Ex Ilva, ancora cassa: Acciaierie d'Italia annuncia nuova cig dal 28/6 per 4mila operai

Martedì 1 Giugno 2021
Ex Ilva, ancora cassa: Acciaierie d'Italia annuncia nuova cig dal 28/6 per 4mila operai

Acciaierie d’Italia (ex Ilva) toglie la causale Covid dalla cassa integrazione e la trasforma in cassa ordinaria. Oggi l’azienda, di cui fanno parte ArcelorMittal Italia e Invitalia - che rappresenta lo Stato - ha spedito ai sindacati una lettera, a firma del direttore del personale, Arturo Ferrucci, dove annuncia 12 settimane di cassa integrazione ordinaria dal 28 giugno per “un periodo presumibile di 12 settimane” che “potrà interessare sino ad un massimo di circa 4.000 dipendenti distinti tra quadri, impiegati e operai”. 

 

Ammortizzatori ininterrotti da due anni

 

“Nonostante nel generale contesto di mercato siano oggi percepibili segnali ottimistici nella crescente e maggiormente stabile domanda di acciaio, la società non è nelle condizioni di assicurare l’immediata e totale ripresa in esercizio di tutti gli impianti di produzione e del completamento assorbimento dell’intera forza lavoro”. Così Acciaierie d’Italia, la nuova società costituita da ArcelorMittal Italia e Invitalia, descrive l’apertura della procedura per il ricorso alla cassa integrazione ordinaria dal 28 giugno per un numero massimo di 4mila dipendenti dello stabilimento di Taranto per un periodo presumibile di 12 settimane.

ArcelorMittal Italia sta usando ininterrottamente la cassa integrazione a Taranto da luglio 2019. Si è partiti con la cassa ordinaria per un numero massimo di 1.200 addetti su 8.200 dipendenti diretti. Si è così andati avanti sino a marzo 2020, quando la cassa ordinaria è stata sostituita dalla cassa Covid per un numero massimo di 8.100 persone. Attualmente è in corso la cassa Covid per un utilizzo reale di circa 3 mila unità. Adesso a fine mese la cassa Covid sarà sostituita da quella ordinaria.

I sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno chiesto ad Acciaierie d’Italia che sia erogata una integrazione economica ai lavoratori in cig al pari di quello che avviene già da alcuni anni per i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria (1.600), tutti in cassa integrazione straordinaria. Questi, attraverso provvedimenti legislativi, percepiscono una integrazione pari al 10 per cento del trattamento di cig. L’ultimo provvedimento a loro favore è stato il primo decreto Sostegni che ha previsto a tal fine 19 milioni di euro su base annua. Adesso i sindacati chiedono che vi sia l’integrazione anche per i dipendenti di Acciaierie d’Italia posti in cig perché, per le sigle metalmeccaniche, non è più possibile tenere ancora per un lungo periodo i lavoratori con una retribuzione di 900 euro al mese di media.

Ultimo aggiornamento: 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA