Porto Badisco, la Grotta dei Cervi diventerà un museo. Il progetto

Porto Badisco, la Grotta dei Cervi diventerà un museo. Il progetto
di Elio PAIANO
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Sabato 12 Marzo 2022, 17:49

Tra i progetti Cis selezionati dal Comune di Otranto, uno dei più importanti riguarda la baia di Porto Badisco, fortemente provata dall’alluvione dello scorso autunno. Si intende rendere, finalmente, accessibili le Grotte dei Cervi, a Porto Badisco, e - nello stesso tempo - proteggerne l’esposizione delle stesse dal traffico veicolare. 

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Il progetto 


Una parte delle grotte, infatti, è attraversata dalla litoranea. Per il waterfront della città si è pensato di attuare un rifacimento completo della passeggiata che oggi si ferma, sostanzialmente, sulla Madonna dell’Altomare. Dopo il rifacimento di tale spazio, infatti, tramite un progetto complesso di lotta all’erosione, gli spazi ottenuti sono diventati ambiti sia per nuove attività che per le passeggiate turistiche. Ora si intende proseguire per portare tale lungomare fino al Faro Bianco, ottenendo così il lungomare più grande del Salento. La prosecuzione del rifacimento del costone della Madonna dell’Altomare, infatti, (dallo scoglio del Picciurillo fino al Faro Bianco), permette di contrastare l’erosione e di ottenere, nello stesso tempo, nuove zone pedonali e commerciali.

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«Visti gli obiettivi dei progetti Cis, che devono essere strategici, di sviluppo costiero e valorizzazione beni culturali, nonché del sistema economico turistico, abbiamo selezionato tre interventi che abbiamo presentato - spiega il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi -. Ci siamo concentrati su idee progettuali che guardano allo sviluppo sostenibile nei contesti costieri. Innanzitutto il Museo della Grotta dei Cervi di Porto Badisco con la ricostruzione fisica, in scala reale 1 a 1 delle parti più importanti della Grotta, quelli con i pittogrammi. Inoltre - continua Cariddi - abbiamo pensato, per il centro urbano, di proseguire l’opera di rigenerazione e consolidamento della parte Nord, creando un percorso che va dalla Madonna dell’Altomare fino al Faro Bianco. Interventi di basolatura, risistemazione degli spazi, pedonalizzazione e miglioramento dell’accessibilità per disabili. Il percorso già realizzato ha favorito la nascita di numerose nuove attività commerciali: ci auguriamo che tale effetto propulsivo si estenda sino al termine del lungomare del lato opposto a quello del centro storico».

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L’idea principale, dunque, è quella di creare un polo turistico culturale a Porto Badisco, con un museo (la cui progettazione sarà affidata ad un archistar), per ottenere una struttura invisibile come le stesse grotte, ma accessibile e polifunzionale. Una struttura laboratoriale in cui si prevede lo studio e la pratica dell’archeologia, il coinvolgimento degli enti e delle Istituzioni locali etc. Insomma, un edificio che - nella sua stessa edificazione - diventi laboratorio per specialisti, ragazzi e turisti.


«All’interno del museo si prevede la ricostruzione di circa 110 metri di cunicoli della Grotta dei Cervi che, come ad Altamira e Lascaux” - spiega Cariddi -, ricostruendo le parti principali in scala 1 a 1 permettendo una fruizione completa del monumento oggi inaccessibile». 
Per quanto riguarda la struttura, invece, il sindaco di Otranto spiega che «l’idea è quella di realizzare una struttura fuori terra, che non intacca gli strati rocciosi del luogo, ma che segua le linee dell’architettura organica, quindi quasi invisibile e collocata nel territorio di Badisco senza che ne intacchi minimante il paesaggio. Al suo interno, i reperti di Porto Russo e Porto Badisco costituiranno un’area museale e laboratoriale». In questo modo si interfacceranno con laboratori di restauro che invece, saranno nella masseria di Ceppano (il cui progetto di restauro è legato ai laboratori di archeologia). Insomma, una dorsale unica unita dalla nuova pista ciclopedonale che collegherà Otranto al laghetto di bauxite, San Nicola di Casole, il Faro di Palascìa, Ceppano, Sant’Emiliano, Porto Badisco e Porto Russo.
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