Giallo Stasi, arriva la svolta: due indagati per omicidio

Un minore e un maggiorenne accusati in concorso dell’agguato costato la vita al 19enne. A carico di entrambi le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi

Giallo Stasi, arriva la svolta: due indagati per omicidio
di Erasmo MARINAZZO
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 21:47 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 09:16

Uno sgarro. C’è il movente e ci sono due persone iscritte sul registro degli indagati per accertare se abbiano preso parte all’agguato della sera del 9 novembre a Francavilla Fontana del 19enne Paolo Stasi. Un agguato con tranello. È arrivata la svolta attesa dai familiari del ragazzo attraverso le parole pronunciate dal padre al termine del funerale: «Voglio sapere perché è stato ucciso mio figlio».

Un minorenne ed un maggiorenne, gli indagati che rispondono in concorso di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Futili poiché l’inchiesta condotta dai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Paola Gugliemi per le Procure ordinaria e dei minorenni con i carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Francavilla batte la pista di un regolamento di conti per qualche sgarro, o sgarbo, imputato a Paolo Stasi. L’esecuzione avrebbe i contorni di una reazione comunque spropositata rispetto al motivo scatenante e soprattutto rispetto al valore della vita. Il valore di una vita, peraltro, appena iniziata. 

I retroscena

Si tratterebbe di persone di Francavilla Fontana, di gente coinvolta in contesti borderline e che in quei frangenti avrebbe perso la testa. L’arma, un pistola di piccolo calibro, dimostrerebbe la distanza da organizzazioni criminali stabili e feroci come quelle che negli ultimi anni hanno ammazzato sette persone a Francavilla e che per il momento restano impunite.

Le analisi dei telefoni cellulari della vittima e dei suoi parenti, dei computer ed anche degli impianti di videosorveglianza fanno propendere al momento per la tesi del tranello teso al ragazzo: non lì per caso sulla soglia della casa di famiglia di via Occhibianchi attorno alle 18 di quella sera. Stava aspettando qualcuno. Ed invece ha visto arrivare un uomo che ha estratto una pistola ed ha sparato due volte colpendolo al torace e di striscio ad una spalla. Il sicario. L’esecutore materiale dell’omicidio armato con una pistola di piccolo calibro. L’uomo che indossava un paio di scarpe ginniche bianche ma che è rimasto ignoto fino a qualche giorno fa anche per la scarsa qualità degli impianti di videosorveglianza della strada. Da ignoti a noti è passato il fascicolo della Procura di Brindisi.

L’arma

Frammenti dei due proiettili che hanno colpito Paolo Stasi erano stati recuperati in via Occhibianchi dai carabinieri della sezione Rilievi e spediti ai colleghi del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) per compararli con la pistola calibro 32, con matricola cancellata, sequestrata ad un uomo di 55 anni, di Francavilla, insieme con 168 grammi di marijuana. Questa persona era stata arrestata con l’accusa di detenzione illegale di arma e di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, dunque, non risponde dell’omicidio di Paolo Stasi. L’ultima parola spetterà al Ris, per dire se sia possibile dare indicazioni sulla compatibilità di quella calibro 32 con i proiettili che hanno ucciso il ragazzo, l’arrestato intanto aveva sostenuto nell’interrogatorio di convalida di averla avuta in eredità e che non l’avesse mai usata.
Certo è che quella pistola non è stata trovata per caso ma è il ritrovamento è frutto dell’attenzione degli inquirenti su Francavilla. Si lavora giorno e notte, si vuole chiudere il caso. La pista è tracciata.

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