Scatta l'allarme cinghiali «Èun'invasione, pericolo per allevatori e ambiente»

Venerdì 8 Novembre 2019 di Alessandra LEZZI
Non solo Coldiretti. Alla manifestazione davanti a Montecitorio organizzata ieri per chiedere al Governo risposte urgenti sull'allarme cinghiali hanno partecipato anche rappresentanti di associazioni quali Legambiente, Federparchi, Terranostra. Un tema che già questa estate, nel Salento, aveva scatenato le polemiche. I cinghiali, o in alcuni casi specie incrociate con i maiali, hanno da tempo iniziato a creare preoccupazioni non soltanto tra gli allevatori e gli automobilisti, ma soprattutto all'interno della Riserva statale de Le Cesine. Dal report presentato al tavolo tecnico di luglio con Asl, Wwf, carabinieri forestali e Ambito territoriale della caccia chiamato in quanto organismo della Regione deputato alle operazioni di monitoraggio, cattura e contenimento era emerso che nei 348 ettari dell'Oasi ne erano presenti in maniera stanziale una ottantina. Situazione dunque particolarmente grave, considerato che gli animali sono in grado di raggiungere una maturità sessuale già a sei mesi e riprodursi due volte all'anno con cucciolate numerose. A rischio, nella Riserva si sottolineò a luglio le orchidee spontanee e le uova, sia di tartarughe che di alcuni uccelli che nidificano a terra. Non meno preoccupanti anche i pericoli per i visitatori e la rabbia dei coltivatori proprietari dei terreni adiacenti all'Oasi.

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Un'emergenza che dunque non riguarda solo il Salento. Basti pensare che in Basilicata i cinghiali sono diventati in poco tempo 150mila. E Coldiretti Puglia parla di «invasione ormai anche dentro le città». In tutta la Regione «sono 310 gli incidenti stradali causati da animali selvatici nei primi nove mesi di quest'anno. Dal 2010 al 2018 gli incidenti gravi sulle strade provinciali con morti o feriti per colpa di animali è aumentato dell'81 per cento». Dalla Puglia, precisa Coldiretti in una nota, è partita verso Roma una delegazione di oltre trecento allevatori e agricoltori.
Coldiretti invita senza mezzi termini Ministeri e Regione «ad avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci burocratici». E risposte dal Ministero dell'Ambiente si attendono anche nella Riserva salentina gestita dal Wwf. «Dopo il tavolo tecnico abbiamo inviato la relazione finale al Dicastero di via Cristoforo Colombo fa sapere da Le Cesine Giuseppe De Matteis -. Attendiamo le autorizzazioni per procedere con la cattura e lo spostamento in strutture idonee». Anche se, proprio sullo spostamento, durante il tavolo tecnico era stata registrata qualche perplessità dagli organi sanitari, che temono rischi di eventuali contagi. «Il monitoraggio con le fototrappole continua De Matteis prosegue. Le orchidee non sono ancora germogliate, quindi non possiamo fare previsioni. Ma le tracce sono diminuite nella Riserva e aumentate nelle aree adiacenti, di proprietà privata ma con il vincolo di zone umide di interesse internazionale. Sono animali che si spostano di continuo in cerca di acqua e cibo».
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