Green pass, tra sette giorni obbligo per lavoratori bar, ristoranti e statali. E tra due settimane tocca alle aziende private. Il piano del governo

Sabato 11 Settembre 2021 di Alberto Gentili
Green pass, tra sette giorni obbligo per lavoratori bar e ristoranti poi tutti gli statali. E tra due settimane tocca alle aziende private.

Con Matteo Salvini che fa le bizze e sta terremotando governo e maggioranza sul fronte delle misure anti-Covid, Mario Draghi ha cambiato strategia. Ma non si è fermato: «Oggi facciamo il primo passo, ma a breve estenderemo ulteriormente il Green pass», ha detto giovedì in occasione del Consiglio dei ministri che ha imposto il lasciapassare verde ai lavoratori delle ditte e delle coop che assicurano servizi di pulizia, mensa e guardiania negli istituti scolastici e nelle università (obbligo anche per i genitori in occasione dei colloqui con i professori). E ha introdotto il vaccino obbligatorio (misura fin qui adottata solo per il personale medico)  per tutto il personale interno ed esterno che lavora presso le residenze per anziani, le Rsa. Ma non è finita.

 

Green pass, Draghi e la strategia step by step per evitare strappi (a partire da Salvini)

 

Green pass, il timing dell'estensione dell'obbligo

Il prossimo "piccolo pass", che tanto piccolo non è, riguarderà la prossima settimana l'intero comparto statale. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, avrebbe già pronto il provvedimento che non riguarderà, come chiede Salvini, solo i dipendenti pubblici a contatto con il pubblico: il Green pass verrà reso obbligatorio per tutti i dipendenti dello Stato e delle varie amministrazioni pubbliche, Comuni e Regioni compresi. Inclusi anche gli autisti e i controlloni di bus e metro. La sanzione: dopo 5 giorni, il dipendente senza lasciapassare verde verrà sospeso dallo stipendio, come già accade al personale scolastico.

 

 

 

I SETTORI DOVE C'E' GIA' IL GREEN PASS

Sempre la prossima settimana, a meno che Draghi non decida di rinviare a quella successiva per non far saltare i nervi a Salvini alle prese con la campagna elettorale nelle grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Trieste e impegnato a evitare che si concretizzi il temuto sorpasso di Giorgia Meloni, il Green pass verrà esteso a chi lavora ai quei settori dove è già obbligatorio per clienti e utenti. Vale a dire: bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, sale giochi e parchi tematici, stadi e musei, convegni e congressi, aerei, navi, bus e treni a lunga percorrenza, etc. «E' una questione di logica», ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza, «non si può chiedere il Green pass a chi va a mangiare al ristorante e non estenderlo a cuochi e camerieri. E lo stesso vale anche  per gli altri settori. Questa anomalia va sanata».

 

 

IL LAVORO PRIVATO

L'ultimo passo, ma nelle ultime ore c'è chi non esclude per la prossima settimana venga varato un provvedimento unico, riguarderà  il comparto del lavoro privato. A chiedere il Green pass in azienda, in fabbrica e negli uffici privati sono sia i sindacati che i datori di lavoro. Il nodo da sciogliere è chi pagherà il tampone per i lavoratori non vaccinati: Cgil, Cisl e Uil chiedono che siano le imprese a pagarlo, gli industriali vogliono che a coprire la spesa sia invece lo Stato. Ma il governo intende rispondere picche. Perché così si contraddirebbe la ratio del Green pass: l'incentivazione della campagna vaccinale. Perché si innescherebbe un effetto a catena, con i dipendenti pubblic, professori inclusi, e quelli dei settori dove il lasciapassare è già in uso per i clienti, che chiederebbero anche loro di essere esentati dalla spesa del test anti-Covid. E perché, a finanziare il tampone  gratis ai No vax e ai Boh vax sarebbero i cittadini (che sono ormai l'80%)  che pagano le tasse. Da stabilire le sanzioni: il tema sarà oggetto di una trattativa tra le parti sociali.

 

 

L'OBBLIGO VACCINALE

Draghi si è detto d'accordo. Ma l'ipotesi avanzata dal premier di imporre l'obbligo vaccinale non è affatto scontatata. Tutto dipenderà, indipendentemente dal "no" di Salvini che cerca di ritagliarsi uno spazio elettorale tra i No vax, da come procederà la campagna vaccinale: l'obiettivo fissato dal commissario straordinario, Francesco Figliuolo, è il 90% di immunizzati entro fine ottobre. Se si raggiungerà il traguardo, niente vaccino obbligatorio. E in questa partita gioca un ruolo essenziale l'estensione del Green pass che si è rivetato una spinta importante alle vaccinazioni: dal 6 agosto, quando il governo ha imposto il Qr code a tutto il personale scolastico, ben il 10% dei professori è corso a immunizzarsi, i barba a vacanze e a periodo estivo. Chiaro al riguardo il ministro Speranza: «Continueremo a lavorare nella direzione intrapresa, di un'ulteriore estensione green pass nelle prossime settimane e valuteremo l'estensione dell' obbligo vaccinale. Se sarà necessario, il governo non ha paura. È consentito dalla costituzione art. 32, e già vigente per gli operatori sanitari e da ieri previsto anche per i non lavoratori nelle Rsa. Incroceremo i dati e verificheremo cosa sarà necessario, ma quel che è certo è che il governo non ha paura e procederà con determinazione per mettere in sicurezza il Paese».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 08:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA