In aula sussurra «Siete mafiosi». E nel Consiglio comunale scatta la rissa

Giovedì 28 Maggio 2020 di Alfonso SPAGNULO
Si sono vissuti momenti di grande tensione, con una rissa quasi sfiorata, nell'ultimo consiglio comunale, svoltosi martedì pomeriggio a Fasano, in provincia di Brindisi. Un'assise che si è protratta per quasi dodici ore, essendosi conclusa quasi all'alba. All'ordine del giorno ben 21 fra mozioni, interrogazioni e interpellanze dei consiglieri di opposizione.

Gli animi si sono accesi in piena notte quando si stava discutendo la richiesta, presentata dal consigliere comunale d'opposizione Raffaele Trisciuzzi, di chiarimenti dei dispositivi radio e gli impianti di trasmissione e lo stato dell'arte sulla redazione del piano delle antenne. Lo stesso Trisciuzzi e la sua collega di opposizione Maria Rosaria Olive hanno attaccato il consigliere di maggioranza Franco Mastro, che da anni affitta una parte del terrazzo della sua abitazione ad un'azienda telefonica. La discussione era quasi al termine quando ha preso la parola il sindaco Francesco Zaccaria che ha attaccato Trisciuzzi accusandolo di mero populismo.

Quest'ultimo ha risposto colpo su colpo fino a quando, in uno slancio d'impeto, ha pronunciato la parola mafiosi riferendosi probabilmente alla maggioranza. Questo ha fatto andare su tutte le furie il consigliere Giuseppe Simone che si è avvicinato minacciosamente a Trisciuzzi strattonandolo e sono dovuti intervenire diversi altri consiglieri a cercare di riportare la calma. Antonio Scianaro, in quel momento presidente dell'assise in qualità di consigliere anziano data la momentanea assenza di Vittorio Saponaro, ha sospeso la seduta per qualche minuto. La stessa è poi ripresa in un clima di tensione e non si escludono strascichi legali a quanto accaduto.

Ma non è finita perché l'altro momento forte si è vissuto a notte inoltrata, quando la consigliera Olive ha chiesto la revoca della delibera approvata nello scorso consiglio di una permuta di un terreno del comune di Fasano con una di proprietà della società Dama, proprietaria di una struttura alberghiera sulla costa. Una dura reprimenda da parte della Olive nei confronti sia della maggioranza che della stessa società accusata di aver commesso degli atti illeciti.

Della questione se ne sta già occupando la Procura dopo una dettagliata relazione presentata dalla Polizia Locale chiamata sul posto proprio dalla Olive. Nel suo intervento la Olive ha sottolineato come continuerà la sua lotta sul fronte della legalità e che nessuna minaccia la fermerà dalle sue denunce pubbliche. «Neanche se mi dovessero rubare o incendiare l'auto mi intimoriranno ha detto al microfono la Olive -. Sappiano che ho anche il mezzo assicurato. E se volessero andare oltre li avverto che per fermarmi dovranno spararmi un colpo in fronte e non alle spalle come codardi».

Parole pesantissime che lasciano spazio a diverse interpretazioni: o la consigliera si è lasciata prendere un po' troppo la mano dall'enfasi dell'intervento o c'è da pensare che la stessa abbia ricevuto davvero minacce. Se la seconda ipotesi fosse vera dovrebbero intervenire le competenti autorità. © RIPRODUZIONE RISERVATA