erica, morti oggi in autostrada
di Alfonso SPAGNULO
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Domenica 26 Giugno 2022, 21:06 - Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 00:37

Mancavano poche centinaia di chilometri e poi sarebbe stata casa. Invece il destino ha deciso diversamente per Vito Nicola Petrelli, 56 anni, originario di Francavilla Fontana ma residente da tempo a Cassano delle Murge e sua figlia Erica, di appena 26 anni. L’uomo, tecnico radiologo presso l’ospedale “San Paolo” di Bari, era andato prendere la figlia che si era trasferita per lavoro a Milano.

Erica era un’insegnante, come la madre, Mariella Giustino, stimatissima docente presso la scuola media cassanese. Si era laureata a pieni voti e aveva ottenuto la cattedra in Lombardia, esattamente a Cesano Boscone, ma terminata la scuola e gli scrutini aveva deciso di tornare a casa, nella sua Puglia, dai suoi affetti più cari e soprattutto dalla sorellina Carola a cui era legatissima. Il padre si era recato così a Milano per prenderla. Un risveglio atroce, quello di ieri mattina, per la famiglia anche perché pare che abbiano saputo della tragedia dalla stampa. Un vorticoso giro di telefonate e poi l’amara verità. Petrelli aveva continuato ad avere uno stretto rapporto con la figlia anche dopo la separazione dalla moglie.

Il commento del sindaco

«Sono molto triste per questo evento funesto, due vite spezzate, padre e figlia, due belle persone, un destino crudele – è il commento del sindaco Davide Del Re, tra i primi ad esprimere cordoglio ieri mattina sui social -. La comunità cassanese si stringe intorno ai familiari. Giunga un messaggio di cordoglio da parte mia e della città». Erica si era laureata il 22 luglio di due anni fa, proprio nel giorno del suo 24esimo compleanno, in lettere e scienze dello spettacolo ottenendo come detto, 110 e lode. In quell’occasione la mamma le aveva dedicato un dolce pensiero: «Mia tenace, pestifera e dolce figlia auguri per questo meraviglioso traguardo. Ad maiora, cucciola mia». E la giovane non voleva certo starsene con le mani in mano anche durante l’estate tanto che su un gruppo di cittadini cassanesi aveva postato, proprio dieci giorni fa, in previsione del suo ritorno, un annuncio: «Laureata in lettere e docente presso scuola secondaria di primo grado impartisce lezioni per il recupero di debiti scolastici in latino e materie umanistiche». L’insegnamento era già la sua vita, così come il sorridere ad un’esperienza professionale troncata sul nascere. E a proposito di sorrisi ecco che a sottolineare la solarità della 26enne ci pensa un’amica di famiglia: «Ti ho vista bambina e poi diventare donna. Nessuna parola può spiegare né tantomeno capire il perché. Sorridi, come hai sempre fatto, anche da lassù Erica». Ma sono decine i messaggi per ricordare sia il professionista che la figlia. Una comunità, quella di Cassano, che si è stretta attorno al dolore della famiglia che, come detto, è molto nota in città.

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