Gas da A2A di Brindisi: riconversione a rischio. Per Terna non è necessaria altra produzione

La centrale A2A di Brindisi
La centrale A2A di Brindisi
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Lunedì 28 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:34

Non solo il futuro del polo energetico Brindisi Sud sarà in qualche modo scritto dalla decisione di Terna che, con le più recenti aste del capacity market, ha stabilito che la macroarea della quale fa parte anche il capoluogo messapico non ha bisogno di ulteriore produzione energetica a gas. C’è anche, infatti, quella che un tempo veniva chiamata Brindisi Nord, ovvero la ex centrale Edipower, oggi di proprietà A2A.
La società, infatti, a maggio del 2019 ha avviato la procedura di Valutazione d’impatto ambientale per il progetto di riconversione con otto motori endotermici a gas naturale da 18,4 megawatt ciascuno, per un totale di 148 megawatt lordi di potenza elettrica. Tutto questo “tenendo conto delle opportunità che potrebbero derivare dallo sviluppo del capacity market”. In sostanza, si tratta di una serie di misure volte a garantire la sicurezza del sistema e l’approvvigionamento di energia elettrica, con risorse sempre disponibili per coprire le punte di carico in ogni area della rete ed evitare così dei blackout.

Le intenzioni

E che questa fosse l’unica finalità economicamente sostenibile per l’impianto era evidenziato anche dalle osservazioni proprio nell’ambito dell’iter per la Via. “È incredibile - scrivevano Legambiente, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Friday for future, Isde Medici per l’ambiente, Italia Nostra, No al Carbone, No Tap, Salute Pubblica e Wwf riferendosi proprio al mercato di capacità - affermare che l’impianto debba immettere in rete la produzione di energia elettrica nel caso in cui vi sia una domanda di punta in rete, e ciò perché la Puglia esporta fuori regione già il 50% della sua produzione e ancora perché eventuali picchi di domanda verificabili in regioni ben distanti, richiederebbero una disponibilità vicina in rete e non al limite della dorsale adriatica”.
Non solo. “Le alternative di progetto presentate dal progettista - fa notare il Comune di Brindisi nelle sue osservazioni - escludono di fatto l’opzione zero, poiché il quadro di riferimento è già definito a monte esclusivamente in termini risposta alle esigenze del capacity market”.

Il cambio di strategia

Ma a giugno dello scorso anno è successo qualcosa che ha cambiato le carte in tavola: è stato notificato all’azienda il preavviso di rigetto dell’istanza con la quale era stata richiesta l’autorizzazione ambientale per il nuovo impianto di produzione che avrebbe dovuto rimettere in funzione, adeguandola alle previsioni della transizione energetica. Da allora, secondo le pochissime notizie trapelate dall’azienda, dopo il preavviso di rigetto, A2A ha rinunciato a richiedere l’accesso al capacity market. Questo significa che la decisione di Terna di escludere ogni ulteriore capacità di generazione a gas dal mercato di capacità della macro area che comprende il capoluogo messapico non dovrebbe, in teoria, avere alcun effetto sui piani della società. Ma se A2A non intende più partecipare alle aste per il capacity market, su quale mercato potrebbe immettere l’energia generata? Restano, in sostanza, solo i cosiddetti servizi di dispacciamento, che sono responsabili dell’equilibrio della rete elettrica, garantendo in ogni momento che la domanda e l’offerta di energia corrispondano.
Un business economicamente sostenibile? Diversi esperti ritengono di no. Da qui l’ipotesi, che per il momento non è confermata dall’azienda, che A2A possa, come del resto ha già fatto Enel, rinunciare alla realizzazione della centrale a gas naturale. Questo lascerebbe in funzione soltanto, almeno per il momento, il tetto fotovoltaico posto sull’edificio ed i due compensatori asincroni realizzati su richiesta di Terna per esigenze di stabilità della rete elettrica nazionale. Qualche tempo fa, tra l’altro, l’azienda aveva fatto sapere che «in accordo con la Regione Puglia sono in fase avanzata di elaborazione progetti di economia circolare». Tra i progetti previsti per la Brindisi Nord, uno riguardante lo “Storage Bess”, con l’installazione di batterie al litio per l’accumulo di circa 7 megawatt di energia elettrica”, e poi l’impianto per il trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale e da pulizia delle spiagge. Ma se, davvero, A2A dovesse rinunciare alla nuova centrale a gas naturale, potrebbe puntare sul business delle rinnovabili nel quale ha pure fatto il proprio ingresso.

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