Diodato vince Sanremo (e pensa a Levante): «E ora anche Taranto faccia rumore»

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Alessandra LUPO

Lo hanno già ribattezzato un figlio dell'Ilva e che il cantautore che ha trionfato a Sanremo con la sua “Fai rumore” sia visceralmente legato ai destini della città in cui è cresciuto e di cui ha respirato anzitutto la rabbia per l'eterno braccio di ferro tra salute e lavoro, è cosa risaputa. D'altronde Diodato, insieme a Michele Riondino e Roy Paci, è tra i direttori artistici del UnoMaggio, un festival che fin dalla sua nascita ha voluto far esplodere attraverso la musica la condizione di Taranto e del Mezzogiorno.

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Nel suo anno di consacrazione, quello in cui il suo singolo “Che vita meravigliosa”, prodotto da Carosello Records, ha fatto da colonna sonora al nuovo film di Ozpetek, La Dea Fortuna (con Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca,) Diodato ha così confermato i pronostici che lo vedevano come una felice promessa mantenuta della canzone italiana. Serio, defilato, profondo e con quel tocco di sensibilità e perseveranza che alla fine lo ha premiato.

D'altronde nell'edizione 2018 del Festival, che lo aveva visto al fianco di Roy Paci nel pezzo Adesso il suo talento si era già fatto ampiamente notare. In tanti negli ultimi anni avevano iniziato a chiedersi chi fosse Antonio Diodato, nato ad Aosta e poi cresciuto a Taranto, con una formazione musicale tra Roma e la Svezia.

Nei circuiti indipendenti aveva iniziato a farsi notare nella seconda metà degli anni Duemila, pubblicando il suo primo EP nel 2007. Il suo primo disco uscì invece nel 2013: si chiamava E forse sono pazzo (in una seconda ristampa incluse Babilonia, la canzone che portò a Sanremo Giovani nel 2014). Negli anni ha collaborato con Daniele Silvestri e Boosta dei Subsonica, e nel 2016 ha scritto la canzone “Il mare dentro”, presentata come inedito da Andrea Biagioni a X Factor. Da allora ha pubblicato altri due dischi: “A ritrovar bellezza” (2014) e “Cosa siamo diventati” (2017), mentre il quarto, “Che vita meravigliosa”, anticipato dal fortunato singolo, uscirà la prossima settimana.

Nonostante il piglio riservato, in questo Sanremo lo si è visto lasciarsi andare a una garbata affabilità: sia sul palco, dove ha lasciato andare le emozioni in una interpretazione molto convincente. Sia in sala stampa, dove ha regalato ai giornalisti una ventata di leggerezza intonando con voce e chitarra “Che vita Sanremosa”, una sorta di autoparodia. E mentre Taranto e la Puglia tenevano il fiato sospeso facendo il tifo per lui, Diodato convinceva pubblico e critica.
 


«Dedico la vittoria alla mia famiglia che ha fatto tanto rumore nella mia vita, anche in questi giorni. Dedico il premio anche alla mia città, Taranto, dove c'è grande bisogno di rumore», ha detto nella conferenza stampa dopo la vittoria. E in tanti, compresi Ozpetek e Roy Paci hanno voluto fargli auguri sui social. E per chiudere il quadro non poteva mancare il gossip, che a fatica negli ultimi tempi aveva mantenuto dietro le quinte.

Coez lo aveva reso esplicito pizzicando la sua ex, Levante (che è arrivata dodicesima), durante il festival: «Questo pezzo lo ha dedicato a te?» le aveva chiesto sui social. La conferma al cantautore è stata quasi estorta da Mara Venier: «Questo è un brano in cui ci sono dentro tante cose che ho vissuto», ha detto il vincitore del Festival a Domenica In. «Non è dedicato a una donna, magari a una ex?», chiede la Venier. «Anche», risponde lui tentando di svicolare. Ma la conduttrice insiste: «Una ex bella, bruna, simpatica, sexy, che canta bene?». «Direi di sì», ammette infine lui. E tanto basta a far sognare ai fan un ritorno di fiamma tra i due artisti. Gli ingredienti per il sogno insomma ci sono proprio tutti.
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Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA