Centrosinistra diviso sull'ipotesi terzo mandato per Emiliano

Centrosinistra diviso sull'ipotesi terzo mandato per Emiliano
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Martedì 5 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:34

Centrosinistra diviso sull'ipotesi terzo mandato per Emiliano. C’è chi frena e c’è chi esulta ma l’opzione di un Michele Emiliano Ter di fatto non è fantascienza. Anzi, la possibilità che questo accada è una delle opzioni sul tavolo su cui anche l’interessato si dice possibilista. Nel corso della sua intervista a "Nuovo Quotidiano di Puglia", in cui non ha nemmeno escluso la possibilità di una scalata romana alle Politiche, Emiliano si dice “a disposizione”. Il presidente, insomma, non disdegnerebbe il passaggio in Parlamento, destinazione per qualcuno obbligata. Ma solo nell’ottica di «rafforzamento del Pd». Pd che a sua volta - sempre citando le sue parole - viene comunque dopo la Puglia.

IL DIBATTITO

Il presupposto per il dibattito non manca, tanto che nelle scorse ore l’ipotesi del terzo mandato di Emiliano ha fatto uscire allo scoperto le diverse sensibilità del centrosinistra pugliese: il segretario regionale Pd Marco Lacarra definisce Emiliano “imprescindibile per la politica regionale”, il consigliere regionale dem Fabiano Amati resta critico rispetto a tatticismi e riposizionamenti finalizzati al potere. A sinistra, anche forti del listone per le Politiche, chiedono più chiarezza nella coalizione mentre l’assessore centrista Gianni Stea si schiera senza indugi col presidente, dicendosi pronto a un “patto politico”. Oggi della medesima opizione dell’assessore al Personale è il titolare della delega alla Formazione, Sebastiano Leo: «Prematuro ovviamente parlarne adesso che siamo alle prese con la nuova programmazione e la gestione quotidiana della Regione che non ammette distrazioni. La ricandidatura - prosegue Leo - ad ogni modo sarebbe il riconoscimento naturale di un lavoro straordinario portato avanti dal presidente e della giustezza delle sue scelte. Qualunque sia la sua decisione io credo che sarebbe supportata e sostenuta dalla gran parte della politica pugliese. - conclude – . Il fatto stesso che se ne parli è perché Emiliano è una figura determinante nello scenario politico regionale».


Tuttavia, soprattutto dopo le ultime amministrative e in vista del congresso, appare chiaro che il nodo resti ancora e sempre il rapporto tra Emiliano, il cui potere è letteralmente lievitato con le civiche da lui ispirate e promosse, e il Partito Democratico, che recupera consensi ma ancora sbanda senza organismi dirigenti. 
Va dritto al punto Alberto Losacco. Il parlamentare brindisino non ha dubbi: «A Emiliano serve avere un Pd forte. Le civiche sono cresciute, anche un po’ a scapito del partito, ma oggi credo che il suo lavoro debba essere rafforzare e fare diventare centrale il Pd. Questo - prosegue Losacco - sarebbe un bene per Emiliano anche nell’ottica di una candidatura, visto che il know how politico e amministrativo di un esponente democratico è mediamente maggiore rispetto a un eletto delle civiche e può contare su una rete più strutturata e collegata con il resto del Paese. Per questo - conclude - mi auguro che se Emiliano saprà dimostrare il valore del suo governo in questo secondo mandato, il partito possa decidere di accordargliene un terzo». 
Più dubbioso sulla tenuta a lungo termine del presidente è il consigliere regionale dem Ruggiero Mennea. «Se Emiliano supererà con successo il secondo mandato non è da escluderne un terzo - spiega Mennea - ma la prova è adesso, anche perché siamo di fronte a emergenze non prevedibili e a un quadro politico nazionale che avrà degli effetti su quello regionale». Mennea non esclude che intanto possano emergere altre personalità in grado di garantire un ricambio se il presidente dovesse impegnarsi altrove. «Sono vent’anni che Emiliano è sulla cresta dell’onda, in politica è difficile restarci tanto. Io al suo posto farei una riflessione e programmerei qualcosa di diverso perché reggere il protagonismo così a lungo è una scelta difficile. E in questo caso - conclude il consigliere barlettano - occorrerà costruire per tempo una nuova leadership, anche con l’aiuto di Emiliano ovviamente».
Sulla capacità del presidente di cedere il testimone ha pochi dubbi Ubaldo Pagano. «Emiliano ha sempre lavorato nella costruzione di una leadership che potesse subentrargli - spiega il deputato democratico - lo ha fatto al Comune di Bari con Antonio Decaro, lo ha fatto con Lacarra alla segreteria Pd e anche con il sottoscritto. Io credo che lui con onestà abbia dato la sua disponibilità a concorrere per il terzo mandato ma solo laddove le condizioni dovessero richiederlo naturalmente. Ed è chiaro - conclude il parlamentare - che la sua disponibilità non ha una natura ostativa ad altre legittime ambizioni che da qui al 2025 dovessero intervenire».

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