Puglia, il piano per la sanità con i fondi del Pnrr: più macchinari per dire stop ai viaggi per curarsi

Domenica 27 Marzo 2022 di Alessio PIGNATELLI

Abbattere i tempi e la mobilità sanitaria, ossia quella odiosa abitudine che costringe i pugliesi a emigrare in altre regioni per curarsi. Sono alcuni degli obiettivi del grande progetto della Puglia che punta a sfruttare i fondi del Pnrr per una sanità di prossimità più vicina ai pazienti: oltre 660 milioni di euro spalmati tra ospedali e case di comunità, nuovi macchinari più efficienti e centrali operative territoriali.

A queste ultime - si occupano dell’organizzazione delle attività domiciliari e della ricerca e attivazione delle risorse migliori per il setting assistenziale del paziente - sono state assegnate risorse ulteriori: dai quasi 7 milioni di euro iniziali si è passati a oltre 13 milioni e mezzo.

Lunedì in Commissione

L’argomento è sensibile e domani ci sarà un appuntamento importante per sviscerarne le varie sfaccettature. La Commissione Sanità e la Commissione Bilancio della Regione Puglia ascolteranno alle ore 11 in videoconferenza l’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese in merito alle “proposte pugliesi a valere sul Pnrr Sanità”. Invitati anche i dirigenti del comparto tra cui Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Promozione Salute. La dotazione è consistente e prevede le maggiori risorse per alcuni macrosettori: per citarne alcuni, più di 177 milioni sono indirizzati alle cosiddette Case di Comunità, ossia gli hub di prossimità per le cure primarie e per i supporti sociali: 38 ex novo in tutta la Puglia e 83 da ristrutturare.

Più di 114 milioni saranno investiti nella digitalizzazione mentre per la sostituzione di grandi apparecchiature obsolete sono stati stanziati oltre 114 milioni. E proprio in tal senso, saranno in totale 273 le apparecchiature da cambiare tra cui 48 Tac a 128 strati ma anche 16 risonanze magnetiche a 1,5 tesla, due acceleratori lineari, 3 Gamma camera-Tac, 21 angiografi, quattro Pet-Tac e 6 mammografi con tomosintesi, oltre a numerosi e ulteriori apparati radiografici. Impossibile scandagliare le diverse strutture ospedaliere della Puglia ma può essere utile capire in quali aziende sanitarie territoriali di riferimento finiranno questi nuovi macchinari. L’Asl di Bari ne riceverà 35, Asl Bat 20, Asl Brindisi 21, Asl Foggia 33, Asl Lecce 34, Asl Taranto 59. E poi ci sono le due aziende ospedaliere - Policlinico di Bari e di Foggia - e gli Istituti di ricerca ad accaparrarsi il resto.

Obiettivo: abbattere i tempi

Cosa vorrà dire concretamente? Sicuramente la speranza è di presentare al più presto un’offerta sanitaria all’utenza dignitosa cercando di caratterizzare i poli in base alle diverse peculiarità. E non costringere i pugliesi agli infiniti viaggi della speranza in altri territori dove magari sono presenti macchinari più avanzati. I processi di diagnosi e cura delle malattie ad alta e media complessità necessitano sempre più di tecnologia spinta e accuratezza: la Puglia vuole adeguarsi a nuovi standard. In generale, il Piano deve rispettare dei parametri e le dimensioni “green” e “digital” per ciascun investimento, secondo le percentuali stabilite dalle linee guida comunitarie.

Come previsto dal Regolamento Ue 2021/241 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, le misure incluse nel Pnrr devono contribuire sia alla transizione verde, sia alla transizione digitale rappresentando rispettivamente almeno il 37% ed il 20% dell’assegnazione totale delle risorse del piano. In particolare, infine, anche alla Puglia, per ogni investimento, è stato assegnato un coefficiente di sostegno per gli obiettivi “green” e “digital” sulla base di una metodologia che riflette l’ambito in cui la misura contribuisce agli obiettivi della transizione verde e digitale. Tali coefficienti di sostegno si attestano allo 0%, 40% o al 100% per i singoli investimenti, secondo le specifiche linee guida comunitarie

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