Luci e ombre nel canile sanitario: in 150 attendono di essere adottati

Luci e ombre nel canile sanitario: in 150 attendono di essere adottati
di Benedetta De FALCO
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Lunedì 27 Giugno 2022, 08:05 - Ultimo aggiornamento: 08:06

Via De Fiorsalisi numero 24 è il civico che conta i numeri dei cani abbandonati e li accoglie grazie al lavoro dei volontari del Canile sanitario di Bari. Sono tra 150 e 160 i cani che aspettano nel canile di essere adottati e che si abituano a vivere in piccoli spazi.
«Qui vivono come detenuti per quanto tutti sono curati, ma quando guardo alcuni di loro arrivare malmesso qui, penso che non usciranno più, nessuno li prenderà, ed è terribile».

Teresa Pescuma presta servizio tre volta a settimana, si occupa degli adottanti, cerca di capire tramite valutazioni chi può esser un buon padrone per loro. I privati cittadini abbandonano i cani, e qualcuno manda la segnalazione alle forze dell'ordine, che chiamano l'Asl e interviene l'accalappiacani e poi arrivano all'interno della struttura e si attendono 60 giorni per l'eventuale riconoscimento dal padrone, in genere solo il 5% viene reclamato entro la scadenza prevista e si riesce a risalire al padrone con microchip. «Il resto, quel 95%, rimane qua in un disegno un po' fiabesco, quello di trovare loro una nuova collocazione in famiglia. Al giorno ci arrivano 3 o 4 segnalazioni».

Con l'estate aumentano gli abbandoni

Teresa spiega che con l' arrivo dell'estate, aumentano i casi di abbandono: «Qui c'è un catalogo delle buone maniere: dal gioco con i cani, in modo ordinato al lavaggio della stanza. Poi uscita al guinzaglio tre volte a settimane per educarli alla socializzazioni, puliti e sfamati ed infine lasciati liberi». Sono le indicazioni giornaliere per chi collabora con il canile dove dieci cani riescono ad essere adottati in media e venti ne entrano: su quattro ingressi giornalieri, due adozioni a settimana. Seppure accomunati da una storia simile e comune, c'è una razza canina che porta il segno di una precisa storia di abbandono: i pitbull che sono un terzo dei cani presenti nel canile, 50 su 150. «Sono adottati tra gli 8 e i 10 mesi entro cui c'è lo sviluppo ormonale, che decreta il carattere più frizzantino e sono acquistati inizialmente perché un stato quo: una razza di forza, di potenza, ma è un privilegio che paghi. Sono cani altamente performativi e muscolosi ma se il padrone non è adeguato gli si ritorce contro, diventano ingestibile e sono abbandonati» spiega la volontaria i pitbull costano in genere dagli 800 ai 1500 con pedigree, oppure c'è il cagnaro che li vende, a meno, ma non sono pitbull: sono figli di copule inter-sanguigne che alterano le tare comportamentali proprio negli 8 e 10 mesi di età». E' un incesto familiare che procura danno al cane: i pitbull generalmente sono segnalati per aggressioni, perché se non castrati presentano un temperamento da tenere a bada. I pitbull sono abbandonati perché considerati aggressivi ma in realtà i problemi derivano da chi li compra o li adotta. «Noi qui non abbiamo cani aggressivi ma non educati; non hanno un comportamento social adeguato. Sono presi e tenuti in casa, poi si stancano e li parcheggiano tra giardini e balconi e diventano territoriale».

Le pratiche di adozione


Eta anagrafica, 18/19, anni, tendenza ad ostentare e non sanno che faranno da qui a 6 mesi: è l'identikit di chi vuole prendersi in adozione i pitbull, con motivazioni dubbie, e con un'età che non riesce a sostenere una spesa autonoma e di mantenimento. Teresa, si occupa esattamente delle pratiche dell'adozione: «Noi evitiamo coppie che non possono funzionare: tutti vogliono i pitbull ma vengono strumentalizzati non rispettati per natura e fisicità».
 

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