Caro prezzi e cantieri a rischio: dalla stazione alle strade a Lecce è tutto fermo

Caro prezzi e cantieri a rischio: dalla stazione alle strade a Lecce è tutto fermo
di Stefania DE CESARE
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Giovedì 7 Aprile 2022, 09:09 - Ultimo aggiornamento: 14:35

Prezzi dei materiali alle stelle e cantieri fermi al palo. E manca anche il bitume per la messa in sicurezza delle strade. Anche a Lecce è caos sulle opere pubbliche e l'assessore Marco Nuzzaci lancia l'appello: «Il Governo deve dirci come gestire gli aumenti. Di questo passo ci sarà il blocco totale».

Ribaltamento della stazione e 10 lotti stradali per la mitigazione del rischio idrogeologico. Tutto fermo (o quasi). Anche il capoluogo salentino non è immune dall'effetto del caro prezzi. I materiali da costruzione rientrano nella lista di beni che nell'ultimo periodo hanno subito dei rincari da capogiro. Colpa dell'aumento dei costi dell'energia che, combinato con qualche strascico della pandemia, ha messo in crisi numerose imprese del settore edile. E dopo lo stop dei cantieri privati adesso sono a rischio anche quelli pubblici.

L'appello di Nuzzaci

Dopo gli appelli da parte di aziende e associazioni di categoria, questa volta a lanciare un sos al Governo è l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Lecce Marco Nuzzaci: «Il caro prezzi è un problema con cui abbiamo avuto a che fare già durante l'emergenza sanitaria e adesso si è acuito con l'aumento dei costi energetici. Le imprese impegnate negli appalti pubblici lamentano una difficoltà nel portare a terminare l'opera. Un fatto gravissimo».
Tra le opere in corso che rischiano di arenarsi c'è il maxi progetto di ribaltamento della stazione ferroviaria. Un cantiere - aggiudicato nel 2019 da una Rti comporta da Doronzo infrastrutture e Bieffe costruzioni per poco più di 8 milioni e un ribasso del 20,6 per cento - su cui pesano già dei ritardi importanti. Come lo stop di 11 mesi causato del ritrovamento di acqua nella cava dismessa durante gli scavi per la realizzazione del parcheggio interrato. I lavori, fermi dal 2020, sono ripartiti solo da qualche mese e adesso rischiano di bloccarsi di nuovo. L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione è quello di terminare l'opera entro il 2023. Una scadenza che il Comune difficilmente potrà rispettare se le ditte non ripartiranno a pieno regime.

«I problemi per l'opera del ribaltamento della stazione ci sono. Non è ancora in atto un vero e proprio stop ma di questo passo ci sarà aggiunge Nuzzaci -. I ritardi si registrano su tutti i cantieri, dall'accessibilità nelle marine, all'edilizia scolastica o all'impiantisca sportiva. Grave è la situazione per gli interventi stradali e nello specifico i lotti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Gli impianti di bitumazione sono fermi. L'intero sistema si sta arenando».

Anche la sicurezza stradale rallenta

Il caro materiali, infatti, sta rallentando anche il rifacimento e la messa in sicurezza delle strade. In totale sono 10 i lotti, finanziati con 10 milioni di euro di fondi ministeriali, previsti per rimettere in sesto zone della città particolarmente critiche dal punto di vista della viabilità. Assi viari pericolosi e spesso teatro di incidenti: tangenziale est (primo stralcio); borgo San Nicola, Santa Rosa e Salesiani; San Sabino, piazza Mazzini e via Leuca; strada Lecce-Arnesano; zone Ferrovia, Casermette e Rudiae, area Sud Est, centro storico, area Nord Ovest, marine, tangenziale est (secondo stralcio). Ad oggi, però, solo due lotti sono statti completati (il primo stralcio della tangenziale est e il quartiere Ferrovia, Casermette e Rudiae) mentre su tutti gli altri regna l'incertezza.

«Abbiamo chiuso le gare un anno fa sottolinea l'assessore -. Il ribasso offerto dalle varie imprese si aggirava intorno al 20-30 per cento, stabilito proprio sulla base dei costi dei materiali, che però oggi sono triplicati e quindi le ditte hanno difficoltà a rispettare i termini. Molti lotti non sono neanche stati avviati. Il cantiere sulla Lecce-Arnesano, ad esempio, è completato solo al 60 per cento. Il lotto della zona Mazzini si è arenato su viale Leopardi: le materie costano troppo e l'impresa non è in grado di proseguire. Abbiamo difficoltà anche su borgo San Nicola in quanto la ditta assegnataria dei lavori è stata raggiunta da interdittiva antimafia e stiamo avendo problemi di affidamento per interpello alla seconda. Tutti gli altri lotti non partono perché le aziende sono in difficoltà, sia perché gli impianti di bitumazione sono chiusi e sia perché non hanno più convenienza ad avviare i lavori».

Per questo l'assessore chiede un intervento urgente del Governo. L'obiettivo è far ripartire la macchina dei cantieri avviati e scongiurare nuovi problemi con quelli futuri. «Il Governo conclude Nuzzaci - deve indicarci la strada da seguire per portare avanti le opere in atto e contrastare il caro materiali, o deve mettere a disposizione i fondi necessari per permettere ai Comuni di sopperire a questi aumenti. Perché di questo passo ci sarà il blocco totale».
 

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