Mascherine, stop in bar e ristoranti. Sul posto di lavoro? Deciderà l’azienda. Resta obbligo su bus, scuola e cinema. Da quando

Mascherine, stop in bar e ristoranti. Sul posto di lavoro? Deciderà l’azienda. Resta obbligo su bus, scuola e cinema. Da quando
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Mercoledì 27 Aprile 2022, 17:33 - Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 13:41

Addio alle mascherine nei luoghi chiusi? Non è detto. Purtroppo l'aumento dei casi covid nonostante la campagna vaccinale e l'arrivo della bella stagione (che notoriamente frena la diffusione del virus) invitano alla riflessione: se sia o meno il caso di mandare in soffitta i dispositivi di protezione personale. Dunque l'obbligo di indossarle potrebbe proseguire anche dopo il 30 aprile.

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Sarà infatti il governo a stabilire con un nuovo decreto, dopo aver convocato la cabina di regia, se continuare ancora ad indossarle obbligatoriamente e dove e per quanto tempo ancora. Il Consiglio dei Ministri potrebbe decidere già domani: sul piatto della bilancia non solo l'uso delle mascherine al chiuso ma anche l'eventuale via libera a nuovi aiuti a imprese e famiglie, il nuovo pacchetto energia. Tutto questo mentre il virus non allenta la sua presa: sono 29.575 i nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore in Italia e 146 le vittime. Emerge dai dati aggiornati sui contagi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia sale così a 162.927 mentre i casi totali sono 16.191.323.

Mascherine al chiuso, dove andranno indossate dal 1° maggio? Cosa cambia per trasporti, cinema, discoteche e posti di lavoro

Cosa succede dal 1° maggio


Nel frattempo, dal 1° maggio cambiano le regole per il Green pass. Il governo potrebbe suggerire alcune linee di indirizzo, come, ad esempio, che il Green pass resti obbligatorio per entrare negli ospedali e nelle strutture sanitarie.  Dal 1° maggio, tuttavia, non sarà più necessario esibire il Green pass per entrare nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici, bar e ristoranti. Unica eccezione, «gli esercenti le professioni sanitarie e dei lavoratori negli ospedali e nelle Rsa per cui resta la sospensione dal lavoro per chi non si vaccina, fino al 31 dicembre».
Niente più certificazione verde, quindi, per accedere nelle mense, agli spettacoli al chiuso (cinema, teatri), agli eventi sportivi, ai centri benessere, alle attività sportive al chiuso (negli spogliatoi), a convegni e congressi, ai corsi di formazione, alle aule universitarie, ai centri culturali, sociali e ricreativi, ai concorsi pubblici, alle sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, ai colloqui visivi in presenza con i detenuti negli istituti penitenziari, alle feste al chiuso e discoteche, sui mezzi di trasporto.

Le mascherine

Per quanto riguarda le mascherine, al lavoro dovrebbe essere mantenuto l’obbligo del loro uso ancora per qualche settimana, ad esempio, negli uffici pubblici dove, andrà deciso se basterà la mascherina chirurgica o sarà ancora richiesta la Ffp2. Per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, invece, l’obbligatorietà dell’uso della mascherina al chiuso dovrebbe lasciare spazio alla discrezionalità del datore di lavoro, che dovrebbe valutare, caso per caso, se far indossare o meno la mascherina ai lavoratori. Sui trasporti, invece, dovrebbe restare l’obbligatorietà dell’uso della mascherina Ffp2. E l’indicazione dell’obbligatorietà potrebbe rimanere anche per aerei, treni e navi. Anche nei cinema, teatri, sale concerto e discoteche potrebbe essere mantenuta l’obbligatorietà dell’uso della mascherina. «L’abolizione delle mascherine nei musei? Sono d’ accordo, ma decideremo per il meglio con il governo e i tecnici», ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini. Nei bar e ristoranti, invece, dovrebbe essere rimosso l’obbligo della mascherina anche al chiuso, così come dovrebbe avvenire allo stadio, mentre nei palazzetti dello sport dovrebbe essere mantenuto.

I dispositivi al chiuso

L’utilizzo delle mascherine al chiuso, in scadenza il 30 aprile, dunque, potrebbe essere prorogato «in alcuni casi, come su mezzi di trasporto quali aerei e treni, ma anche negli ospedali, nelle Rsa e in alcuni uffici a particolare rischio di assembramento», dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. La proroga, precisa, «sarebbe di qualche settimana, in assenza di cambiamenti della situazione epidemiologica. Ad ogni modo prevedo un’estate senza l’utilizzo delle mascherine». Dello stesso avviso Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza: «Ho suggerito prudenza al ministro Speranza, e di utilizzare le mascherine in tutti i luoghi chiusi a causa dell’estrema contagiosità dell’attuale variante dominante del Covid e della sua intensa circolazione».

Lopalco: sbagliato togliere l'obbligo nei luoghi chiusi

«In questi giorni il governo dovrà prendere una decisione sull'opportunità di mantenere o meno l'obbligo di indossare la mascherina. La decisione è politica, come è giusto che sia ogni decisione che impatta sulle condotte e le libertà personali», ma «io personalmente considero una cattiva idea abbandonare l'uso della mascherina al chiuso nel mese di maggio, almeno finché la prevalenza di positivi non scende a livelli di sicurezza». Il professore Pierluigi Lopalco ex assessore alla Sanità della Regione Puglia valuta così i pro e i contro della decisione di togliere l'obbligo delle mascherine al chiuso.

«Gli elementi contrari a questa decisione - dice - si potrebbero superare con una buona attività di comunicazione. Abbandonare l'obbligo e passare ad una politica di scelta consapevole sarebbe l'ideale, ma ahimè ho paura che non funzioni. Fino ad oggi tutte le politiche di controllo della pandemia sono state improntate su uno stile di obblighi e divieti ed è difficile cambiare attitudine in corso d'opera».

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