Scatta lo sciopero: i metalmeccanici contro ArcelorMittal

Venerdì 20 Novembre 2020 di Alessio PIGNATELLI

Al termine di una lunga discussione sulla vertenza ArcelorMittal Italia proseguita anche post coordinamento sindacale nazionale unitario, Fim Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero per mercoledì prossimo.
La giornata di mobilitazione riguarderà tutto il gruppo e, oltre all'astensione di 2 ore, ci saranno presidi, iniziative e collegamenti dagli stabilimenti con conferenza stampa in rete dei segretari generali. L'annuncio è contenuto nel documento conclusivo dei metalmeccanici. Due pagine in cui le tute blu descrivono una situazione ormai insostenibile denunciando l'improcrastinabile necessità di un serio piano di manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti di tutti i siti per esigere la garanzia della sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti e l'efficienza degli stessi; il ripristino immediato di corrette relazioni industriali oramai inesistenti e che spesso vedono atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori; la necessità di un utilizzo appropriato degli ammortizzatori sociali.

C'è poi un aspetto fondamentale su cui i sindacati si focalizzano non risparmiando stoccate alla politica: l'area a caldo dello stabilimento tarantino non può essere chiusa ma deve essere ammodernata e ogni altro ragionamento è strumentale. Le continue dichiarazioni di politica, istituzioni e partiti territoriali, in particolare di quelli pugliesi, sul superamento dell'area a caldo sono discordanti da quelle del governo e va quindi chiarito in maniera definitiva la necessità, per uno stabilimento come quello di TaraTarantonto, del mantenimento dell'area a caldo resa ecocompatibile con l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Il governo chiarisca con dichiarazioni univoche ed esca fuori dall'ambiguità sul futuro del più grande gruppo siderurgico italiano. Per Fim Fiom Uilm, l'Ilva non è tutta la siderurgia ma è l'asset strategico della siderurgia italiana.


Nella piattaforma rivendicativa, i metalmeccanici inoltre si rivolgono direttamente ad azienda e governo. Alla luce della trattativa tra Invitalia e ArcelorMittal per l'ingresso della società statale con quote probabilmente maggioritarie, Fim Fiom e Uilm chiedono chiarezza innanzitutto sulla presentazione del piano ambientale, sui tempi di realizzazione delle opere di messa a norma degli impianti, certezza e sorveglianza degli investimenti programmati. Altresì, vogliono certezza sul piano industriale affinché si stabilisca in maniera definitiva quale sarà il destino del gruppo, quale il modello produttivo, tempi certi sul rilancio degli impianti fermi da anni. Per adesso, infatti, sono emerse solo le linee guida che prevedono il rifacimento di altoforno 5, le manutenzioni di Afo4, la realizzazione di due linee elettriche e un impianto di preriduzione con la piena occupazione a fine piano. A proposito di occupazione, le organizzazioni sindacali pretendono la definizione di un percorso certo di reintegro in ArcelorMittal dei lavoratori in Amministrazione Straordinaria, il loro eventuale impiego, per il tempo di permanenza in As, nelle opere di bonifica e garanzie stabili, da subito, sul loro futuro.

Al momento, sono circa in 1.600 nell'alveo di Ilva in As. Allo stesso tempo, è fondamentale avere trasparenza sulla gestione del mondo degli appalti: la cabina di regia ha dato risposte parziali ad alcune imprese, per le restanti, non c'è stato altro che il versamento di acconti e il governo deve essere garante della tenuta sociale anche attraverso il corretto utilizzo delle imprese d'appalto e dei rispettivi contratti collettivi applicati, dando priorità all'impiego di lavoratori dei vari territori interessati del gruppo. Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse del piano Taranto, si auspica che possano generare nuove garanzie occupazionali. Infine, nel documento si torna a domandare una rivisitazione degli attuali ammortizzatori sociali: È necessario rifinanziare la cassa integrazione che coinvolge i lavoratori di Ilva in As e garantire uno strumento di miglior sostegno per coloro posti in cassa integrazione da ArcelorMittal perché sia garantita equità nei trattamenti.

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