Ospedali a corto di infermieri: dalle Asl mail di ricognizione ai 4.200 idonei del concorso

Ospedali a corto di infermieri: dalle Asl mail di ricognizione ai 4.200 idonei del concorso
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Domenica 13 Febbraio 2022, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 15:20

Personale da reclutare nelle strutture sanitarie pugliesi sempre più “a corto” di professionisti: almeno 2.600 gli infermieri da inserire negli ospedali e nella rete della medicina del territorio già a regime, secondo le stime della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). E almeno altri 4mila i medici che mancano all’appello. Ma la voragine nella pianta organica della sanità pugliese rischia di allargarsi ulteriormente se alle carenze già strutturali si sommano le centinaia, forse migliaia, di operatori da assumere entro il 2026 per fare girare il motore dei 31 nuovi ospedali e delle 106 case di comunità previste attraverso i 650 milioni del Pnrr. 

Palese: «Carenze più gravi con i nuovi ospedali e case di comunità del Pnrr»

«Il problema della mancanza di personale sanitario in Puglia è noto - sottolinea l’assessore alla Sanità, Rocco Palese - Ed emergerà in maniera ancora più incisiva quando le nuove strutture previste del Pnrr saranno realizzate e dovranno andare a regime».

Mail di "ricognizione" ai 4.200 idonei del concorso regionale

Carenza nelle piante organiche che - almeno in relazione agli infermieri - i 556 posti a tempo indeterminato garantiti ai vincitori del concorso della Regione non potranno di certo colmare. Ecco perché nelle scorse ore la Asl di Bari, per conto dell’assessorato alla Sanità, ha avviato una campagna di “ricognizione” tra la platea dei 4.200 idonei. Nella mail inviata ai partecipanti risultati idonei si chiede di specificare se si è in servizio e presso quale struttura sanitaria. Ma anche la tipologia del contratto e l’azienda sanitaria presso la quale si è prestato o si sta prestando servizio. Al momento si tratta solo di una ricognizione utile a fare il punto sullo stato dell’arte, ci tengono a specificare da Bari. Ma non è escluso che da qui ai prossimi mesi alla mail possa fare seguire una chiamata in servizio. Si vedrà.

Case di comunità: le Regioni chiedono nuove assunzioni 

Intanto, in vista della nuova rete di strutture sanitarie da realizzare attraverso le risorse del Pnrr, le Regioni continuano a chiedere al governo di allargare le maglie dei limiti di spesa. E garantire, dunque, nuove assunzioni indispensabili per mandare a regime le case di comunità. “Le Regioni e le Province autonome, per il tramite degli Enti del servizio sanitario regionale, possono reclutare personale dipendente per garantire le attività di assistenza primaria da svolgere all’interno delle case della comunità”. È questa la richiesta messa nero su bianco dai governatori e trasmessa al Ministero della Salute nei giorni scorsi. In sostanza, le Regioni chiedono che accanto alla figura del medico di famiglia convenzionato possano essere assunti in qualità di pendenti medici e infermieri da far lavorare proprio all’interno di queste strutture. Al momento però la trattativa con il ministro Roberto Speranza resta in fase di stallo. E l’impianto dell’accordo in conferenza Stato-Regioni prevede che nelle case di comunità operino i medici di medicina generale, con l’indicazione di effettuare 38 ore di lavoro a settimana delle quali cui 20 in studio, 6 nelle case della comunità e altre 12 nei presidi del Distretto.

Per Lopalco e Pagliaro sopralluogo al pronto soccorso del "Fazzi"

Intanto nelle scorse ore a “visitare” il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi di Lecce è stato il capogruppo in Consiglio regionale de La Puglia Domani Paolo Pagliaro. Con lui anche Pier Luigi Lopalco, ex assessore regionale alla Sanità. «Le criticità sono tante e variegate - hanno rimarcato a margine del sopralluogo a mezzo nota congiunta i consiglieri - Partiamo dalle lunghe attese alla mancanza di posti letto che costringono la struttura a diventare un reparto aggiuntivo con pazienti in gran parte anziani o malati cronici, in attesa di avere un letto. Abbiamo potuto appurare che i ritardi e la confusione sono causati anche per la varietà di codici e bisogni. A tal proposito crediamo sia necessario separare in due percorsi diversi e distinti il codice bianco e verde da quello arancione e rosso». Dunque, l’istanza recapitata al governatore Michele Emiliano e all’assessore Palese: «Chiediamo un potenziamento del personale medico, infermieristico e di oss in modo da allestire questo secondo ambulatorio e dare sollievo ai pazienti che arrivano già sfiniti nella struttura ospedaliera».
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