Medici di famiglia, preoccupazione a Lecce: a breve 62mila pazienti senza assistenza

Sabato 11 Settembre 2021 di Andrea TAFURO

Medici di base sempre meno in Salento, con 62mila pazienti che già dall’anno prossimo rischiano di restare scoperti. Una grave carenza. Tante le uscite previste: 301 nei prossimi 5 anni e 470 nei prossimi 10 anni, a fronte di un numero ridotto di entrate in servizio. La forbice del pensionamento in provincia di Lecce per i medici di famiglia si allarga sempre di più e le previsioni numeriche dei prossimi anni, hanno fatto sin da ora scattare l’allarme sui deficit di reclutamento. 

Ora sono 650 i medici di famiglia

Degli attuali 650 medici di medicina generale in servizio nei 96 comuni leccesi, secondo il report realizzato da Fimmg Lecce, entro fine anno circa 29 saranno i medici ad andare in pensione. Numeri che crescono esponenzialmente nei prossimi anni, con 49 pensionamenti previsti nel 2022, 64 nel 2023, 55 per il 2024 e addirittura 80 quelli previsti nel 2025. E di pari passo cresce anche la preoccupazione tra colleghi e pazienti, per un ricambio generazionale che almeno nei numeri tarda ad arrivare e sembra non coprire le esigenze del territorio con numerose “zone carenti” pronte ad aprirsi.

Poche le 120 borse di studio per il corso di medicina generale

Analisi e dati che guardano da qui ai prossimi cinque anni. E che neppure il numero del massimale dei medici, da diversi anni ormai portato a 1500 pazienti, il rapporto ottimale nei comuni (1:1300 tra dottore e utenti) e l’annuale corso di formazione in medicina generale sembrano poter risolvere.
Troppo poche appaiono infatti le 120 borse di studio, in media, messe a disposizione ogni anno della sanità pugliese per i corsi di formazione di medicina generale, da cui escono i giovani camici bianchi da indirizzare poi al termine del triennio di studi su tutto il territorio regionale. Un problema di programmazione a sentire gli addetti ai lavori.

Migliaia di pazienti rischiano di restare senza medico

Senza considerare poi i passaggi in corso delle nuove leve da medicina generale alle specializzazioni ospedaliere, fattore che induce un ulteriore calo numerico, vicino al 20% degli idonei, con perdita delle borse di studio. Ma in questo caso ad aver valore sono la vocazione e la volontà del giovane medico. Da qui, il rischio sempre più concreto – così come evidenziato dal report della Federazione dei medici di famiglia – per 62mila pazienti di restare senza medico a partire dal prossimo anno. Oltre 90mila quelli su cui graverà l’incognita dei pensionamenti nel 2025. 
Nell’anno in corso, comunque, il sistema sanitario locale sembra aver tenuto il passaggio generazionale, con soli 8 ambiti carenti di assistenza primaria, (nei comuni di San Donato, Martignano, Aradeo, Racale, Maglie, Castro e 2 a Squinzano) e che sono in corso di assegnazione da parte dell’Asl Lecce secondo la graduatoria regionale di medicina generale valida per l’anno 2021. Elenchi con le nuove assegnazioni che dovranno essere resi noti entro il prossimo 20 settembre e che serviranno nel breve termine per sistemare le cose. 

Il presidente dell'Ordine dei medici: «Dal prossimo anno grandi problemi»

«Per quest’anno riusciamo a coprire le zone carenti e avremo a disposizione qualche ulteriore giovane medico per gestire le guardie mediche – afferma il presidente dell’ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi -. Il problema però si ripresenterà il prossimo anno con numeri molto più pesanti. Nel comune di Campi Salentina, così come in tante altre piccole e medie realtà leccesi – aggiunge - nel 2022 il 60% dei medici andrà in pensione e non sarà semplice sostituirli con i nuovi ingressi, numericamente inferiori. Il rischio quindi di avere zone scoperte con pazienti privi di medici di famiglia è sempre più concreto». 
L’allarme dunque, risuonato da tempo all’interno dell’ordine dei medici di Lecce, spinge De Giorgi ad un’analisi preoccupata. «Le carenze previste nei prossimi anni potrebbero causare un ulteriore aumento del massimale dei medici a discapito della qualità della prestazione sanitaria o addirittura l’accorpamento dei dottori in studi multipli con il rischio di stravolgere la medicina di base in danno dei pazienti che perderanno il loro medico di fiducia. Se non cambieranno le regole – conclude De Giorgi - si prospetta un futuro difficile in cui tanti piccoli centri saranno senza medico di famiglia».

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA