Covid, mascherine, green pass e tamponi. Cosa cambia dal 1° maggio? Smart working semplificato fino al 31 agosto

Covid, mascherine, green pass e tamponi. Cosa cambia dal 1° maggio? Smart working semplificato fino al 31 agosto
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Venerdì 29 Aprile 2022, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 09:43

Covid, cambiano le regole. A partire dal 1° maggio addio definitivo all'obbligo di esibire il Green pass anche per accedere al posto di lavoro e, soprattutto, a quello di indossare la mascherina al chiuso (che tuttavia resterà obbligatoria in alcuni luoghi fino al 15 giugno): la vita degli italiani sembra tornare alla normalità. Anche se, anche per questa estate gli italiani potranno contare sullo smart working, prorogato fino al 31 agosto.

COSA CAMBIA DAL 1° MAGGIO?

Green Pass

Tutto come previsto: a partire dal 1° maggio decade l’obbligo di esibire il Green pass - sia nella versione “base” che in quella “rafforzata” - per accedere a locali, palestre, cinema e uffici. Come già stabilito dal decreto varato alla fine del mese di marzo quindi, il Qr code andrà di fatto in pensione. Fanno però eccezione gli ospedali e le strutture sanitarie (dove l’obbligo resta in vigore fino alla fine dell’anno). Non solo, con un’ulteriore ordinanza varata ieri dal ministero della Salute il pass resta necessario fino alla fine di maggio per chi arriva in Italia dall’estero. Mentre viene abolito il passenger locator form.

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Trasporti: treni, bus e aerei: necessaria la Ffp2

Che si parli di tratte brevi o di lunghe percorrenze, a partire dal 1° maggio e fino al 15 giugno, per salire a bordo dei mezzi di trasporto continuerà ad essere richiesta la mascherina Ffp2. Anche se non sarà più necessario il Green pass infatti, autobus, tram, metro, navi, aerei e traghetti continuano ad essere considerati potenziali luoghi di contagio e, quindi, - questa la linea prudenziale del ministero della Salute - è ancora impossibile eliminare l’obbligo per tutti i passeggeri di coprire le vie respiratorie.

Lavoro: uffici, protocolli ancora validi

Per accedere al proprio ufficio o alla propria postazione di lavoro, a partire dal 1° maggio, la mascherina non sarà più considerata obbligatoria. È questo il punto fisso da cui partire. Tuttavia, non essendo specificato nel testo varato ieri, resta la possibilità per le aziende di richiedere ai dipendenti di continuare con le vecchie regole. I protocolli siglati tra le parti sociali infatti non sono decaduti. Anzi, verranno aggiornati a stretto giro. Discorso simile anche per la Pa. Il ministro Brunetta lavora ad una circolare in cui verrà raccomandato l’uso della mascherina in situazioni rischiose. «Serve buon senso» fanno sapere.

Locali: cene e caffè

Dal mese prossimo si dirà finalmente addio ad una delle regole anti-contagio che più ha scatenato proteste in questi lunghi mesi di restrizioni. Dal 1° maggio infatti, per varcare la soglia di bar, pub e ristoranti - sia che ci si accomodi in un dehor all’esterno sia che lo si faccia in una sala al chiuso - per i clienti non sarà più obbligatorio indossare la mascherina. Ovviamente il dispositivo di protezione delle vie aeree non sarà neanche più richiesto ogni qualvolta ci si alza da tavola, ad esempio per andare in bagno o per pagare il conto.

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Negozi: niente mascherina

A dispetto di alcune anticipazioni, per quanto riguarda negozi, boutique, centri commerciali e supermercati è infine passata la cosiddetta linea “aperturista”. E quindi, sempre a partire dal prossimo 1° maggio, non sarà più obbligatorio indossare la mascherina per fare shopping o fare la spesa. Chiaramente, continua ad essere raccomandabile l’uso del dispositivo di protezione in qualunque situazione che possa essere considerata rischiosa. In altri termini, anche se non è un’imposizione, sarebbe bene indossare la mascherina in presenza di assembramenti.

Ospedali: visite ai pazienti con le restrizioni

Com’è ovvio, le più rigide norme anti-contagio riguarderanno le strutture sanitarie. L’obbligo di mascherina - assieme a quello di Green pass rafforzato per lavoratori e visitatori - resta infatti per ospedali e strutture socio-sanitarie, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali. Tanto per medici e infermieri, quanto per utenti e visitatori quindi, non ci sono particolari novità.

Scuola: norme invariate per gli esami

Nessuna deroga per la scuola. Fino alla fine dell’anno scolastico infatti, studenti e professori, dovranno continuare ad indossare obbligatoriamente la mascherina. Anche durante il periodo degli esami di fine anno. A chiarirlo era già stato l’ultimo decreto Covid (ovvero il testo emendato ieri in Commissione Affari Sociali), e la linea è stata confermata ieri. Uniche eccezioni, come accaduto fino ad oggi, riguardano gli studenti con necessità particolari o quelli più piccoli. Al di sotto dei 6 anni infatti, la mascherina non è obbligatoria neppure in classe.

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Eventi: discoteche e teatri

Dopo il ritorno alla capienza completa degli spettatori stabilito dopo la fine dello stato d’emergenza del 31 marzo scorso, a partire dal 1° maggio negli stadi si potrà fare anche a meno della mascherina. Discorso differente però per tutti i luoghi che ospitano eventi al chiuso. Tanto per guardare un film al cinema o uno spettacolo a teatro, quanto per musei, discoteche (ovviamente non nel momento del ballo) e palazzetti dello sport (anche in caso di concerti o altri tipi di eventi), la mascherina Ffp2 continuerà ad essere considerata obbligatoria.

SMART WORKING

Niente stop a maggio. Lo smart working accompagnerà ancora gli italiani, anche durante l'estate 2022. Nonostante i termini per l'accesso semplificato siano formalmente scaduti con la fine dello Stato di emergenza del 31 marzo, ieri con un emendamento in Commissione Affari Sociali al cosiddetto "decreto Covid riaperture" varato appena prima del termine dello status, si è deciso di prorogare ulteriormente la possibilità di accedere in maniera semplificata al lavoro da remoto, sia per quanto riguarda i lavoratori fragili sia per tutti gli impiegati del settore pubblico e privato. Con alcune differenze però. 

I "fragili"


Per i primi infatti l'estensione è più breve e arriva "solo" fino al prossimo 30 giugno. Ma di cosa si tratta? A spiegarlo con una nota è il ministero del Lavoro: la proroga riguarda «il regime di tutela per i lavoratori fragili», ovvero il «diritto allo smart working per tutti i fragili e, per specifiche categorie di fragili, ove non sia possibile svolgere lavoro in modalità agile, in equiparazione al ricovero ospedaliero». Non solo, posto che la norma è relativa sia al settore pubblico che a quello privato, è stato contestualmente prorogato il diritto ad accedere alle modalità offerte dallo smart working per tutti i genitori di figli con fragilità.  

I dipendenti

Non viene ancora posta la parola fine anche sulle modalità semplificate di accesso allo smart working previste per le aziende subito dopo l'esplosione della pandemia. Nonostante a partire dal primo maggio non siano di fatto più considerate obbligatorie le mascherine nei luoghi di lavoro, né serva il Green pass - "base" o "rafforzato" che sia - per accedere in ufficio, all'interno dello stesso emendamento votato ieri dalla Commissione Affari Sociali si è deciso di estendere fino al 31 agosto (la scadenza segnata era il 30 giugno) il regime semplificato per l'accesso al lavoro agile. In altri termini le aziende per usufruire dello smart working fino alla fine dell'estate non sono tenute a comunicare al ministero ogni singolo nuovo accordo che dovrebbero aver raggiunto con ogni lavoratore per accedere al regime (e quindi le verifiche da parte dei tecnici sono potenzialmente meno semplici). Come accaduto fino ad oggi infatti, potranno continuare ad inviare al ministero i soli «nominativi dei lavoratori e la data di inizio e cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile».

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