Tribunale, ripartono i processi in aula: ecco il vademecum anti-contagio

Domenica 10 Maggio 2020 di Erasmo MARINAZZO
Puntualità. Rispetto dei tempi delle discussioni. E preferibilmente memorie scritte piuttosto che discussioni. E ancora, distanziamento sociale, scaletta delle udienze e spazi limitati dove attendere la chiamata del processo, percorsi prestabiliti. Infine aule a numero chiuso. Richiede comportamenti rigorosi, per tutte le parti, la ripresa parziale delle attività giudiziarie fissata per martedì prossimo. La priorità resta in assoluto non creare assembramenti. Cosa fare e quali comportamenti adottare lo dicono le 25 pagine delle misure organizzative depositate ieri mattina dal presidente facente funzione del Tribunale, Anna Rita Pasca. Prevedono, fra le tante altre cose, quelle misure, che i climatizzatori delle aule penali restino accesi di notte e spenti di giorno perché hanno la sola funzione di ricircolo dell'aria da non usare assolutamente durante le udienze perché potrebbe favorire la diffusione del coronavirus. Se dovesse fare talmente caldo da mettere a repentaglio la salubrità dell'ambiente, il processo potrà essere rinviato.

Parlano di questa eventualità e più in generale di quali processi penali e civili svolgere e soprattutto di come svolgerli in questa fase di emergenza sanitaria che avrà termine il 30 luglio, le misure organizzative. Con una serie di indicazioni che se non potranno trovare applicazione, comporteranno il rinvio del processo. Ad esempio: le parti sono in numero maggiore di quelle previste in una determinata aula dalla relazione del responsabile della sicurezza, l'ingegnere Ippazio Morciano? Il giudice dovrà cercare un'aula più capiente. E se non dovesse essere disponibile, il processo sarà rinviato.

Sì perché per ogni aula sarà indicato il numero massimo di persone che potranno accedervi. Sarà tutto riportato in un modulo affisso sulla porta di ingresso, misure igieniche comprese. Come l'obbligo di indossare le mascherine del tipo chirurgico Ffp2 (senza valvola) e guanti, nonché di mantenere la distanza. A questo scopo se le aule del Tribunale penale di viale Michele De Pietro risultano abbastanza ampie, per il polo civile di via Brenta sono state individuate le numero 5 e 7 al piano terra e la 6 per la volontaria giurisdizione, la 4 per i collegamenti da remoto. Ed al piano interrato la 19, la 24 e la 21. Per processi civili si raccomanda di citare i testimoni solo se strettamente necessario.

I pannelli di plexiglass sono previsti sopratutto nei front office delle cancellerie. Lì in quegli ambienti si accederà per appuntamento telematico, dalle 8.30 alle 12.30. E sono state messe in conto delle criticità: una parte del personale amministrativo continuerà a lavorare da casa e non ha possibilità di accedere a tutte le piattaforme della Giustizia per l'elaborazione dei fascicoli.

Confermato il controllo della temperatura corporea all'ingresso dei Tribunale con le pistole termolaser in uso al personale della Croce rossa, dopo il no del ministero della Giustizia all'acquisto di undici termoscanner per un costo complessivo di 53mila euro (manca la copertura legislativa). Il servizio sarà attivo dalle 7.30 alle 14 davanti ai palazzi del polo civile di via Brenta. E dalle 6.45 alle 14 al polo penale di viale De Pietro.
Quanto alla tipologia dei processi, viene tutto rimandato ai protocolli sottoscritti per il penale, il civile, le udienze in materia di rapporti familiari, il negozio telematico delle negoziazioni assistite e delle udienza con il giudice di Pace.
Inizia una nuova fase in cui viene richiesta di esercitare non solo le virtù della conoscenza e dell'oratoria ma anche la virtù della pazienza, della puntualità e del rispetto delle regole.
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