Bollette e spesa, ecco tutti i ricari. La top 20 dei prodotti più costosi

Le pere costano il 34,2% in più rispetto a marzo 2021, fino ad un +103,4% nelle bollette

Bollette e spesa, ecco tutti i ricari. La top 20 dei prodotti più costosi
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Lunedì 18 Aprile 2022, 18:16 - Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 16:14

Pere, pomodori e olio di girasole insieme a energia elettricagas sono in assoluto i prodotti più cari del mese di marzo. Il caro prezzi ha inciso e non poco sui bilanci delle famiglie, numeri che si sono trasformati in dati Istat commentati dall'Unione Nazionale Consumatori.

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La top 20 dei prodotti alimentari più cari

In testa alla top 20 dei prodotti alimentari le pere che costano il 34,2% in più rispetto a marzo 2021. Al secondo posto l'olio diverso da quello di oliva che decolla del 25,9% e che certo risente dell'effetto Ucraina e delle restrizioni all'import dell'olio di girasole. Se, infatti, era già aumentato notevolmente nei mesi precedenti, ora segna addirittura un balzo del 6,9% rispetto a febbraio 2022, il record dei rialzi mensili tra i prodotti alimentari. Inoltre il dato provvisorio di marzo era "solo" a +23,3% a dimostrazione della progressione registrata a fine mese.

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Sul gradino più basso del podio radici, bulbi non amidacei e altri vegetali (carote, finocchi, cipolle, aglio, asparagi e i carciofi, prodotto tipicamente pasquale) che salgono del 20,8% in un anno. Al quarto posto i pomodori che volano del 20,6%.

Seguono altri vegetali coltivati per frutti (cetrioli, melanzane, zucchine, piselli, peperoni, fagiolini) che svettano del 18%, il burro (+17,6%) e, al settimo posto, il prodotto simbolo della cucina italiana, la pasta (secca e fresca), con +16,5% (+2,4% il dato congiunturale). Poi le arance (+12,4%) e i cavoli (+12,2%).

Chiudono la top ten i crostacei freschi con +11,4%.

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La top 20 dei prodotti non alimentari

In testa alla top 20 dei prodotti non alimentari, l'Energia elettrica mercato tutelato che vince la non certo gratificante classifica con un raddoppio dei prezzi rispetto a marzo 2020, +103,4%. Al secondo posto il Gas del mercato tutelato, con un astronomico +86,5%. Medaglia di bronzo all'Energia elettrica del mercato libero con +65,5%. «Nel mercato libero della luce si registra un incremento più basso del tutelato e questo per due ragioni. Nel libero prevalgono contratti a prezzo fisso e chi li ha sottoscritti prima di giugno 2021 ha fatto un affarone e l'altro motivo è che nel libero non sono costretti ad acquistare solo sui mercati spot, come purtroppo deve ancora fare Acquirente Unico. Ci domandiamo cosa aspetti Arera a consentire ad AU di acquistare anche con contratti a medio-lungo termine», afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

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Si ricorda che il dato tendenziale del gas del mercato libero non è disponibile, essendo entrato solo quest'anno nel paniere Istat. Al quarto posto Altri carburanti (Gpl, metano, ricariche elettriche) con +46,7%, poi il Gasolio per riscaldamento (+37,4%), in sesta posizione il Gasolio per mezzi di trasporto (+34,5%), seguito dalla benzina (+26,4%)

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