Tutti contro il progetto di A2A
In Consiglio il “no” al compostaggio

Sabato 1 Settembre 2018
La ex centrale Edipower
BRINDISI - Sindaco, maggioranza e opposizione tutti contro il progetto di A2A per l’area della ex centrale Edipower. Nella prima riunione della conferenza dei capigruppo, infatti, tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari hanno espresso un secco “no” all’idea della multiutility, che vorrebbe realizzare nel sito della ex Brindisi Nord un impianto di compostaggio per il trattamento della frazione umida della raccolta differenziata col fine di produrre biogas e compost, un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica, tre pale eoliche ed un centro ricerche. Un progetto che è solo stato presentato ad enti locali e associazioni di categoria. Per il momento, tuttavia, non c’è stata alcuna richiesta di autorizzazione né è stato avviato alcun iter in questo senso, come confermato dalla stessa A2A.

«Abbiamo ribadito - spiega il sindaco Riccardo Rossi, subito dopo la conferenza dei capigruppo, riferendosi alla posizione dell’intera amministrazione comunale - la nostra posizione di contrarietà ad un impianto di compostaggio all’interno del porto di Brindisi. Ma su questo punto si è registrata l’unanimità anche di tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione».

E così, per un impegno ancora più formale, i capigruppo hanno deciso per un atto ufficiale. «Si produrrà quindi - aggiunge il primo cittadino - un documento che verrà vagliato dal consiglio comunale, in modo da rendere più forte la richiesta da parte di tutta la città». Condivisione, spiega il sindaco Rossi, «anche sulla necessità della rimozione di tutti gli impianti, non solo dei gruppi 1 e 2, quindi anche dei gruppi 3 e 4, oltre che la bonifica e il ripristino del sito. Tutto, naturalmente, a carico di A2A. Allo stato attuale, tra l’altro, c’è un contenzioso in corso tra l’azienda ed il Ministero dell’Ambiente, che chiede anche la bonifica e lo smantellamento delle fondamenta mentre A2A ritiene di non doverlo fare».

A lanciare la proposta di una presa di posizione di tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, è stato il capogruppo della Lega Massimo Ciullo. «Ho proposto, e tutti sono stati d’accordo, che non solo il sindaco - spiega - esprimesse la sua contrarietà al progetto. Il sindaco, infatti, si è già pronunciato in tal senso diverse volte, meglio quindi che anche i capigruppo si esprimano ufficialmente per smorzare definitivamente ogni dubbio».

Subito dopo, è stato il capogruppo di Forza Italia Roberto Cavalera a chiarire la posizione del partito e della coalizione. «Abbiamo ribadito - riferisce - la nostra contrarietà al progetto di A2A, evidenziando il fatto che a nostro giudizio l’impianto di compostaggio deve essere di proprietà e gestione pubblica, cosa che consentirebbe di chiudere il ciclo dei rifiuti in mano al pubblico ed abbattendo gli oneri a carico di cittadini e imprese. L’area dell’ex centrale Edipower, per noi, va destinata ad attività per lo sviluppo del porto e della retroportualità. Far giungere lì 50-70mila tonnellate di rifiuti sarebbe la fine di qualunque velleità turistica».

Il capogruppo del M5S Gianluca Serra conferma: «Porteremo tutti insieme in consiglio comunale una mozione di rigetto del progetto di A2A, chiedendo anche di smantellare gli altri due gruppi, oltre all’1 e al 2. Sul Piano dei rifiuti abbiamo le nostre riserve ma ci sarà modo di discuterne».

I sindacati tuttavia - ed in particolare i segretari di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, rispettivamente Antonio Frattini, Marco Bernardo e Carlo Perrucci - proprio rispetto al destino del sito della ex Edipower fanno appello a tutte le forze politiche «affinché ci sia una valutazione priva di pregiudizi e una attenta ricerca di soluzioni che portino sul nostro territorio innovazione, sviluppo, ritorni concreti per la cittadinanza in termini di tariffe sul trattamento dei rifiuti e per il lavoro». Per il polo energetico, concludono, «bisogna ricercare trasformazioni, innovazioni, sviluppo e non semplicistiche dismissioni, che non portano occupazione».

Ma la giornata di ieri è stata anche l’occasione, per l’amministrazione, per chiarire un altro punto importante relativo al ciclo dei rifiuti. Circolava infatti la voce che il Comune avesse intenzione di ospitare un inceneritore, posizione seccamente smentita dall’amministrazione. Il Comune, in realtà, si è candidato per ottenere fondi per il ripristino dell’impianto pubblico di biostabilizzazione ormai chiuso ma un tempo gestito dalla Nubile. In un incontro con il commissario dell’Agenzia regionale per i rifiuti Gianfranco Grandaliano, il sindaco ha ribadito che l’amministrazione non accoglierà «trasformazioni che comportino anche l’utilizzo finale del Css prodotto attraverso la combustione dello stesso, ma prevedendo in alternativa il conferimento in discarica dello stesso». © RIPRODUZIONE RISERVATA