Più stranieri e arrivi non solo in estate: così il turismo pugliese ha fatto il botto. Ecco tutti i numeri

Più stranieri e arrivi non solo in estate: così il turismo pugliese ha fatto il botto. Ecco tutti i numeri
di Rita DE BERNART
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Venerdì 25 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:06

Il 2022 per la Puglia può essere definito l’anno della ripartenza del turismo, almeno dal punto di vista dei flussi: arrivi e presenze si sono stabilizzati sui dati del 2019. A certificare, nero su bianco, questa fase di ripresa, dopo la lunga emergenza che ha messo in ginocchio la filiera, sono i dati presentati ieri da Pugliapromozione che evidenziano anche una redistribuzione delle presenze in diversi periodi e territori: dopo i fenomeni di over turismo che hanno caratterizzato le ultime stagioni si è tornati a destagionalizzare. Nei primi dieci mesi, da gennaio a ottobre, la regione registra 3.902.400 arrivi, per un totale di 14.956.400 pernottamenti. Cifre che vanno ben oltre le previsioni e sfiorano gli obiettivi prefissati per il 2015. Traghettatori di questa spinta in avanti, fuori dal tunnel della crisi, gli stranieri. Il tasso di internazionalizzazione, ovvero la quota di provenienze estere sul totale dei viaggiatori, ha raggiunto il 30% per gli arrivi e il 27% le presenze (nel 2019 era del 28% e 25%). 

Ora il turismo pugliese guarda avanti: la nuova sfida è la definizione del “Piano strategico turismo cultura” fino al 2030. Snocciolando i numeri e le analisi messe insieme dall’Agenzia regionale del turismo si evidenzia, per il periodo preso in esame, un andamento del -1% per gli arrivi e del +1% per le presenze, rispetto allo stesso periodo del 2019, risultato trainato appunto dalla ripresa del turismo internazionale e dal buon andamento dei mesi estivi. Il movimento estero è aumentato del +7% per gli arrivi e del +11% per le presenze rispetto al 2019, si ècontratto, invece, quello nazionale (-3% arrivi e -2% presenze). Interessanti i dati relativi agli andamenti di giugno, luglio e settembre, ed anche di ottobre, mesi con segno “più” rispetto al 2019, che attestano una stagione molto più lunga. Cresce l’interesse per le città: Bari è la meta che ha accolto più turisti con 381.231 arrivi, a cui seguono Vieste, con 326.861 arrivi, da sempre sul podio pugliese per presenze turistiche, e Lecce che ha ospitato 242.122 vacanzieri. Al quarto posto San Giovanni Rotondo, meta religiosa sempre più frequentata, mentre scendono più giù in classifica le classiche destinazioni balneari come Gallipoli, nona, Ugento, decima, Polignano, al dodicesimo posto, e Melendugno al sedicesimo. Nell’elenco delle località con maggior numero di pernottamenti, e quindi con una permanenza più lunga degli ospiti, sul gradino più alto c’è Vieste, con 1.989.750 presenze, seguono Bari con 938.996 e Ugento che ne registra 869.743. 

I commenti

«I dati del turismo che commentiamo sono quelli di una Puglia che non solo ritorna ai numeri del pre-pandemia, ovvero alle 15 milioni di presenze, ma che addirittura li supera - spiega l’assessore regionale Gianfranco Lopane -. È record nonostante i primi quattro mesi caratterizzati ancora dal Covid, dal conflitto internazionale e dalla crisi energetica ed economica. Settembre e ottobre rafforzano quanto già comunicato in riferimento al trend dell’estate, nel segno della diversificazione della stagionalità dei flussi e dell’internazionalizzazione. Esemplificativo il dato di maggio e ottobre, mesi spalla, che vedono un 52% di turisti stranieri sul totale delle presenze. La Puglia resta attrattiva e sulla base di questi dati riformula la strategia che ci porterà al 2030». Lo sguardo è già proiettato al futuro. “Per la prima volta – continua- stiamo condividendo i dati molto prima della fine dell’anno: riteniamo che le scelte strategiche debbano essere fatte in base alle analisi, continueremo questo lavoro per la nuova pianificazione che ci vedrà impegnati, insieme ad operatori, partenariato e amministrazioni, con i tavoli verticali di prodotto e di governance». 
In sostanza si è giunti ad una stabilità complessiva che consentirà da ora in avanti, al netto delle variabili legate alla guerra con i costi in continua escalation, di programmare la vera ripresa prevista per il 2023. «È di fondamentale importanza inquadrare il risultato straordinario della Puglia in un contesto più ampio - ha sottolineato Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione -. Abbiamo appena partecipato ad una conferenza internazionale e, tutto il mondo, si sta concentrando per la ripresa sul 2023 per riuscire a raggiungere il 2019. La Puglia invece ha già raggiunto i livelli del flusso turistico pre Covid nel 2022 e, anzi, ha anche registrato un + 1% sul 2019, che già era stato considerato l’anno del boom turistico della Puglia».

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