Metalmeccanici in piazza dopo i licenziamenti: «Catastrofe occupazionale»

La manifestazione a Brindisi
La manifestazione a Brindisi
di Lucia PEZZUTO
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Venerdì 4 Febbraio 2022, 20:33 - Ultimo aggiornamento: 22:14

Negli ultimi tre anni il territorio brindisino ha visto licenziare circa 500 lavoratori legati all’indotto dell’aerospazio, aziende specializzate del comparto metalmeccanico che hanno contribuito a far crescere il territorio e l’industria. Circa un centinaio di questi lavoratori questo pomeriggio erano davanti alla scalinata Virgilio a Brindisi in una manifestazione organizzata dalla dalle segreterie territoriali di Fiom-Cigl, Fim-Cisl e Uilm. Presenti oltre ai segretari territoriali come Angelo Leo (Fiom Cgil), Alfio Zaurito (Uilm) e Michele Tamburrano (Fim CISL), anche i segretari generali provinciali dei sindacati confederali, i rappresentanti delle segreterie regionali e il deputato del Movimento 5 Stelle Gianluca Aresta. L’obiettivo dei sindacati è quello di coinvolgere le istituzioni e la politica affinchè si possa quanto prima aprire un “tavolo di crisi” per il territorio brindisino.

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Una situazione insostenibile

La situazione è drammatica e i lavoratori sono stanchi delle parole, per questo Gianfranco Solazzo, segretario della Cisl Taranto Brindisi, dice che bisogna intervenire subito: «Bisogna fare chiarezza, se un settore come questo sta attraversando una criticità e non si riescono a dare risposte allora ci aspetta una catastrofe occupazionale». Dal palco improvvisato sulla scalinata Virgiliana anche Antonio Macchia, segretario della Cgil, è intervenuto. «Qui non è in discussione solo il futuro dell’industria ma il futuro del territorio.

 

Non è possibile sentire che ci sono tantissime risorse: Piano nazionale di ripresa e resilienza, contratto istituzionale di sviluppo, e mentre si parla di questo ci sono persone che perdono il lavoro. La politica deve sapere che non si può aspettare». Anche Antonio Licchello, segretario generale della Uil, ha chiesto l’intervento della politica concretizzata in un tavolo istituzionale che porti all’attenzione del Governo, un tavolo che in ogni caso sia improntato con un metodo differente rispetto a quello utilizzato sino ad oggi.

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