Omicidio Francavilla: Stasi ucciso per motivi personali. Ci sono un sospettato e un movente

Svolta nelle indagini: faro accesso sulla vita privata del giovane ammazzato davanti casa

Omicidio Francavilla: Stasi ucciso per motivi personali. Ci sono un sospettato e un movente
di Erasmo MARINAZZO
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Giovedì 17 Novembre 2022, 07:26 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 13:21

C'è una pista. Una pista precisa, un movente. E c'è un sospettato. Un uomo con un paio di scarpe da ginnastica bianche. L'uomo che attorno alle 18 di mercoledì della scorsa settimana ha sparato due colpi di pistola a tamburo ammazzando lo studente neodiplomato Paolo Stasi, 19 anni, davanti alla sua casa di Francavilla Fontana.

Il lavoro degli inquirenti


Una settimana di indagini che non hanno fatto distinzione fra la notte ed il giorno è servita ad escludere una serie di ipotesi ed a concentrarsi sul movente ed il possibile autore dell'omicidio che ha sollevato l'indignazione della popolazione francavillese scesa per strada domenica sera per dire no alla criminalità ed alla sua mancata considerazione del valore della vita. Di una vita che stava appena mettendo piede nel mondo degli adulti, nel caso di Paolo.


Ammazzato sull'uscio di casa, Paolo Stasi. Era lì affacciato su via Occhibianchi quando il sicario gli è piombato davanti, ha sparato un primo colpo ferendolo di striscio ed un secondo rivelatosi letale mentre ha provato una fuga disperata. Gli impianti di videosorveglianza hanno ripreso la scena della fuga, non quella dell'esecuzione. La fuga dell'uomo con le scarpe bianche. Inseguito ora virtualmente con il tentativo in corso di ricostruire i passaggi dalle vie di fuga, strada dopo strada, ripresi dalle videocamere, mentre Paolo era a terra senza vita soccorso dal padre incredulo.


Un ragazzo perbene, Paolo Stasi un ragazzo schivo che trascorreva una parte del suo tempo sui social, chattando al computer ed al telefono. Un ragazzo che non amava particolarmente vivere la movida di Francavilla, quanto piuttosto stare a casa con i suoi genitori, in attesa di trovare occupazione con la qualifica del diploma dell'Alberghiero.

La vita privata 


Le indagini si stanno concentrando sulla sua vita privata, sui contatti che potrebbe avere avuto nelle ore prossime alla tragedia. Una ricostruzione che sta passando attraverso le analisi dei telefoni cellulari e del suo computer per cercare di individuare chi quella sera abbia deciso di mettere fine alla sua vita. Cercano contrasti, litigi, ambiti pericolosi nei quali il ragazzo potrebbe essere incappato inconsapevolmente, le indagini condotte dal pubblico ministero della Procura di Brindisi, Giuseppe De Nozza, con i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Brindisi e della compagnia di Francavilla Fontana. Cercano riscontri sul movente e l'autore lì dove si è consumata la tragedia, a Francavilla. Una città che si porta dietro trascorsi con sette omicidi consumati fra il 2003 ed il 2010, gran parte di questi maturati nel contesto criminale alimentato dal traffico e dallo spaccio di droga.

L'appello del padre


«Voglio sapere perché è stato ammazzato mio figlio», le uniche parole del padre Giuseppe domenica sera durante il corteo a cui hanno preso parte oltre 1.000 persone. L'inchiesta non guarda più a 360 gradi per non rischiare di escludere a priori una pista a favore di un'altra, ma sembra orientata a fornire una risposta alla legittima domanda del padre del ragazzo.
Il tempo potrebbe giocare a favore degli inquirenti poiché i tasselli cominciano a incastrarsi uno dopo l'altro. Giorno dopo giorno.
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