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Cittadella della cultura, studenti senza Wi-Fi e con le stufe elettriche

Foto: Cittadella della cultura (dal sito del Comune di Giovinazzo)
Foto: Cittadella della cultura (dal sito del Comune di Giovinazzo)
di Maria Carmela TOSCANO
4 Minuti di Lettura
Venerdì 28 Gennaio 2022, 14:07 - Ultimo aggiornamento: 14:10

La Cittadella della Cultura è stata da pochi giorni restituita agli studenti di Giovinazzo e non solo e già si sono registrate alcune problematiche relative all'impianto di riscaldamento e alla connessione wifi.

Stufette elettriche per riscaldarsi

Pare che molti ragazzi abbiano fatto, per questo, ricorso a delle stufette per riscaldarsi e abbiano lamentato la mancanza di una connessione a internet. Fortunatamente da Palazzo di Città sono arrivate subito delle risposte e tutto si è risolto.
Infatti, in questa struttura sita nell'ex convento degli agostiniani tra piazza Sant'Agostino e via Marconi «c'è stato, ieri mattina, un intervento dell'assistenza tecnica -ha spiegato il sindaco Tommaso Depalma- per capire la natura del problema. Non dimentichiamo che la struttura è dotata di un nuovo impianto di riscaldamento a pavimento che ha bisogno di tempo per andare a regime e non può reggere tante stufe senza un sistema di protezione elettrica. Chi lo ha gestito in questi giorni ha fatto anche degli errori, ad esempio, nel rispetto delle norme anti Covid, si potrebbe lasciare solo una porta aperta piuttosto che due».

Rete insufficiente per i ragazzi


Per quanto riguarda, invece, la connessione a internet, in tutte le stanze della Cittadella c'è una rete cablata via cavo. Ma, a quanto pare, è alta la richiesta, da parte dei suoi giovani fruitori, di avere un collegamento wireless. Perciò, «sono stati già acquistati e consegnati avantieri -ha dichiarato Gaetano Depalo, assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni- gli access point per garantire oltre la connessione dati via cavo, anche quella wifi, comunque presente nella Cittadella all'interno della prima stanza».

D'altronde, tutto questo era previsto nei lavori di riqualificazione che, appunto, sono stati portati a termine in tempo per la sua riapertura dello scorso 10 gennaio. Sono stati fatti interventi dall'impianto di riscaldamento e climatizzazione alla nuova pavimentazione e all'adeguamento elettrico. Questi hanno comportato una spesa pari a 500mila euro, somma stanziata dal Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana. E «a prescindere da qualche piccolo inconveniente, naturale quando si rimette in un moto una realtà così importante -ha aggiunto il sindaco-, siamo orgogliosi di dire che il bilancio di questi primi giorni di riapertura è positivo. Adesso la Cittadella deve tornare a vivere, ad essere luogo di aggregazione e supporto ai giovani».
Ci sono, infatti, importanti progetti dal punto di vista culturale per questa struttura, ma purtroppo «abbiamo dovuto rimandare la nostra programmazione -ha raccontato Cristina Piscitelli, assessore alla cultura e al turismo- per via dell'alto numero dei contagi da Coronavirus in città. Si spera di ripartire presto con le iniziative che avevamo già calendarizzato. Ci saranno ospiti importanti». «La cosa certa -ha anticipato, a tal proposito, il sindaco - è che in una sezione della pinacoteca verranno esposti i quadri della nostra grande artista Giuseppina Pansini, come già disposto con delibera di giunta. Siamo in contatto con la sua famiglia».

I fondi intitolati a Roscini


Si ricorda, in ultimo, che la Cittadella è un luogo messo a disposizione delle associazioni culturali e di chi volesse organizzare mostre, conferenze e laboratori multimediali. Oltre ad essere dotata di aule studio, presenta una biblioteca comunale intitolata a Don Filippo Roscini, che attualmente contiene due fondi: quello donato da Roscini, sacerdote storico e letterato giovinazzese scomparso nel 92, e uno acquistato dal Comune e composto prevalentemente da testi di narrativa, classici latini e greci e poesia moderna.
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