Caro-materie prime, edilizia al collasso. Ance: «Stop forzato dei cantieri»

Caro-materie prime, edilizia al collasso. Ance: «Stop forzato dei cantieri»
di Alessio PIGNATELLI
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Venerdì 25 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:35

Solo qualche settimana fa era considerato il settore trainante dell’economia. In Puglia ma non solo. L’edilizia, grazie anche alle misure governative come Superbonus e bonus facciate, è stato a cavallo tra fine 2021 e inizio anno il principale rimorchio della ripresa ma la spirale dei rincari sulle materie prime ha sconvolto tutto.

E l’allarme lanciato dai rappresentanti regionali e provinciali di Ance è univoco: i cantieri rischiano lo stop immediato. Lo stallo è dovuto alla corsa ai rialzi che, secondo il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba, ha toccato in media quota più 35%. Non solo gasolio e benzina, pur determinanti nei trasporti del comparto. Anche i materiali specifici come ferro o calcestruzzo sono schizzati alle stelle. Un esempio per tutti: il calcestruzzo oscillava a circa 60 euro, adesso va sugli 80 euro a metro cubo. Un cappotto termico poteva costare sui 50 euro a metro quadrato, adesso costa più del doppio. A questo, si aggiunga la difficoltà di reperimento che completa il corto circuito. Ecco perché le preoccupazioni dal comparto delle costruzioni si allargano a macchia d’olio.

L'allarme degli edili

L’ultimo è stato il numero uno di Ance Taranto, Fabio De Bartolomeo, a cercare di smuovere l’impasse mentre, nei giorni scorsi, il presidente dell’Ance di Brindisi Angelo Contessa, aveva paventato un vero e proprio rischio paralisi. Un grosso numero di aziende potrebbe essere falcidiato e «allora diventa curioso capire come si possa affrontare il Pnrr in certe condizioni» si era chiesto Contessa. Interrogativo cui ha fatto seguito l’appello di ieri della sezione jonica dei costruttori edili che si è rivolta anche ai sindaci del territorio chiedendo la loro collaborazione per gestire una situazione che appare sempre più fuori controllo.

«Le stazioni appaltanti per prime, anche alla luce dell’inspiegabile dietrofront del Governo di queste ore, devono prendere coscienza che l’intero sistema dei lavori pubblici sta andando verso un inevitabile collasso con la conseguenza che sarà impossibile proseguire i lavori in corso o cantierizzarne di nuovi» annuncia De Bartolomeo. Ogni giorno arrivano segnalazioni di interruzioni delle catene logistiche e di blocchi dei cicli produttivi. «La soluzione ponte, prima annunciata a conclusione del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso e poi eliminata in sede di pubblicazione del decreto legge, andava nella direzione da noi auspicata, ossia quella di sospendere temporaneamente i lavori, per cause non certo imputabili a imprese e committenti pubblici, in attesa che la situazione tornasse pian piano alla normalità. Ora, in assenza di una copertura normativa ad hoc - prosegue De Bartolomeo - crediamo che l’appello rivolto ai nostri amministratori vada ribadito con forza». De Bartolomeo tocca infine un argomento sensibile, ossia quello dei prezzari.

«Gli elenchi prezzi disponibili, sia quello della Regione Puglia sia quelli redatti da altri Enti, fanno riferimento a contesti ed equilibri di mercato ormai lontani da quelli attuali. Occorre un impegno specifico delle stazioni appaltanti in tale direzione, mettendo in condizione i progettisti di condurre le necessarie analisi dei costi previsti per la realizzazione delle opere, prevedendo anche nei quadri economici una congrua quota, ben maggiore di quella che normalmente si prevede, da destinare a compensare i possibili imprevisti o da utilizzare quale ristoro dei maggiori costi sostenuti dalle imprese nell’alveo della normativa vigente che prevede appunto l’utilizzo di tali somme per contrastare gli effetti del caro-materiali e del caro-energia».

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