Pon, spazio alla tecnologia: finanziamenti per 58 progetti

Pon, spazio alla tecnologia: finanziamenti per 58 progetti
di Daniela UVA
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Martedì 6 Dicembre 2022, 12:31 - Ultimo aggiornamento: 18:30

Sono 58 su un totale di 140 - i progetti made in Puglia finanziati nell'ambito del Pon ricerca e innovazione 2014-2020, attivo in otto Regioni target del programma (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna). Iniziative ad altissimo valore tecnologico messe a punto attraverso un rapporto strettissimo fra imprese e università del territorio.

I progetti

C'è un acceleratore di protoni in grado di trattare i tumori più profondi, ma anche un nuovo veicolo spaziale che potrebbe migliorare l'osservazione della terra. Così come un nuovo centro di eccellenza nel campo della Bioinformatica per la produzione, gestione e interpretazione di dati omici (genomici, metagenomici, trascrittomici, proteomici e metabolomici).

I risultati di questi sei anni sono stati presentati ieri a Bari ed evidenziano, a livello nazionale, il finanziamento di 4mila borse di dottorato e di 2.600 ricercatori. Proprio la Puglia è la seconda Regione per numero di borse di studio attivate nelle università sono 180 fra i diversi Atenei - per un totale di oltre dieci milioni di euro di spesa certificata e oltre 24 milioni di euro impegnati. Su un totale di 400 attività di ricerca ammesse ai finanziamenti, 59 appartengono a università pugliesi per un importo di otto milioni 900mila euro. Sul fronte del potenziamento delle infrastrutture di ricerca, la Puglia è invece coinvolta in otto progetti su 18 (24 milioni di euro). Il Pon interviene soprattutto in aree come aerospazio, salute e fabbrica intelligente.

La Puglia è un'eccellenza

Anche in questi settori la Puglia è un'eccellenza: su 140 programmi finanziati 58 provengono infatti da questa Regione. Il più rilevante, considerato come esempio di best practise e finanziato con quasi 15 milioni di euro, è stato battezzato Erha-Enhanced radiotherapy with hadrons.

Si tratta di un acceleratore di protoni lineare, in grado di trattare tumori profondi, in età adulta, che non possono essere operati perché troppo vicini a organi vitali. Entro il 2023 sarà sviluppato in un Irccs pugliese per ottenere la validazione ed essere poi utilizzato su larga scala. A mettere a punto il progetto è LinearBeam, spin-off del Gruppo Itel. «A livello industriale si tratta di un acceleratore di protoni lineare che, però, offre un importante sbocco nella salute, per cui diventa una terapia spiega Leonardo Diaferia, presidente del gruppo Itel per il progetto Erha -. Nel 2023 transiteremo questa tecnologia in un istituto Irccs perché ne venga validato l'uso clinico. Da quel momento il percorso di mercato sarà veloce. In questo momento stiamo definendo l'accordo con la struttura sanitaria, siamo alle battute finali per la stipula del contratto». Molto attivo è anche il Politecnico di Bari, direttamente coinvolto in 15 progetti sviluppati nell'ambito del Pon. Come per esempio Further, un progetto sull'utilizzo di componenti elettrici in ambito aeronautico (elettrificazione del volo- riduzione emissioni), e Agreed, programma per il monitoraggio, la prevenzione e la diagnosi precoce di fitopatie come la Xylella.
«Trasformare le piccole e medie imprese in startup in grado di portare innovazione sul territorio è la sfida dei prossimi anni», dice il rettore Francesco Cupertino. «I progetti Pon hanno trasformato le università, le hanno rese più consapevoli del loro ruolo rispetto alle grandi aziende ma anche alle piccole e medie imprese. Abbiamo formato una generazione di nuovi ricercatori e giovani talenti che oggi già lavorano nell'ambito del nostro territorio».

Gli altri fondi in arrivo


Da parte sua, Regione Puglia continua a supportare l'innovazione anche attraverso il Pnrr e i fondi strutturali. «Sono in arrivo numerose iniziative e misure che daranno un supporto dal punto di vista finanziario alla ricerca e all'innovazione», conferma l'assessore regionale a Formazione e lavoro Sebastiano Leo. «In Puglia da anni sia il sistema industriale sia quello universitario vengono supportati dalla Regione conclude -. C'è stata e ancora c'è una grandissima collaborazione con questi mondi, che sono fondamentali per la ricerca, l'innovazione e la tecnologia».
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