«Nel 2020 persi 18mila posti»: allarme Cgil, che chiede l'istituzione di un tavolo di crisi per la Puglia

Giovedì 14 Gennaio 2021

Un calo del 10% del Pil per 7 miliardi di ricchezza bruciata. E una perdita stimata di oltre 18 mila posti di lavoro. Ma anche 220 mila lavoratori in cassa integrazione, 18 mila famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza, 125.661 cittadini in totale (35 mila in più del 2019), con quasi un quarto delle famiglie in condizioni di povertà relativa. A scattare la fotografia della regione al tempo del Covid è la Cgil Puglia. «Per questo ora lanciamo una sfida di democrazia alla Regione Puglia, al governatore Michele Emiliano e alla sua Giunta. Vogliamo che si apra una riflessione e si costruisca un patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, che metta intorno al tavolo soggetti sociali e di rappresentanza, quelli datoriali, le province, i sindaci, i giovani, gli studenti. Un patto che provi a costruire quella rete indispensabile in una fase come questa per dare prospettive e utilizzare al meglio le risorse a disposizione». Lo ha detto il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, commentando i dati del 2020 relativi alla disoccupazione e al disagio sociale.


Numeri allarmanti dai quali emerge che tra gennaio e settembre dello scorso anno sono state autorizzate 100 mila ore di cassa integrazione guadagni tra interventi ordinari, straordinari e in deroga. E circa la metà (47mila) hanno riguardato il settore dell'industria, 30mila sono state erogate nel settore del commercio, oltre 15 mila in quello delle costruzioni e quasi 5mila nei comparti dell'abbigliamento, de i trasporti e delle telecomunicazioni. E ancora, nel secondo trimestre 2020, prima fase della pandemia, i settori che hanno registrato il calo più significativo di occupati sono stato quelli del commercio e della ricettività legata ad alberghi e ristoranti per un totale pari al 15,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Dal luglio a dicembre, inoltre, la task force regionale per l'occupazione ha gestito 54 fascicoli di crisi aziendali, con 8 mila lavoratori a rischio, il 40% dei quali nell'industria, ma il totale delle aziende seguite dalla task force riguarda circa 19 mila lavoratori. Da qui, dunque, la proposta avanzata al governatore e alla Regione dal segretario della Cgil Gesmundo: «Un patto per il lavoro e lo sviluppo sostenibile in Puglia, la definizione della cornice strategica dentro la quale definire obiettivi, progettualità e interventi prioritari a valere sulle risorse del Recovery Fund, del React, della programmazione comunitaria dei prossimi sette anni».


Dunque le proposte del sindacato, già presentate in una piattaforma a settembre scorso, che indicano asset e interventiinseriti nella cornice indicata dall'Unione Europea e dal Governo con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. a partire dalla riconciliazione tra produzione e ambiente, con una transizione energetica dal carbone all'idrogeno per la quale vi sono precise somme stanziate. Riferimenti alla transizione digitale e allo sviluppo delle reti. E ancora, al completamento del sistema logistico e della mobilità, alla razionalizzazione del sistema idrico e sul sistema della formazione e della ricerca. «Spendere nel modo migliore le risorse - è il mantra della Cgil Puglia - legandole alle vocazioni e alle emergenze che vive questo territorio. Abbiamo un'occasione unica, irripetibile, servono progettualità concrete, è necessario far presto, e il confronto tra tutti i soggetti può portare a sintesi il meglio delle proposte e delle idee che attraversano la società pugliese».


Immediata la convocazione da parte di Emiliano di un tavolo tra soggetti istituzionali e sociali già per lunedì. «L'idea che da una vicenda così complicata si esca con lo sforzo e il contributo di tutti ha trovato un riscontro immediato nella convocazione del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano lunedì 18 gennaio» commenta Gesmundo. «Ci auguriamo - conclude il segretario - che questo sia l'inizio di un percorso costruttivo che porti a definire il quadro degli obiettivi strategici e degli interventi necessari per sostenere l'occupazione e lo sviluppo in Puglia. Abbiamo sempre spinto sulla ricerca del dialogo istituzionale e la convocazione di oggi rappresenta meritoriamente un primo importante risultato».

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